Anticipazioni
Preso dall’euforia di aver finalmente completato un romanzo, mi lancio verso la creazione di un secondo romanzo, ho un’idea di base, vorrei raccontarvela e chiedervi cosa ne pensiate…
Ci sono tanti personaggi l’uno slegato dall’altro con ognuno una propria vita e un proprio capitolo dedicato, li vorrei descrivere con lo stile del racconto, di modo da creare capitoli indipendenti (eh si l’idea mi accompagna sempre)…
A un certo punto a tutti arriva l’invito per una cena, si scopre che ognuno dei personaggi faceva parte di una comitiva di amici che amava uscire insieme e frequentarsi, ma che a causa del lavoro, delle famiglie, si sono via via allontanati; l’invito proviene da Marco il vecchio capoclan, buon compagno e ottima forchetta, lui ritorna da dieci anni di lavoro all’estero e vorrebbe trovare tutto come lo ha lasciato…
Decide che ognuno di loro debba portare un piatto, una pietanza che sia testimone di quegli anni che lui non conosce…
Quindi tutte le storie prima autonome adesso si riuniscono e si collegano, un pò come faceva Robert Altman nei suoi film…
Che ne dite?Può funzionare?
Categorie: Cappotto Blu

il 12 Aprile 2008 alle 15:06 dice:
Che forum democratico e interattivo!credo che l’idea del libro,con la formula delle scatole cinesi,possa essere intrigante.Nel pranzo di Babette,cui avevo accennato in un mio post precedente,i protagonisti sono legati tra di loro molto più di quanto possano immaginare(i capricci del destino,appunto)e tutti i nodi si scioglieranno durante una pagana e “mistica”cena.Mi piace il tuo entusiasmo:come dice il buon Baricco in “Novecento”,nessuno è perduto finchè avrà una storia da raccontare.Ciao
il 12 Aprile 2008 alle 15:39 dice:
Ancora non l’ho letto, mi sa che lo devo fare presto…non vorrei che in buona fede lo plagi…
Amo Baricco, Oceano Mare lo adoro..
Anche tu ne hai tanto di entusiasmo, lo ti si legge nelle parole..
il 12 Aprile 2008 alle 16:07 dice:
Se proprio vorrai leggerlo,meglio farlo dopo, credo….si può partire dallo stesso punto ma le strade sono infinite e la tua strada la puoi percorrere solo tu.Ola,Pablito.
il 12 Aprile 2008 alle 16:14 dice:
Accetto il consiglio…a romanzo finito lo leggo…forse è meglio non farsi condizionare…
il 13 Aprile 2008 alle 11:12 dice:
ho letto della tua idea di un nuovo romanzo:penso che ne potrebbe uscire fuori un bellissimo libro di ricette, coronato da quelle tue magnifiche descrizioni dei piatti che, a mio parere, sembrano dei quadri…se poi il tutto è legato dal sentimento dell’amicizia, che non può mancare nella vita di ciascuno (proprio come l’amore!), l’idea mi pare che possa funzionare! e che dire di inserire qualche magnifica poesia? certamente, tu che sei un animale sociale, nei tuoi cassetti ne troverai…in bocca al lupo allora
il 13 Aprile 2008 alle 11:29 dice:
Beh speriamo che ne venga fuori qualcosa che conquisti il lettore, cmq dal sito ho capito che tutti amano la cucina, gli interventi sulla cucina sono i più consultati e commentati…
Quindi un grazie e un grandissimo: CREPI IL LUPO!!!
il 13 Aprile 2008 alle 11:31 dice:
Una ricetta che ha una storia, legata ad un momento felice oppure triste, uno di essi potrebbe anche odiare un piatto perchè legato ad un momento triste, come la mia pastiera.
Non riesco nemmeno a pronunciate questa parola senza pensare a quel brutto momento…
Durante quella cena qualcuno si rifiuterà di assaggiare un piatto perchè è legato a brutti ricordi.
Potrebbe essere un risvolto psicologico dei protagonisti del libro, chi ama o odia un piatto perchè incosciamente ha avversione verso chi lo preparava in un periodo della sua vita, per esempio una ex moglie, il vantarsi di lei della riuscita della ricetta e lui, odiandola rifiuta il gradimento del palato trasformandolo in disgusto.
Che ne dici?
il 13 Aprile 2008 alle 13:00 dice:
Alba come sempre sei fonte di idee preziose…
Avevo pensato proprio a questo, la cena per alcuni andrà male e per altri sarà un momento indimenticabile e ci sarà chi non andrà alla cena, restando a casa a mangiare la sua solita minestra…
il 13 Aprile 2008 alle 13:10 dice:
Scusami per le continue scorribande nel tuo blog,Pablito…bella l’idea di Alba,bella e veritiera .Personalmente non penso che siano la cucina o le ricette tout-court che ispirino lo scrittore;in realtà dietro un piatto,una ricetta, un profumo quanti modi e quanti mondi!Se Proust dal profumo di un innocuo dolcetto ha fatto quello che ha fatto,Banana Yoshimoto in Kitchen ha scritto uno degli incipit più carini,tu con tutti gli ingredienti che hai in testa chissà che bontà potrai sfornare,no?
il 13 Aprile 2008 alle 13:14 dice:
Silvia le tue scorribande sono più che gradite, mi mettono sempre di buonumore e fai salire la mia autostima…
Hai proprio ragione dietro un sapore c’è una storia da raccontare, che è un condensato di emozioni, il sapore il piatto è un punto di partenza per il resto…
Speriamo di riuscire a terminare il romanzo, questa è la sfida più difficile: scrivere con costanza!!
il 14 Aprile 2008 alle 19:10 dice:
Mi piace da morire questa idea … posso aggiungere una chicca????
Da qualche mese sto studiando la psicologia criminale, non perchè io lo sia ma perchè mi intriga daimpazzire ….
Io ad esempio adoro i dolci….
E se costruissimo un giallo alla Agatha Christie in cui chi ha deposto l’invito, dunque Marco, voglia avvelenare i suoi commensali con il significato simbolico deposto in ogni singola pietanza? Può essere possibile?
il 14 Aprile 2008 alle 22:43 dice:
…ho letto tutti i gialli della zia Agata, lei ea semplicemente geniale…Vivi il romanzo nasce con un cannovaccio e poi si muove da solo, chissà che non tocchi le tinte del giallo…
Mondadori sarebbe felice: quando cercavo un editore per Cappotto Blu, mi chiama il responsabile nuove proposte Mondadori, e mi dice “Lei ha un modo di scrivere assolutamente geniale, però chi vuole che legga il romanzo di uno sconosciuto, ci scriva un bel giallo, sempre col suo stile che mi piace, quello sì che glielo pubblico subito”…
il 15 Aprile 2008 alle 09:22 dice:
Mi piace l’idea, preferirei però che i personaggi fossero caratterizzati da personalità forti, con valenze psicotiche nascoste, da scoprire un po alla volta. Mi propongo come profilo per la prima vittima…..!
il 15 Aprile 2008 alle 09:27 dice:
bang colpito!!!Era proprio la mia idea, i personaggi devono avere tutti delle personalità forti che nascondono i tratti del carattere che vanno scoperti poco a poco…
Alba con la pastiera e le arancine, sono una storia stupenda che va raccontata…
il 15 Aprile 2008 alle 10:55 dice:
Chiedete e vi sarà detto…..
il 15 Aprile 2008 alle 17:08 dice:
Ragazzi sono contenta delle vostre osservazioni…
ed allora che ci aspetti pablito, daiiiiiiiiii
Io chi sarò? dunque amante della non violenza, del bello, dell’elegante…fai tu!!!! però voglio esserci!!!!
Grande Alba, idea geniale … ci pensavo anch’io!
il 15 Aprile 2008 alle 23:20 dice:
Bellissimo Alba…allora da buon scrittore ti faccio una domanda, che ti arei voluto fare da un pò di tempo, ma tu che ci facevi da buona sicula in Campania?E poi sempre da sicula perchè tornare a Venezia?Questi particolari insieme alla pastiera rendono la storia intrigantissima…
Vivi mi sa invece di una donna estremamente passionale, magari innamorata di un uomo lontano, che ne dici?
il 16 Aprile 2008 alle 09:30 dice:
Purtroppo carissimo Pablito, la realtà non è romantica affato! Se la racconto perderà totalmente il fascino del mistero…Diventerà semplice cronaca di una famiglia e le vicissitudini normali di comuni mortali.
Ma ok, te lo dico. Mio marito si trovava a Salerno per un corso ministeriale della durata di un mese. Alla sua partenza dopo appena due giorni mi chiamarono da Padova per un delicato intervento chirurgico dall’esito incerto. Dovevo prendere l’aereo per Venezia e poi andare a Padova. Optai per un treno e fermarmi tre giorni a Salerno con mio marito per poi proseguire e andare da sola ad affrontare una cosa spiacevolissima e rischiosa.
Il giorno prima della mia partenza era domenica e decidemmo di andare in barca fino ad Amalfi, naturalmente la gita fu bellissima ma velata di tristezza, non stavo neanche bene per ovvi motivi. In un minuscolo laboratorio artigianale di pasticceria, gestito da un quasi novantenne, comprai una pastiera da circa 600 g. Quel pomeriggio ne mangiai una fetta, il resto lo portai inalbergo.
Il mattino dopo, era uno strano maggio, faceva freddissimo alla stazione, ore 6,30 circa il treno arrivò, tu capisci che andare ad affrontare da soli certe cose non è facile come non fu facile per mio marito lasciarmi da sola, ma non si poteva fare altrimenti.
In viaggio per Padova non avevo da mangiare altro che quella pastiera che trovai divina!
All’arrivo rocambolesco all’ospedale erano ormai le sei del pomeriggio, dopo essermi sistemata chiesi se c’era da mangiare qualcosa, oppure se c’era un bar…no!Nulla! Mangiai l’ultima fetta…da allora non desidero più mangiarne.
L’operazione andò bene per una buonissima parte, il resto va bene così, sono tornata alla vita…
Gli arancini
Mio marito 4 anni fa fu applicato a Firenze, restammo lì per un’anno, lì feci tante conoscenze e potei coronare il mio sogno di fare un corso di decoratrice di ceramiche alla famosa scuola di ceramiche di Montelupo Fiorentino, credo che sia la cosa più bella e soddisfacente che abbia mai fatto!
Al nostro rientro in Sicilia con la macchina stracarica di valigie e suppellettili, arrivammo a Messina alle ore 22,00, naturalmente avevo finito le vettovaglie personali, non amando biscotti o merendine avevo un certo languorino. Vidi che il fast food dell’imbarcadeo di Messina era aperto ed affollato, il mio fiuto mi disse che lì avrei trovato qualcosa di mio gradimento. Quale visione! Un addetto stava portando un’enorme vassoio di arancine con la punta appena fritte e fumanti, ne comprai tre. Le divorai prima di arrivare a Barcellona! Non ho mai mangiato arancine più buone, sarà stata la fame, sarà stata la felicità del ritorno a casa, sarà stata la vista da Bagnara di un mare calmissimo e le luci della Sicilia che parevano essersi accese tutte per festeggiarmi, fatto stà che la Sicilia non mi era mai parsa così bella e un sapore come quelle in’aspettate arancine caldissime non mi era mai sembrato più buono!
Ecco Pablo, racconto semplice a tratti triste e a tratti buffo. In ogni regione in cui sono stata ho portato con me una parte delle sue abitudini culinarie, ho cercato le ricette della tradizione, mi sono immedesimata in quei sapori e in quei luoghi. Sono convinta che la cultura non è solo la bellezza architettonica o le opere d’arte ma anche la cucina, per me la cucina è inscindibile dalla cultura e dall’atre.
Ciao Pablito e ciao a tutti, mi dispiace per la delusione, ma un bravo raccontatore omette la realtà per lasciare spazio alla fantasia, chi legge deve sempre chiedersi perchè, deve avere la voglia di saperne di più, la voglia di andare avanti nel racconto per scoprire il perchè degli avvenimenti. Nel mio piccolissimo ti ho incuriosito! Missione compiuta….
il 16 Aprile 2008 alle 19:32 dice:
wowwwwwwwwwwwww
passionale ed innamorata????
si, ma non di un uomo lontano…
e poi lontano che vuol dire????
di luogo o di anima????
grrrrrrrrrrrrrrrrrrr
il 17 Aprile 2008 alle 10:16 dice:
Mi hai incuriosito eccome carissima Alba, ho tutto il materiale per tirare fuori un gran bel personaggio…non so come ringraziarti!!!!
Naturalmente te lo farò leggere in anteprima