Una vendemmia tardiva…

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…domenica mattina, sono le otto suona la sveglia, oddio! la sveglia di domenica, no!! affondo di nuovo la faccia sul cuscino, inzio a pensare alla gita, i miei neuroni iniziano a vorticare, va bene ho deciso mi alzo, in poco tempo siamo giù da casa in viaggio per il vigneto, si per il vigneto, oggi sarà una vendemmia tardiva. Siamo a quasi 600 metri, qui l’uva può aspettare un pò…

Facciamo una bellissima strada sterrata, la campagna si apre a noi fra le curve, in lontanza ci guarda il mare col suo blu forte e deciso, ancora da più lontano ci guardano le Eolie, dopo qualche tornante siamo al vigneto, non siamo i primi, già i nostri amici sono al lavoro, tanti cesti di vimini colmi d’uva ci accolgono lungo il sentiero, il profumo ci guida verso i filari…

Siamo neofiti quindi non abbiamo diritto alle cesoie, iniziamo con un bel coltello a seghetto da cucina, una raccomandazione importante, non va perduto servirà a tagliare poi la salsiccia, e chi lo perde? poche raccomandazioni semplici e veloci e ci immergiamo nella vigna. Bisogna sempre tagliare l’uva alla propria destra, inizio il mio compito in modo certosino, gli occhi cercano i grappoli, e le mani si divincolano per tagliare i graspi, è bellissimo si è immersi in un profumo forte d’uva, da noi nascerà il vino! è una bella responsabilità, penso a tutte le bottiglie che ho bevuto e alla mille parole sui vigneti e ora sono lì all’opera, è davvero diverso bere un bicchiere di vino, dal creare il vino, sono concetti divisi da una linea fatta di grande fatica, è la fatica che si prova a spostare le ceste trabbocanti di uva…

Il lavoro continua, mi piace davvero e le ceste d’uva parlano da sole, ne ho riempite davvero molte sono orgoglioso di me e del mio lavoro, la terra ti da risultati veloci e semplici da apprezzare. E’ tempo di promozione, sono un raccoglitore doc, ho diritto alla cesoia, la inizio a usare, vado molto più veloce, sono davvero felice come un bambino col giocattolo nuovo, ho raccolto tantissimo. Mi accorgo che i miei vestiti profumano di uva schiacciata, meno male che avevo preso i jeans strappati, per queste occasioni sono davvero fantastici.

La pancia ci guida nella raccolta, siamo bravi e puntuali abbiamo finito prima dell’ora di pranzo, iniziamo con un aperitivo particolare: pane e mosto, una delizia per il palato, lo chiamo succo d’uva o vino in itinere, non l’avevo mai bevuto è davvero buonissimo!!!

Ma per fortuna arriva presto la pasta, gli zuccheri del mosto ci avrebbero davvero potuto far male, maccheroni con salsa di pomodoro d’orto, melenzane e ricotta salati, sono perfetti, sono al dente, non si può chiedere di meglio! Lieve break di formaggio e salame e poi una grigliata di carne, la salsiccia è la paga di noi vendemmiatori tardivi.

Che bella domenica, tanti amici, un filo conduttore, un vino che nascerà…

A San Martino vedremo i primi risultati del nostro lavoro

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