Mi siedo a pensare…
…domani è il grande giorno, domani presento il mio romanzo, domani leggo qualcosa di mio a tanta gente…mi siedo a pensare, Cappotto blu è una storia lunga dieci anni, dieci anni, quanta vita ci sta dentro, quante persone ci stanno dentro…
…mi siedo a pensare e scopro che Cappotto blu è il contenitore della mia vita, penso a quante volte ho letto frammenti di storia ad amici e ragazze ormai lontane dal mio mondo, penso che contenga tanti pezzi di me, tanti volti, tante sensazioni, tanto essere, contiene tanto…
…mi siedo a pensare, il modo migliore per pensare è scrivere, tutto si riordina nella mente, dietro il mio romanzo c’è la mia vita, scopro che tutti i pensieri di dieci anni sono custoditi in ogni parola di questo romanzo…
…ricordo che all’inizio ho scritto seguendo un’idea, scrivevo senza meta, scrivevo per non studiare i testi universitari, scrivevo per sfuggire alle cose noiose, scrivevo senza pensare di fare un libro, scrivevo e basta…
…mi siedo e penso che a un certo punto dopo i primi entusiasmi avevo mollato tutto, non avevo voglia, non avevo nulla da raccontare…avevo messo un punto, avevo chiuso, non sarebbe mai nato un romanzo…
…sono qui che scrivo e ricordo che un giorno ho tirato fuori quelle quaranta pagine scritte a mano e mi son detto che chi non crede nei sogni è un morto che cammina, ricordo che mi sono detto che chi vuole cambiare la propria vita deve solo farlo…allora ho immaginato un uomo giunto al capolinea, un uomo vinto e deluso, un uomo che si credeva finito e avesse tutti i motivi per crederlo…ma le novità arrivano all’improvviso e bisogna essere bravi ad accoglierle e coglierle… la sua vita stava cambiando…ero tornato a scrivere, all’improvviso la mia vita prendeva una svolta, tutto quello che sognavo arrivava, prendeva vita il mio circolo virtuoso…
…mi siedo a pensare e scopro che non si può vivere senza sogni, bisogna sempre averne di nuovi e quando i sogni diventano cocci rotti, bisogna essere bravi a ricomporli senza perdere mai la pazienza…
Categorie: Cappotto Blu

il 17 Maggio 2008 alle 17:33 dice:
allora che ci racconti di oggi?
sei sempre seduto a pensare?
il 16 Novembre 2008 alle 10:20 dice:
Mi siedo a pensare ad un bambino: aveva due/ tre anni, si sedeva a “leggere”, sapeva a memoria tutti i libri che pretendeva gli venissero letti mille volte. Leggeva a voce alta e sfogliava il libro al momento giusto… Non avrei mai creduto…
Leggo tanti libri ai miei bambini, ho letto mille racconti a tanti bambini ormai adulti. Dico sempre loro: - dentro i libri c’è la nostra vita. Leggete per il piacere di leggere. Niente riassunti, sintesi, analisi di testo. Niente. Soltanto il piacere della lettura.
La tua presentazione, Manlio, mi ha dato ancora una volta ragione di ciò che faccio, di ciò in cui credo. I ragazzi del Cannizzaro sono stati “strepitosi”. Se qualcuno dei tanti, sigh, che non ha fiducia nei giovani, fosse stato presente, avrebbe avuto modo di riflettere. Credo molto nei giovani. So con certezza che ce ne sono tanti che potrebbero essere in grado di reggere le sorti difficili del nostro Paese. Ci crede anche quella professoressa che li ha saputi guidare con tanta competenza e tanta stima di loro e ci crede anche quel preside per il quale, gli alunni, son sempre venuti prima di tutti e tutto.
In bocca al lupo!
il 20 Novembre 2008 alle 00:05 dice:
I bimbi sono la somma dell’ambiente in cui nascono e crescono, più qualche buona caratteristica innata, penso che l’amore per la lettura mi sia arrivato da chi mi stava vicino…quando si diventa ragazzi ancora si è un p bimbi e se chi ti sta accanto ti trasmette fiducia e sicurezza si cresce e si diventa persone positive e realizzate…
I ragazzi dell’aula ci hanno dimostrato che forse abbiamo troppi pregiudizi verso di loro, non sono come li descrivono i giornale, sono intelligenti e acuti, sensibili e profondi, con la stima dei grandi diventeranno grandi persone.
Credo che una presentazione così bella non riuscirà mai più, la platea era un giusto mix di età, giovani di belle speranze e grandi con fiducia nei giovani…