Racconto a più mani

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In un blog libero e felice abbiamo iniziato a scrivere una storia a più mani, siamo partiti dall’idea di un sapore e stiamo svulippando un racconto… Il sapore qual’è?quello della pastiera napoletana…Non è solo fonte di gusto, ma anche di romanzo…leggere per credere…Che ne dite di contribuire a questo racconto e a farlo crescere tutti insieme?

Scrive Alrivi

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Si comincia da una donna che è stata ad Amalfi e durante il viaggio che doveva portarla a Venezia si trovò senza nulla da mangiare e aveva solo una pastiera.

Poi quel ricordo, restò come una dolce poesia impressa nell’hard disc della sua memoria culinaria…

Arcangiolino

La Pastiera napoletana rimase nei ricordi di un viaggio…

Un viaggio nella memoria, in cui i ricordi si sovrapponevano alla realtà, in cui i dolori venivano attenuati dalle gioie….

Tutto un sapore, un profumo, un odore inconfondibile che lega la Pastiera a quella terra ricca di cedri e di arance….

Pablo

Ogni chicco del grano gli ricordava i tramonti delle colline dove amava rincorrersi tra grano e frumento con un giovane amante…

Oppure i giochi di bambina in mezzo ai pagliai…

Arcangiolino

…il grano di quella Pastiera, era il grano dove aveva camminato in punta di piedi per non sciupare il tappeto giallo oro su cui facevano capolino le rosse vive macchie dei papaveri…

…le uova erano quelle donate dalle bianche galline di nonna Maria, quella nonna tanto amata che profumava di lavanda e di talco…

…il latte era di Genoveffa, la mucca chianina che aveva donato litri di buon latte ai piccoli di tutto il paese…

…che profumi di quel tempo passato…L’odore di quelle bucce candite di arancia che mamma amava conservare in grossi barattoli di vetro. Scorze preziose che venivano utilizzate per profumare di aromi selvaggi i dolci casalinghi che così tanto piacevano a papà…

Pablo

….nella sua testa si confondevano odori, sapori e ricordi, il tempo tornava indietro. La mente vagava tra infanzia e presente, passato e sogni, scopriva che quei sapori perduti erano l’anima della vita nella casa dei suoi genitori.

La pastiera aveva risvegliato il labirinto delle emozioni: la campagna, quella fattoria tornavano all’improvviso…

Sentiva ancora il muggito di Genoveffa, che era il segnale della sua sveglia…

Immersa nei ricordi guardava la pastiera, masticava emozioni perdute, ogni granello la riportava via via più indietro.

Arcangiolino

…quello che masticava era un miscuglio di emozioni alle quali si trovava avvinta ed ancorata. Gli odori parlavano dell’infanzia, di giornate passate all’aria aperta, del vento sulla pelle e del sole che riascaldava l’anima e il cuore. Era facile tornare indietro nel tempo e riappropriarsi di quel vissuto accantonato e lasciato da parte perchè troppo indaffarata a tentare di conciliare il presente con i progetti futuri.
Fu così che il suo sguardo vagò all’orizzonte e i tratti del suo volto si distesero in un sorriso dolce, tenero, affettuoso…i ricordi stavano sommergendola e quel protettivo abbraccio d’amore si stava impossessando di lei…

Allora… dove ci porterà questa pastiera? Chi scriverà per primo?

Qui trovate la discussione originale:

http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=201505&f=190&st=20

2 commenti in “Racconto a più mani”

  1. Ciao carissimo, sono Arcangiolino…mi sono presa il tempo di venire a curiosare nei tuoi spazi. Andrò via per qualche giorno, ma ti prometto che appena torno in sede vengo a leggere a che punto siete arrivati con la Pastiera napoletana.
    Ti confesso che mi ha fatto una certa emozione leggere le mie parole su un luogo che non è il forum…
    Ciao, a presto,
    Annamaria

  2. Ciao Pablo, volevo dirti che il mio incipit è realmente accaduto, è il ricordo di un arrivederci doloroso, è accaduto davvero, solo una pastiera infarcita dei ricordi di un giorno meraviglioso ad Amalfi prima di un breve addio, le lacrime? A fiumi, mangiando ricordi e pastiera, quel sapore non l’ho più ritrovato.
    Ogni chicco di grano era un ti amo al mio tesoro…

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