Orsi alla deriva

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Non ci sono davvero parole per descrivere lo stato d’animo di un amante degli orsi di peluche, quando si vedono certe immagini, forza orsi, non fate i cocciuti e andate in salvo!!!

Da www.lastampa.it/lazampa

La loro casa si è letteralmente sciolta sotto le zampe. Colpa del global warming. E così nove orsi polari sono da giorni in balia delle onde nel mare di Chukchi in Alaska, a quasi cento chilometri dalle coste, dopo che i ghiacci dove vivevano si sono fusi.

Il Wwf aveva lanciato l’allarme già venti giorni fa e ora è corsa contro il tempo per tentare di salvare gli animali che ancora hanno la forza di nuotare. «Alcuni di questi esemplari - ha spiegato Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic/Specie del Wwf Italia - non si vedono più, probabilmente non ce l’hanno fatta. Gli altri sono allo stremo e al limite della sopravvivenza. Non possono tornare indietro e riconquistare naturalmente il pack (la lastra di ghiaccio che copre il mare polare, ndr) è impossibile. Bisogna soccorrerli».
L’orso polare è abituato a nuotare ma solo per due, tre ore e per poche miglia. Questa volta è diverso. Si tratta di giorni interi. «Per questo motivo - ha riferito Rocco - abbiamo chiesto alle autorità canadesi e statunitensi di intervenire con i loro mezzi per poter anestetizzare gli animali e portarli in salvo». Questi nove orsi polari, secondo l’esperto del Wwf, «rappresentano il simbolo e l’emblema del riscaldamento climatico. Se continua questa situazione fra dieci anni potremmo addirittura dire addio a questa specie».

Oltre agli animali alla deriva, ce ne sono altri in difficoltà nella stessa area a causa della regressione dei ghiacci. Gli orsi trascorrono infatti gran parte del tempo sui margini delle banchise. È qui che hanno maggiori possibilità di trovare cibo. Ma l’aumento delle temperature in tutto il globo fa sì che le banchise dell’Artico si sciolgano prematuramente, formandosi sempre più tardi ogni anno che passa. Così gli orsi hanno meno tempo a disposizione per procacciarsi il cibo e quelli che vivono ai margini meridionali dell’Artico vedono a rischio la loro sopravvivenza.

6 commenti in “Orsi alla deriva”

  1. Ciao Manlio, bentornato! a proposito di ambiente da salvaguardare volevo segnalare questo sito che raccoglie firme online per proteggere dalla speculazione edilizia la più grande necropoli fenicia del Mediterraneo, il colle del Tivuxeddu a Cagliari….se ti va e hai tempo potresti proporlo anche ai tuoi amici :
    http://www.cagliarisocialforum.it

    sul sito ci sono tutte le informazioni. Scusa se ho “approfittato” dell’ospitalità del tuo blog….CIAO.

  2. Ho immediatamente firmato!!!

    I morti di ogni epoca hanno diritto al rispetto…

  3. L’orso polare a cui si scoglie il ghiaccio sotto ai piedi è un’icona algoriana di successo. Tutti oramai temono per le sorti degli Orsi polari. Quello che nessuno sa però è che gli Orsi polari sono fortemente aumentati, passando da 500 a 20.000 esemplari in pochi anni e non corrono assolutamente pericolo di estinzione, a fronte del 90% del ghiaccio artico tuttora presente. (fonte: intervista a Sterling Burnett, titolare degli studi su clima e ambiente al National Center for Policy Analysis di Dallas, rilasciata alla Stampa di Torino del 3 febbraio 2006 e riportata nel libro: Che tempo farà - Falsi allarmismi e menzogne sul clima; di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, Piemme 2008).
    Ambientalismo di Razza

  4. …beh ma se sono aumentati può essere solo un bene per loro stessi…il fatto che si sciolga il ghiaccio dipende solo dall’uomo e dall’aumento delle temperature…

    Morire annegato per l’orso non rappresenta un icona algoriana, ma una sorte probabile.

  5. Il fatto che si sciolga il ghiaccio non è detto che dipenda dall’uomo. Se fosse vero che l’uomo determina il riscaldamento, e se questo riscaldamento è globale, come mai al Polo Sud il ghiaccio è aumentato del 10% negli ultimi dieci anni ? Non c’è unanimità scientifica in questo campo, ci sono solo ipotesi e teorie. Quello che è certo sono le oscure origini del WWF, cosa che ho messo in luce nel mio blog:
    Ambientalismo di Razza

  6. L’unica cosa che è certa è che ci sono volantari del Wwf che tutelano le oasi, che alcune specie sono state salvate e che il mondo dell’informazione tende a usare le notizie per logiche diverse da quelle della cronaca, ma nulla può togliere che la commozione per un animale che annega sia un sentimento puro e semplice.

    Poi la si può pensare come si vuole ed è per questo che le persone sono diverse, con valori e costumi diversi, con cultura e sentimenti diversi.

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