Valori e non valore
Un mio cliente è sull’orlo del protesto, mancano degli euro e i suoi assegni non possono essere pagati. E’ una persona a modo, garbata, educata, onesta, svolge la sua professione da oltre ventanni. Mai avuti problemi con le banche, sempre onorato tutti i debiti. Anche lui come tanti aspetta di incassare fatture emesse da tempo. Lavoro prestato verso altre persone che hanno soldi e disponibilità molto più grandi delle sue. Eppure ritardano a pagarlo. Prendono tempo. Ma tempo per cosa? Il lavoro andrebbe sempre pagato. Puntualmente. E’ la storia di ogni giorno in banca, tante persone sono in difficoltà per somme che ritardano ad incassare. Non li riusciamo ad aiutare dando credito e applicando interessi. Non è un aiuto.
Basterebbe poco. Basterebbe che si onorassero con puntualità i propri impegni e si rispettasse il lavoro degli altri. Eppure nell’Italia di oggi non è così. La ricchezza è in mano a pochi che non la mettono in circolo. Si arroccano nelle loro ville, nei loro yacht, nel loro lusso pregresso e non spendono più, non onorano i propri debiti con puntualità. Pensano che pagare sia quasi un extra. Col tempo incontro sempre più persone in difficoltà e ne incontrerò molte altre ancora.
L’Italia di oggi non ha solo una crisi economica, la sua è una crisi culturale, mancano valori forti che hanno fatto il nostro paese grande negli anni sessanta. Alla base del boom di quegli anni, c’era tanta voglia di lasciarsi alle spalle la guerra, c’era la voglia di costruire tutti insieme una Repubblica dopo quasi duemila anni di regni e imperi. Ci si sentiva parte dello stesso insieme, si rispettava il prossimo e il lavoro altrui. Oggi regna l’invidia, il sospetto, la raccomandazione, l’abusivismo, il falso in bilancio, regnano disvalori morali che hanno portato a una crisi paralizzante.
Sono rimasto solo e senza i vecchi compagni di università, perchè a Palermo non ci sono opportunità di vita sostenibile per i giovani, c’è un senso di precario vivere sul quale non si riesce a costruire una speranza di futuro. Ed ha proprio ragione Vasco quando dice che la vita è un equilibrio sopra la follia, come si fa a pensare ad una famiglia se non si hanno i soldi per un tetto? Viene voglia di partire e andare via, di abbandonare le proprie radici e la propria famiglia. Viviamo così di relazioni sociali povere e di abbandoni misti a malinconia. Ci andiamo lentamente impoverendo, senza rimedio, con la costanza macabra di una flebo.
Più vado avanti e più mi rendo conto che la voglia di pensare in blu che da sempre cerco di alimentare con questo blog, è un sentimento sempre meno ricorrente in chi mi circonda. Molti si alzano e sentono di non avere coraggio, perchè non hanno punti stabili nella propria esistenza. Stiamo diventando un popolo codardo che si rifuggia negli aperitivi cool e nelle feste, per sfuggire a un senso di niente galoppante che ci vive intorno. Siamo malinconicamente coscienti della nostra caduta.
Crisi culturale, se ne fossimo tutti consapevoli, avremmo un avvenire diverso. Probabilmente sarà un sasso nello stagno questo post e non cambierà nulla, ma se qualcuno leggendolo si ricorderà di onorare un debito allora non saranno parole vane, ci sarà la speranza che qualcosa cambi. La ricchezza si moltiplica se si trasferisce, secondo una vecchia regola del liberismo, ma credo che anche l’anima si possa arricchire, se riuscissimo a scambiarci Valori e non solo valore.
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