Falcone e Borsellino
Falcone e Borsellino…sai dove ho abitato per 15 anni? in una via di Palermo sconosciuta che nessuno sapeva dove fosse…poi un giorno giocavo a mare con le racchette da spiaggia, era luglio, era l’estate, un estate rovente, in quel momento mi divertivo un mondo, arriva di corsa con la moto Paolo, il mio buon amico Paolo e mi dice: “Manlio, Manlio, hanno ucciso Paolo Borsellino!!!!Lo hanno ucciso sotto casa tua, in via D’Amelio”.
Quella via sconosciuta era diventata il centro di interesse di tutto il mondo, Bbc, Cnn, tutto il mondo era nella mia via, dove è morta la povera Francesca, io rubavo le arance e le mangiavo lì tra gli alberi… ero choccato, pensavo l’hanno lasciato solo e lo hanno fatto fuori…
Erano passati appena 2 mesi dal funerale di Giovanni Falcone, mi bagnai per oltre 3 ore, arrivando colato, ma non aveva importanza, sentivo un vuoto dentro pazzesco, mi misi una giacca blu scura(ci vuole rispetto per gli eroi!), era tutta zuppa d’acqua cambiò colore, quel funerale, ricordo i pianti di centomila persone…Ricordo la chiesa di San Domenico piena di gente, trabboccante di gente…Ricordo la rabbia di Pappalardo…Ricordo il non perdono di una donna ferita…Ricordo i Ministri…Ricordo che Gianfranco Fini mi passò accanto commosso, stanco, deluso, camminava sotto una pioggia battente e le urla dei palermitani che gli gridavano fascista(che strana la vita, la piazza oggi non glielo avrebbe mai urlato)…
Ma non ricordo un Silvio pieno di senso dello stato che veniva a portare sostegno ai palermitani feriti(oggi lo avrebbe fatto…che dite la forza del 61 a 0?serviva quello per capire i Siciliani?)…Non ricordo che un giovane Salvatore Cuffaro, allora misero delfino di Calogero Mannino (che omone di spessore, chiedere in tribunale per un giudizio sincero…) quel giorno si sia rimangiato le porcate che aveva detto contro Falcone in tv, durante uno show del Biscione…Non ricordo quante parole siano state dette per la lotta alla mafia…Ma una cosa me la ricordo proprio bene: gli occhi di Paolo Borsellino, sapeva che tra un pò sarebbe toccato a lui.
La mia via diventava il punto di partenza per la lotta alla mafia…durante gli anni ho visto solo tante fiaccole, belle parole, arresti eclatanti, ma la mafia rimane sempre…provate ad aprire un negozio a Palermo provate…
Grazie Vivi mi hai fatto tirare fuori tanta rabbia.
“A questa citta’ vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”
Categorie: Biblioteca Ideale, Pensieri in Blu


il 16 Aprile 2008 alle 19:37 dice:
troppo belli…
che emozione!!!!!
thanks so much!
il 16 Aprile 2008 alle 20:06 dice:
Il libro di Marcelle Padovani che dialoga con Giovanni Falcone, Cose di Cosa Nostra, per me è una pietra miliare della biblioteca ideale
il 18 Aprile 2008 alle 19:10 dice:
Sì al dolore per aver perso quegli Uomini nei quali, da siciliani onesti e offesi, avevamo riposto le nostre speranze.
Sì alla rabbia per quei volti della politica che da un lato promettono e dall’altro pesano come macigni sui figli di una Sicilia senza lavoro, senza acqua, senza strade, senza case e nello stesso tempo deturpata da una cementificazione dissennata…(e quanti altri senza potremmo ancora aggiungere?).
No alla perdita della speranza, perchè rischieremmo di vanificare il sacrificio di tanti Eroi che,attraverso la lotta per la legalità, ci hanno trasmesso un immortale modello di vita.
Continuiamo a vivere nella legalità con i nostri piccoli gesti quotidiani e con le nostre grandi scelte, usciamo dall’ignoranza,educhiamo e formiano le nuove generazioni perchè conquistino una coscienza critica, per me è l’unico modo per coltivare la speranza di un mondo migliore!
il 19 Aprile 2008 alle 13:16 dice:
“Qui muore la speranza dei palermitani onesti” questo lenzuolo era esposto al funerale di Dalla Chiesa e purtroppo ritornò anche per il funerale di Giovanni Falcone…
Oggi ho deciso che la speranza parte dalla memoria, e ho fatto un piccolo collage, credo che tutti i tuoi no, siano molto sensati…
Però mi chiedo che speranza avranno i siciliani con un parlamento che ha escluso la sinistra sia a livello regionale, che nazionale?
Ma come si dice la speranza è l’ultima a morire, e per non farla morire serve la memoria
il 19 Aprile 2008 alle 16:21 dice:
Bello il tuo breve viaggio nella memoria, anche se di forte impatto sul piano emotivo, per chi, come me, ha vissuto e ricorda benissimo quegli orribili momenti…
Forse sbaglierò, ma col mio intervento mi sembra di avere contribuito a riaccendere in te il lume (anche se flebile) della speranza e, se ciò è avvenuto, ne sono onorata!
“Qui muore la speranza dei palermitani onesti”: in molti ci siamo riconosciuti in questa frase, ma nello stesso tempo ci siamo sentiti uniti da questa stessa frase e la rabbia, insieme alla voglia di cambiamento, ci hanno scossi e (scusa il bisticcio di parole) ci hanno cambiati dentro.
Sono in pieno accordo con te: la memoria è la base di una coscienza critica e rappresenta uno strumento di grande valore per tutti, ma soprattutto per quanti, operano nella Scuola. Se sappiamo servircene può aiutare nel cammino dell’educazione alla legalità. Certo va usata con grande tatto per non turbare la sensinilità giovanile, ma è un forte strumento di crescita.
Inoltre, scusami la prolissità, vorrei aggiungere che il successo, alle recenti elezioni, del partito di Di Pietro è, secondo me, un dato da non sottovalutare…io lo interpreto come un bisogno di legalità. Certo è una minoranza e non mi illudo, so che ci aspettano tempi duri
il 19 Aprile 2008 alle 17:15 dice:
Gli interventi lunghi non sono mai prolissi, sono scritti col cuore…
Se è come dici tu, allora il Tonino nazionale, ha una gran bella responsabilità: dare speranza agli italiani…
il 19 Aprile 2008 alle 19:44 dice:
L’orgoglio di essere siciliani, la rabbia di essere anormali, la grande umanità che ci contraddistingue e che ci rende unici tra i migliori……… spero un giorno di poter gridare con orgoglio “SONO SICILIANO!!!!”
il 19 Aprile 2008 alle 23:39 dice:
Ogni giorno penso che esiste una questione meridionale, nessuno più lo ricorda, si pensa soltanto al nordest, ma noi andiamo comunque avanti, poveri e dimenticati, perchè abbiamo un grande, grandissimo orgoglio, essere siciliani!!!
il 20 Aprile 2008 alle 08:16 dice:
Io lo grido sempre con orgoglio: sono siciliana. Appartengo a quella sparuta schiera di siciliani “non allineati”. Alle recenti elezioni ci siamo contati, siamo pochi, ma sono sicura che ognuno di noi ha fatto e continuerà a fare il proprio dovere, che non è tenersi fuori. Legalità è una parola che in una società progredita e democratica dovrebbe essere scontata. Nelle scuole italiane, non soltanto in quelle siciliane, si portano avanti progetti di educazione alla legalità: questo dice tutto. La sensibilità di parte dei nostri alunni ormai viene colpita poco dai problemi veri. Ben altri sono gli interessi purtroppo! I problemi del palermo - calcio, per esempio…. Intanto i migliori cervelli vanno via dalla nostra Sicilia perché non c’è “spazio” per le loro professionalità, i loro posti vengono occupati velocemente dagli amici degli amici. Scusate se sono amara, forse penserete che abbia perso la speranza, ma la mia pratica quotidiana smentisce l’amarezza, perché sono una siciliana caparbia e quando si prende l’abitudine al proprio dovere, è difficile cambiar strada.
il 20 Aprile 2008 alle 09:08 dice:
Lugio 1992
Caldo e splendido pomeriggio estivo, ero nella mia cucina con il mio bambino di pochi mesi, sorrideva il mio bambino e a lui io, la sua mamma, sorridevo e vedevo in lui la bellezza della nuova vita carica di speranze nuove.
La radio era come sempre accesa, edizione straordinaria qualcuno annunciò,” Palermo, un’attentato pochi minuti fa…………..”
Mi si gelò il sangue in quel caldo pomeriggio, udii tra le altre vaghe parole la frase “pare che si tratti di un magistrato” non udii altro.
Mi accasciai sul tavolo di cucina con le mani sul volto, ripiegata su me stessa, lacrime e singhiozzi, sommessamente diceno nooooo nooooooooo nooooooo.
Sapevo! Sapevo che era il giudice Borsellino!!!!
Non so come ne perchè ma sapevo che era lui, dopo i no arrivo il mio inutile grido, PERCHE’!
La famiglia si riunì poco dopo, non smettevo di disperarmi, piansi tutte le mie lacrime, era morta con lui una cosa grande, la mia speranza,la speranza dei miei figli, la speranza che quel bimbo di pochi mesi potesse vivere in una Sicilia migliore, un dolore maggiore della scomparsa di una persona cara, maggiore perchè comune a tutti i Siciliani onesti, perchè tarpava le ali alla speranza che dopo la morte di Falcone la ribellione generale potesse essere reale ed attuata da tutti noi Siciliani.
Si parla di speranza, di lotta, di ideali, ma i voti espressi in questi ultimi anni ci dicono altro, ci dicono che il denaro , il potere, l’arrivismo sono più forti della coscienza collettiva, sono più forti della nostra ribellione, sono più forti…..
Mio figlio ha 17 anni adesso, domenica scorsa gli ho regalato il mio voto, ha scelto lui il partito, era felice mio figlio domenica scorsa al mio ritorno dal seggio elettorale, felice che avesse potuto votare tramite me, lo fu fino a lunedì dopo pranzo, lunedì sera abbiamo pianto insieme…
A me questa sconfitta elettorale non pare ne strana ne tantomeno inaspettata.
Avevo avvisato i miei figli ed amici che certi disegni sono ormai palesi e che solo i ciechi non vedono gli accordi che si fanno, è tutto previsto, tutto calcolato, l’alternanza tra pochi e omogenei, con sfumature diverse, ma solo sfumature.
Il nuovo governo non è il male, è la rappresentazione del male, è la parte visibile del male e la meno importante.
Falcone lo ha detto tante volte che non erano la bassa manovalanza del pizzo da combattere, ma chi dietro a questa commedia attua piani criminosi di planetario pericolo.
I mafiosi sono solo specchietti per distrarci da cose più grandi, Falcone e Borsellino lo sapevano e indagavano in quella direzione, sono stati fermati!
Mio figlio lotta già da diversi anni, gli ho soltanto consigliato di prenderla con calma, perchè è possibile che durante la sua vita non vedrà mai la vittoria.
Io? Io lotto tutti i giorni, piano sottovoce, uso la stessa discrezione che usano loro, i mafiosi col colletto bianco, sono discreta e silenziosa, sono Siciliana……
il 20 Aprile 2008 alle 10:40 dice:
Quello che non ho mai capito è il voto in Sicilia, si votano sempre le stesse persone che fanno promesse che non mantengono, e nessuno ha il coraggio di ammetterlo…
Ma siamo davvero così fessi?
Ad esempio Cuffaro si dimette da presidente della Regione, perchè condannato in un processo, quindi si ricandida al Senato, noi invece di lasciarlo nell’indifferenza che merita, lo votiamo, ma si possono comprare davvero così tanti voti?no!!Siamo solo fessi.
il 20 Aprile 2008 alle 10:55 dice:
Non chiederti chi, ma chiediti perchè.
Non guardare il generale, ma valuta la retrovia.
Non soffermarti sul visibile ma cerca di scorgere il nascosto.
Non giudicare chi si vende, cerca di capire il perchè .
Non farti ingannare dalle notizie, cerca il non detto.
Non fare catturare la tua coscienza su fatti di poco conto, leggi sempre i trafiletti invisibili dei giornali o le notizie di pochi secondi nei tg.
Spesso la verità è così palese dal non essere vista….
il 20 Aprile 2008 alle 15:08 dice:
Parole bellissime!!!!Bisogna farsi sempre più domande e bisogna cercare sempre delle risposte che non siano verità edulcorate!!
il 22 Aprile 2008 alle 07:45 dice:
anch’io sono andato a piazza d’amelio quel giorno. quando c’è stato l’attentato io ero a meno di cento metri da lì. quello che ho visto in quei giorni in quella strada è tutto il modo di pensare italiano. il giorno stesso dell’attentato era pieno di gente pronta a dire “io c’ero”, “io l’ho visto”. ovviamente nessuno sapeva cosa aveva visto. si vedeva solo un’immenso incendio. per una settimana fu un pellegrinaggio indecente di tutta l’italia. tutti amici di borsellino. dopo che era morto. poi niente. solamente i ragazzi del fronte della gioventù ogni anno lo ricordano con una fiaccolata. tuttora lo fanno. non perché la destra sia realmente intimamente antimafiosa. le alleanza politiche lo dimostrano. ma perché borsellino aveva dato tanto alla destra. partecipando ad alcuni “campi hobbit”. si ricordava. adesso non so più come si ricordi dopo la trasformazione democristiana della destra. borsellino si ricordava come si ricordavano gli eroi caduti in guerra. come si ricordano ancora, ancora oggi, i ragazzi uccisi negli anni ‘70. “paolo borsellino” e tutti “presente!”. perché è ancora presente nella memoria di chi lo ricorda ancora. adesso è molto imbarazzante vedere i ragazzi di destra ricordare borsellino e fare volantinaggio per persone come berlusconi, dell’utri, lombardo, ecc. (hanno fatto pure volantinaggio per cuffaro nonostante le contestazioni quando venne scelto come candidato alla presidenza della regione). il problema grosso è però qual è l’alternativa. mi piacerebbe che in italia o in sicilia ci fosse uno schieramento mafioso e dall’altra parte uno antimafioso. se fosse così sarei disposto anche a votare PCI. purtroppo il meglio che abbiamo è la scelta tra affiliati alla mafia di centrodestra con affiliati alla mafia di centrosinistra. il meglio che riescono a portare dall’altra parte sono candidature di facciata (e dietro l’abisso) oppure quelli, come orlando, che falcone chiamava in maniera dipregiativa i professionisti dell’antimafia. non abbiamo nemmeno la sceltra tra destra o sinistra. da quando ho il voto ho sempre votato per le statistiche. non ho mai avuto una rappresentanza in parlamento e non ho mai beccato un referendum.
il 22 Aprile 2008 alle 23:50 dice:
Noi siamo quelli che c’eravamo, quelli che l’avevano detto, quelli che l’avevano già capito, noi siamo quelli sempre avanti, sempre a un passo dal fare ma sempre fermi sul dire…
Vogliamo governanti onesti ed eleggiamo pregiudicati; non vogliamo la mafia e usiamo le droghe che la mafia ci fornisce; vogliamo cambiare e non abbiamo mai il coraggio di farlo…
C’era uno scrittore, mio caro Essente, che scriveva Perdere è questione di metodo…Noi ne abbiamo uno ottimo: ignorare…
il 24 Aprile 2008 alle 14:52 dice:
Quando hanno ucciso i giudici Falcone e Borsellino ero piccola, troppo piccola per capire chi fassero in realtà, troppo piccola per capire che dietro a quei semplici nomi c’era la speranza di un’intera nazione. Oggi, che ho ormai 18 anni, mi sto interessando sempre più all’argomento e rimango affascinata ogni volta che vedo un video, un’immagine dei miei magistrati (sono nel mio cuore). Leggendo le tue righe mi sono venute le lacrime agli occhi … quanto dolore, quanta rabbia, quanto disprezzo!
il 24 Aprile 2008 alle 19:48 dice:
Che bello sapere che una giovane diciottenne cresca con Falcone e Borsellino come eroi, mi fa sperare in una Sicilia migliore…
Se le nostre idee saranno gambe, saranno braccia, saranno uomini, allora noi saremo uomini sempre vivi…