Palermo felicissima…
Palermo con il suo mare, Palermo con il liberty che non c’è più, Palermo bombardata, Palermo dei Florio, Palermo dei fenici, Palermo sempre viva, i Palermitani, Palermo con le moschee che non ci sono più, Palermo con la cattedrale e le chiese, Palermo e il sacco di Palermo, Palermo con la mafia, Palermo con i politici corrotti, Palermo di Lima e Ciancimino, Palermo e la primavera di Palermo, Palermo di Addio Pizzo, Palermo con l’orgoglio, Palermo e il Palermo in serie A, Palermo e la santuzza, Palermo e le vie del centro, Palermo e il gattopardo, Palermo con il teatro Massimo chiuso per 20 anni, Palermo con il cielo sempre blu, Palermo con un clima che gli altri se lo sognano,Palermo e la spiaggia di Mondello…
Palermo la mia città!!
Categorie: Cappotto Blu, Videoteca Illusionaria

il 4 Aprile 2008 alle 20:09 dice:
Era tuo questo scritto!!!!!
Rosapreziosa me lo aveva postato ma non mi ha mai detto che è tuo !
Le ho risposto che chi lo ha scritto ha la mia stessa nostalgia…
il 4 Aprile 2008 alle 23:50 dice:
Sai io vivo in via Libertà, ogni giorno mi affaccio e penso a come doveva essere bello prima, penso che Palermo era la capitale del liberty, mi viene una rabbia, ma una rabbia…
Penso che non ci si può lasciare ingannare da politici corrotti, e poi che rabbia sempre gli stessi…
Però anche se mi arrabbio ogni giorno, non riuscirei ad andare mai via da Palermo
il 5 Aprile 2008 alle 08:22 dice:
…Via Libertà, il ricordo di un pomeriggio piovoso, una passeggiata solitaria e mesta, pensieri tristi e grigi come quell’asfalto sibilante e pastoso di polvere, pensieri dolorosi impastati di lacrime confuse tra le goce di pioggia….
Piazza Bonanno, risate di adolescente, lussureggianti piante promesse di futuro ingannevole, i Normanni con sguardo indulgente, sorridono ancora beffardi.
Villa Napoli, gioiello nascosto, celato allo sguardo, violentata dal tempo e dagli uomini, non più maestosi i pini mediterranei rasi al suolo in in giorno di un febbraio assolato. Dolore di una bimba che vide lo scempio, non più compagni di giochi, ma come cadaveri, stesi nella polvere, nemmeno una lapide a loro ricordo, ma solo una striscia d’asfalto nero come quel dolore mai sopito.
il 5 Aprile 2008 alle 11:01 dice:
Alba i tuoi ricordi sono bellissimi!!sognavo che qualcuno rispondesse con i ricordi di una Palermo Felicissima che non ho mai conosciuto, ma che avrei sognato di vivere..
il 6 Aprile 2008 alle 20:32 dice:
Palermo è la mia contraddizione.
La mattina apro la porta di casa e, spesso, un olezzo pungente di spazzatura si espande per le scale e mi colpisce nauseabondo e sfacciato, come quello che ritrovo dentro l’ascensore. I miei vicini… casa loro finisce sulla porta. Faccio subito pace con i vicini e con Palermo non appena apro il portone e vengo investita ed avvolta da un profumo intenso di gelsomino. Lo cerco e me lo trovo di fronte: un trionfo di fiori a febbraio. La signora del primo piano sa che fuori delle pareti domestiche c’è qualcuno…. Grazie signora Rosa!
Mi dirigo frettolosamente verso il garage, eh sì! Nessun posto per l’auto sotto casa e quei pochi che ci rimanevano sono stati destinati ai disabili. Quanti disabili ha questa città!
Devo far presto, rischio di far tardi a scuola ed io sono puntuale. Ma guarda un po’! Il quartiere è già affollato. Quando mi infilavo subito in macchina non potevo accorgermene. - Buon giorno signor Giacomo! Il giornalaio sistema i quotidiani ancora caldi, caldi come i cornetti, ne sento il profumo passando davanti al bar. Non sarebbe male scendere dieci minuti prima e fermarsi, come fanno i buoni palermitani… - Gentilmente… un caffè.
- Buongiorno! Buongiorno! Il macellaio, il salumiere, il fruttivendolo, tutti si stanno preparando a cominciare.
Il garage è buio, ma mi sento al sicuro, qua nessuno tocca niente… Che prezzo alto però…!!!
Forza! ai posti di combattimento, chi mi farà passare? Devo fare anch’io la prepotente? No, tento con un sorriso. Ma sì, sono tutti gentili… li odio! - Fammi passare, bestia! Non vedi che blocchi tutti?! Che città di barbari! Ma perché non me ne vado??? Un marziano! Mi fa passare e…sorride pure.
Arrivo, posteggio in una stradina laterale, la strada della scuola è ormai impraticabile, i genitori entrerebbero con l’auto dentro la classe. Esistono soltanto i loro figli, gli altri non hanno diritti. Pochi metri a piedi e sono dentro il cortile della scuola. Non posso passare, qualcuno ha pensato bene di ostruire la stradina di accesso con il suo bellissimo Suv. Maledetti, vi odio! Dovrò infangarmi.
Suona la campanella, entriamo, aspettiamo i ritardatari, cominciamo.
- Maestra, sarà per il colore del maglione, ma oggi mi sembri felice.
Grazie, Francesco, mi aiuti a far pace con Palermo.
Qua c’è morta mia madre, ma c’è anche nato mio figlio.
Palermo è la mia contraddizione.
il 7 Aprile 2008 alle 11:06 dice:
Eh si Palermo è la città delle contraddizioni, forti e assolute, ti fa venire voglia di andar via e di rimanere per tutta la vita…Grazie Mariligia, hai impreziosito il blog…
il 9 Aprile 2008 alle 11:45 dice:
Palermo anni 60
La via Bandiera gremita all’inverosimile di donne che si rifornivano di stoffe di ogni genere, bancarelle variopinte, le donne usavano cucire in casa gli abiti per se e i figli.
I negozi di tendaggi con la bancarella davanti, i metraggi di tende che pendevano da fili appesi, il mercanteggiare tra le donne agguerrite a strappare il miglio prezzo e i venditori che negavano lo sconto ma alla fine facevano contenta la signora.
Il lastricato della via Bandiera nei giorni di pioggia con le sue piccole pozzanghere, passare poi al Capo a comprare il pesce, si camminava tra le bancarelle con grandi piramidi di olive nere e verdi,artisticamente poste su vassoi di legno, le olive ” acciurati “, emananti un profumo dolciasto.
Le urla cantilenanti ed affascinanti con note orientaleggianti, gorgheggi da tenori mancati.
I grandi mazzi di ” rianu” il ghiaccio tritato sui pesci , i grandi occhi dei pesce spada che parevano guardarti. Per risparmiare si comprava ” a’ tunnina cu l’agru edduci”.
Fedelmente dipinto da Guttuso, il Capo, la Vucciria, ora ombre di quello che fu…..
Lungo il corso Clatafimi, nei primi anni 60, poche Topolino grigie o verdoni, qualche Alfa sfrecciava tra teste che si giravano ammirate, molte carrozze, le rotaie dei filobus verdi con antenne da scarafaggi a tastar l’aria.
Le sere estive con le sedie a giro dentro i ” bagghi” con i vicini che chiacchieravano tra loro, ogni ” bagghio era una piccola comunità, i bambini giocavano in gruppo, liberi, tra l’erba, a caccia di lucertole se si era fortunati.
Il racconto di una Piccola Aba di tre anni che fuggita dal ” bagghiu ” finì tra le zampe di un cavallo, la Santuzza l’ha salvata dagli zoccoli….1961 !
Ancora i venditori ambulanti di broccoli o altro con carretti dipinti con le gesta di Orlando, le piume colorate tra le orecchie dell’asino o mulo, gli specchietti rotondi che istoriavano i finimenti, le frange dondolanti, i colori sgargianti, quando ho visto l’ultimo? Non lo ricordo, è tanto tempo ma non so quanto…..
Le ragazze che nel pomeriggio si pettinavano e si mettevano dentro l’uscio al pianterreno delle case del Corso Calatafimi, le lunghe trecce brune lucide d’acqua con i segni le pettine, le madri con le sedie fuori a sorvegliare le ragazze con i ” busini “in mano e gli occhi bassi, oppure i telai dove si faceva bella mostra delle qualità della ragazza e del corredo preparato.
Pomeriggi d’inverno, a ” cutra” sulle gambe intorno al braciere, tutte le vicine e le figlie, i ferri da maglia ticchettanti, i soliti bambini a sciamare nei marciapiedi intorno, e le bambine con le spallucce coperte dagli sciallini all’uncinetto a striscie colorate ricavati da maglioni ” sfilati”.
Fine anni 60, le ragazze con il “tuppo” cotonato, i vestiti attillati a fiori, i ragazzi con le Vespe che giravano attorno alla casa, sguardi audaci e sempre meno sorvegliati, giovani uomini con capelli ” nsivati i brillantina Linetti” dall’inconfondibile odore, visi allegri e fiduciosi di un futuro migliore, nessuno sembrava disperato.
Le Giuliette prendevano il posto delle 600 familiari, a Mondello si andava la domenica pomeriggio a mangiare “u purpu bugghiutu cù limuni” con indosso il vestito della domenica e le scarpe nuove, sempre troppo grandi con la punta imbottita di ovatta, l’anno dopo , quando diventavano le scarpe di tutti i giorni erano troppo strette, ma tanto poi si allargavano, anche i vestiti della domenica erano troppo piccoli l’anno dopo!
Il vestito nuovo a Natale, a Pasqua, una bambola per i Morti, via via sempre più costosa.
I pupacceni e i marturani, i crozzi i mortu duri duri, i cruzziteddi da ammorbidire in bocca, 100g. di crena tipo nutella nella carta oliata, 200 g. di “sapuni moddu”, sempre nella carta iolita e la frutta nei coppi di carta paglierina.
I scarpi di Patania di via Maqueda, il caffè della torrefazione conl’odore che si spargeva dentro gli autobus dell’AMAT, verdi con la striscia più chiara, i ganci per tenersi in equilibrio e i tubi di alluminio, il bigliettaio con il suo scalmo di legno e i biglietti colorati, 50 lire!
Un cono 15 lire, i pezzetti di gelato al Bar Italia al foro Italico con le sedie di legno colorate e le giostre da guardare desiderosi di un giro.
I babbaluci per il festino, il melone col tassello, ” u jocu i focu” le famiglie sedute “supra a lapa e a nonna cun scinni” .
Nessuno sembrava triste, i primi a lasciare i quartieri popolari per andare ad abitare al Viale Strasburgo! Guardati come semidei fortunati, ma tanto un giorno o l’latro anche noi….pensavano più o meno tutti.
il 9 Aprile 2008 alle 13:30 dice:
Mi sento rapito dai tuoi ricordi, mi sembra di essere un uccello che segue con te il volo su una Palermo che non c’è più…I ricordi sono testimoni del tempo e aiutano a essere vivi.
Alba è davvero splendido!!