Sognando di viaggiare…

…ho visto dei paesaggi ricchi di miti e leggende, magari può essere un’idea per qualcuno, il Galles, idea di viaggio inconsueta

Castelli e miti del Galles

di Roberto Caramelli

Sono quelli che arricchiscono la storia del popolo gallese, fiero delle proprie tradizioni. Visitiamo alcuni manieri che fanno parte del Patrimonio Unesco, nella parte settentrionale della regione. I Viaggi

I fatti storici vanno sempre separati dalle leggende. La regola vale ovunque, ma non in Galles, una delle quattro “nazioni” del Regno Unito, dove è impossibile dividere la storia dalle fiabe, gli eventi naturali da quelli soprannaturali, le saghe di cavalieri e santi da quelle di giganti, fate e maghi: tradizioni ancora vive nei cori popolari, nei versi degli eisteddfodau (tornei di poesia), negli indovinelli e soprattutto nella lingua gallese, idioma di origine celtica con suoni difficili da pronunciare e con molte parole di derivazione latina. Lo stesso simbolo nazionale, il drago rosso sui colori verde e bianco che rievocano le antiche casacche degli arcieri gallesi, ha origine fantastica: si dice che fu portato qui dai Romani.

Si dice anche che l’animale annunciasse fin dai tempi remoti l’arrivo di Re Artù, il cui nome nel gergo dei primi gallesi, i Celti, significava Orso. Artù, leggendario monarca forse mai esistito, visse, secondo la leggenda, in Galles nel VI secolo, dove morì nella battaglia di Camlann. Il re viene citato nel poema Y Gododdin scritto in gallese nel 594 e nell’Historia Brittonum, redatta in latino dal monaco gallese Nennio nel IX secolo. Il sito più misterioso legato alla figura del re della Tavola Rotonda, è a Cefn Bryn, nella penisola di Gower, nel sud del Galles, dove un masso di 25 tonnellate, l’Arthur Stone, che ricopre una tomba del Neolitico, sarebbe, secondo la leggenda, un “sassolino” che Artù si tolse dallo stivale. Altri luoghi legati al re sono, nel sud, Cararthen, cittadina dove sarebbe nato Mago Merlino, e nel nord, Blaenau Ffestiniog e Llanberis teatri di epiche battaglie, e Llangollen, dove le mura del castello di Dinas Bran custodirebbero il Santo Graal. Una delle leggende più bizzarre, però, è quella della scoperta dell’America da parte di un gallese, il principe Madog, che nel 1170 avrebbe risalito il corso del fiume Missouri. Il Galles, grande più o meno come la Toscana, per la sua unicità, va visto come un’isola nel più vasto insieme delle Isole britanniche; va scoperto e amato non solo attraverso la memoria, la cultura, i misteri

che hanno formato nei secoli l’identità nazionale, ma anche attraverso la natura: selvaggia, verdissima, incredibilmente varia. Tappa obbligata per comprendere la storia locale sono i castelli: il Galles è la regione europea più ricca di manieri, tutti tutelati dal CADW (organismo del Welsh Assembly Government) e dal National Trust.

Se ne contano 645, quasi tutti eretti nel Medioevo, alcuni su fondazioni celtiche, altri su rovine romane. I Romani, che chiamarono il territorio Cambria, arrivarono qui intorno al 60 d.C., alla ricerca di minerali di cui il Galles è ricco, costruendo forti, strade, sofisticate terme, anfiteatri. Lo spettacolare sistema dei castelli (Castell in gallese) fu realizzato per proteggere le coste dai pirati irlandesi che venivano dal mare e dai Sassoni che premevano a est; successivamente, con l’incoronazione di Edoardo I (1239-1307), servirono per imporre l’occupazione inglese. In queste pagine percorriamo il nord del Galles (North Wales) alla scoperta di alcune delle fortezze, tutte medioevali, più belle e meglio conservate. Quattro di queste, quelle che vedremo, Caernarfon, Conwy, Harlech e Beaumaris, sono Patrimonio Unesco. I castelli gallesi furono amati, per l’atmosfera tenebrosa e i colori magici, dai pittori romantici inglesi, primo fra tutti J.M.W. Turner, che li ritrassero, a fine ‘700 e inizio ‘800. Non potendo viaggiare in Europa per il blocco napoleonico, gli artisti trovavano qui emozioni e spiritualità. Iniziamo dal maestoso Castello di Harlech sulla Tremaddog Bay (il mare si è oggi ritirato). Ultimato nel 1289, doveva tenere sotto controllo i gallesi che si ribellavano al dominio inglese. In realtà fu più volte conquistato tanto da guadagnare il soprannome di “Castello delle cause perse”. Ben conservato, si presenta al visitatore con due massicce porte turrite. Si dice che dal castello sia visibile l’Italia: il motto ha un fondamento: da Harlech si riconosce Portemeirion, villaggio con edifici di stile italiano, costruito sul mare, dagli anni ‘20 in poi, dall’architetto Clough Williams-Ellis. Per raggiungere gli altri castelli Patrimonio Unesco vale la pena allungare un po’ il percorso e seguire la A496 e la A470 verso nord che attraversano lo Snowdonia National Park, il primo Parco Nazionale gallese a essere istituito, nel 1951.

Paradiso di scalatori, escursionisti e ciclisti, è dominato dallo spettacolare Monte Snowdon (1085 m.), il più alto del Galles, dove, secondo una credenza, sarebbe sepolto il gigante Gawr,ucciso da Artù. E qui si aggiunge un’altra leggenda: il fondo del piccolo lago Glaslyn, sotto il monte, custodirebbe la magica spada Excalibur. La strada A470 finisce a Conwy: raffinata, piena di negozi di artigianato e case medioevali, è cinta da un sistema murario del ‘200, tutto percorribile, dominato dal Castello con otto torri affacciato sull’estuario del fiume Conwy. Tuttora in ottimo stato, fu la prima fortezza costruita a difesa della costa. Da qui si può ammirare il ponte ottocentesco sospeso sul fiume, progettato da Thomas Telford, ingegnere che realizzò, un po’ ovunque in Galles, acquedotti e arditi ponti in ferro; il più spettacolare è quello sul Menai Strait che collega la costa all’isola di Anglesey.

L’accesso ovest dell’isola, che fu l’ultima bastione dei Celti contro l’invasione romana, è dominato dal Castello di Beaumaris: grandioso, austero, con le mura concentriche e le torri, fu progettato da Jacques de Saint George alla fine del ‘200. Abbiamo tenuto, come ultima tappa dei castelli Patrimonio Unesco, quello di Caernarfon, sulla terraferma del Menai Strait, di fronte all’isola di Anglesey: considerato il più bello del Galles, è sede dell’incoronazione dei Principi di Galles e ospita all’interno un interessante museo. Se il nostro ragionamento sul Galles è iniziato tra fiabe e leggende, un mistero, uno dei più grandi della storia, è il modo più giusto per chiudere: secondo Graham Phillips che nel 2000 ha pubblicato The Marian Conspiracy (edito da Newton-Compton in Italia), la Madonna sarebbe sepolta nell’isola Anglesey, a Llanerchymedd, sotto la chiesa di St.Mary. Lo scrittore inglese ipotizza che Maria, fuggita dopo la Crocifissione di Cristo, sia arrivata fino in Galles e qui morta. Vero, falso? Il Galles non finisce mai di stupire.

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