L’orto di Santino

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Santino amava la sua terra, aveva un piccolo orto vicino il mare…Stava ore a lavorare la terra, perchè animato dalla passione per il raccolto, ogni seme che piantava, era un seme creatore di vita e gusto.

Diceva che la sua verdura profumava di terra e mare, il suo pomodoro recava l’aroma salmastro della burrasca, si poteva mangiare in modo semplice, con un pizzico di origano e il suo olio buono di campagna, non c’era bisogno di sale, il mare glielo donava giorno dopo giorno.

La sua ricetta preferita erano le busiate dell’orto, anzi del suo orto.

 Un giorno aveva mangiato in un bel ristorante a strapiombo sul mare, la Torre dei Saraceni, le busiate allo scoglio, un piatto gradevole che gli aveva conquistato il palato. Mentre le assaporava aveva in mente il suo orto e i profumi di mare della sua verdura, si poteva creare, si poteva cucinare qualcosa di particolare con quella pasta catturatrice di aromi e sapori

Sapeva che i gusti andavano abbinati seguendo l’ordine della natura, tutto quello che nasceva nel suo orto era legato da un unico filo: la terra e il suo amore nel coltivarla.

Aveva raccolto qualche pomodoro, degli spinaci, alcune carote e dei cipollotti, mentre li stava lavando per bene, con le mani dentro l’acqua nel lavandino, vide il mixer di cucina tanto caro a sua moglie, il suo pensiero tornò a quelle busiate, così ripose nel mixer le sue verdure, aggiunse un pò d’olio di campagna, qualche grano di pepe, le mandorle che gli aveva regalato la gnà Pina e per finire qualche briciola di pecorino stagionato,lasciò andare le lame di quell’aggeggio per qualche secondo  e così aveva una crema dolce e delicata, ricca di profumo e variopinta nei colori. Era la base per un buon piatto.

Decise di bollire gli altri spinaci per pochi minuti di modo da conservare il sapore della sua terra, prese un bel padellone e vi ripose parte della crema d’orto, su quella adagiò gli spinaci ancora umidi, e li lasciò rosolare per pochi minuti.

Gli era avanzata un pò di crema, decise di usarla per decorare i piatti, ma ce n’era ancora un pò, pensò a quel buon pane di paese del giorno prima, lo scaldò per pochi minuti e gli spalmò la crema, i suoi denti voraci diedero un morso deciso, aveva il sapore unico del suo orto nel palato. In quel momento capì che tutto quello che serviva era un bicchiere di vino bianco fresco, leggero e non troppo pastoso, nel suo frigo scorse una bottiglia di Bianco d’Alcamo era proprio quello che ci voleva…

Con l’ebbrezza del vino in corpo, lanciò nell’acqua bollente le busiate, aveva conservato l’acqua di cottura degli spinaci di modo da trasferire alla pasta un pizzico di quel sapore, mentre girava le busiate, il suo stomaco iniziava a gorgogliare, quei profumi facevano crescere il suo appetito.

Finalmente arrivò il momento tanto atteso, la pasta era pronta per essere saltata nel padellone, lo faceva con la gioia di un bambino, guardava il suo piccolo sogno crescere e realizzarsi, il suo orto viveva nella sua bocca.

9 commenti in “L’orto di Santino”

  1. L’orto di Santino, con i suoi colori e i suoi profumi, non solo ha preso maggiore vita attraverso il palato del suo “cuoco-ortolano”, ma ha anche ispirato la sua creatività e ha dato vita a tutta la sua casa: che bello, infatti, rientrare e sentire i profumi che provengono dalla cucina…Sono quei profumi che, ancor prima di varcare la soglia di casa, ci rivelano che qualcuno ci stava aspettando e, nell’attesa del nostro ritorno, ci ha dedicato il suo tempo, la sua fantasia, i suoi pensieri, il suo affetto.

  2. Carissima Ciompa, da come scrivi sembri proprio la moglie di Santino…

    La cucina prima di conquistare il palato deve rapire la
    vista e arricchire il naso…

    La cucina deve catturare i sensi…

    Santino è un amante della terra e si lascia guidare dalla Natura, motore della tavola e della vita…

  3. io ho capito chi è santino….

  4. …mmmmhhhhh….Santino esiste in tutti i cuochi o amanti della cucina…in tutti quelli che sognano un proprio orto da curare e da far vivere…Santino è dentro ognuno di noi, in grandi o piccole dosi…

  5. davvero emozionante pensare e credere in questa 3° realtà…
    i sogni son proprio desideri….penso ad ho fame della tua bocca
    W Neruda!!!!!

  6. …hai fatto bingo, nella poesia di Neruda, c’è molto della cucina cilena (leggi Ode al gronco…anzi ora la pubblico), ed è anche amante del buon vino…(Ode al Vino)

    Lui racconta la tavola in versi, a me piace in prosa, perchè i personaggi hanno le parole e si può dire di più…

    Cmq per me Santino esiste in tutti…a dire il vero mio padre è forse quello che ne ha dentro una dose maggiore e molto di Santino l’ho pensato osservandolo…ma non si chiama Santino…

  7. e si, questo lo pensavo da tempo…
    in realtà pur non conoscendo il tuo papà, sono certa che santino sei anche tu! aribingoooooo!!!!!

  8. mmhhhhh te l’ho detto Santino c’è un pò in tutti…poi c’è chi lo ha più, e chi ne ha meno…diciamo che in me ce ne è parecchio…

  9. mmmmhhhhh
    va bene ho capito….

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