Per un amico…
…tanti anni fà un mio amico si è suicidato, viveva in una famiglia che gli rendeva la vita impossibile, lo picchiavano, lo consideravano una nullità, uno zero, nella mente di un ragazzo di sedici anni non nasce l’orgoglio, ma un vuoto nero che ti mangia la vita e te la toglie…
…allora ero troppo giovane per capire e più volte mi pento per le parole non dette, per quello che avrei dovuto fare e non ho fatto…
…ma quello che non sopporto è che il suo gesto disperato sia diventato il gesto di un imbranato che per errore si è sparato un colpo, perchè dietro le violenze familiari c’è una facciata da proteggere…
…perchè la chiesa i suicidi non li vuole…
…eppure era un ottimo boy scout e aveva un sorriso generoso pronto ad aiutare il prossimo…
…quando penso a Peppino penso a Carlo, c’è molto in comune nella loro morte, la verità non raccontata..
Categorie: Pensieri in Blu

il 17 Maggio 2008 alle 17:32 dice:
15 anni il mio fratellino superadorato è morto come il tuo amico…
è un dolore lacerante che non ti lascia tregua, ti dimora e ti prende l’anima chiedendoti ogni giorno: “perchè l’ha fatto?” “perchè non l’ha detto a me?
a tali quesiti ho solo supposto di poter rispondere con umiltà ma pagrei tutto l’oro del mondo per risentirlo suonare e per darmi quel bacio della buona notte che dava alla sua sorellina più piccola ogni sera prima di andare a letto …
quanto darei per un sorriso, per quel suono di violino stridulo ma che toccava le mie corde ammirandolo sempre di più.
quanto darei…eppure dio mi ha lasciato un’eredità che porterò dentro il mio cuore e certe volte tra il vento o fra quelle onde sonore mi sembra di risentirlo…
io non critico, non giudico …
caro pablo, comprendo il tuo dolore … ma io dico sempre che io ho avuto quel privilegio di conoscere quegli angeli che suonano per Dio e che ci proteggono anche da lassù…
certo la mancanza, il dolore, mi riempie la gola a tal punto da soffocare…
ma quando nel mio lavoro di ogni giorno incontro tanti fratellini che come lui troppo fragili, sensibili e troppo generosi dico che LA VITA E’ UN DONO MERAVIGLIOSO di cui vale la pena viverla e lottare per poterla vivere…
ora io combatto per la prevenzione del suicidio e abbiamo creato un’associazione di volontariato per tutto ciò … è difficile il cammino ma non impossibile!
il 18 Maggio 2008 alle 20:44 dice:
Carlo mi è rimasto dentro con i suoi occhi castani, con il suo sguardo dolce e umile…come il suo sorriso.
Lo ricordo così ed è un ricordo indelebile e doloroso che il tempo non è riuscito a sfuocare, così come non è riuscito mai ad affievolire la mia rabbia verso la sua famiglia, che ritengo responsabile del suo senso di inadeguatezza rispetto agli obiettivi impostigli… diversi e lontani dal suo essere, colpevole della sua fragilità, sorda, cieca e violenta verso i suoi legittimi bisogni di adolescente.
Un figlio è per me il bene più prezioso, un vero dono della vita e va coltivato, curato e amato, anche quando è diverso da come noi lo vorremmo e anche quando non riusciamo del tutto a comprenderlo.
In questo caso io voglio criticare e giudicare, perchè sono un genitore e come tale penso che se un figlio sbaglia tocca a noi genitori chiederci dove abbiamo sbagliato.
Certamente Carlo nella sua scelta estrema ha sbagliato, ma il suo errore poteva essere evitato, probabilmente gli sarebbe bastato sentrisi accettato e amato per quello che era e che sapeva dare ed io penso che aveva tanto di sè da poter dare.
Grazie Pablito per aver ricordato Carlo, il dolore della sua perdita non cesserà mai e mi sento di poterlo condividere con te.