…sogno di Lei

1987657765_607e1929a4_o.jpg…tutto inizia con una passeggiata lungo le antiche mura di mare, siamo in due in un caloroso abbraccio, è qualcosa di più è un gesto forte che lega, le mie braccia sconfinano nelle sue, sono fatte della stessa pietra, dello stesso marmo. Camminiamo e siamo un quadro in movimento, due amanti che navigano lungo un mare di profumo, vicino a una roccia ultramillenaria. E’ una passeggiata lunga, dura un periodo indefinito, ricordo di averla iniziata al tramonto e di averla finita ancora al tramonto, la luce è sempre uguale, non cambia mai, quello che rimane è il contatto di lei, il profumo di lei, forse non ci siamo baciati, ma eravamo un solo corpo in un solo aroma…I sogni sono come il teatro la scena d’improvviso cambia.

C’è una macchina che corre lungo una via centrale, è notte vado ad alta velocità, incrocio degli amici, non li vedevo da tempo, da molto tempo, ci riconosciamo, li seguo, anche loro vanno veloci, è una lunga corsa, la corsa finisce con un testacoda di fronte ad una stupenda villa liberty, scendo dall’auto mi sembra normale fermarmi così, il testacoda solleva un mucchio di povere, la polvere si abbassa, dalla polvere spunta la sua immagine, è la stessa Lei delle mura, la sua accoglienza sta tutta nel suo sorriso, è unico e avvolgente mi prende la testa, mi prende i pensieri, vedo che la villa a poco a poco sparisce, siamo soltanto Io e Lei, vortichiamo nella stessa onda confusa, vedo luce, mare e felicità, siamo aquiloni in dolce rincorsa, siamo parti di un sogno che al mattino svanisce

26 commenti in “…sogno di Lei”

  1. Com’è dolce e poetico il tuo sogno, Pablo…sembra quasi l’incipit di un nuovo romanzo ! A me capita ultimamente di non ricordare i sogni , di averne all’improvviso una visione fugace che non sono però in grado di trattenere, con mio grande dispiacere. Posso raccontare un sogno che ho fatto qualche anno fa : l’interesse è dato dal fatto che è un sogno che ho fatto in “contemporanea” con un mio amico. Questa persona -un corteggiatore respinto rimasto amico perchè davvero gentiluomo- possedeva e guidava una Harley Davidson. Nel sogno eravamo entrambi in sella alla sua mitica moto e viaggiavamo nello spazio più profondo ; intorno a noi un buio indicibile e, in lontananza, tante stelle così brillanti da sembrare la classica immagine di diamanti adagiati su del velluto nero.Viaggiavamo alla velocità della luce ma la percezione era di tranquilla e piacevole immobilità. Il giorno dopo, a tavola, si parla di sogni e io ricordo improvvisamente il mio che racconto agli amici.Il giorno dopo ancora mi telefona Michele (l’amico del sogno) e mi dice che si trova a Salerno- la città dove lui viveva e io studiavo quando ci siamo conosciuti -e che mi aveva sognato.Gli chiedo di raccontarmi il sogno e, per un momento, un brivido mi coglie nel più profondo del mio essere : era il mio stesso sogno.

  2. Quindi come direbbe Schinitzler un Doppio Sogno!!!!

    Anche io leggendo ho provato i brividi, i sogni sono figli di misteri affascinanti, spesso non si ricordano, ma quando avviene rimangono a lungo dentro di noi…

    Volare su un Harley è davvero un frammento di un sogno, il suo rombo ti porta lontano, fa viaggiare in mondi fantastici

  3. Doppio Sogno no, è troppo complesso!
    Ma è forse interessante leggerlo in un ‘ottica psicanalitica, per cui il sogno è finzione che deriva, però, da realtà vissuta, quindi a suo modo è realtà, mentre la realtà è fatta di tante maschere da indossare, quindi anch’essa finzione. Morale della favola: gli uomini vivono come uccelli in gabbia tra due mondi paralleli di finzione, senza sapere mai in quale dei due stanno realmente vivendo. “Nessun sogno è mai soltanto un sogno……..o La vita è sogno? ”

    buona notte e buoni sogni.

  4. Pedro Calderon De La Barca!!!!

    Quindi sei per il mistero….

  5. Is it getting better?
    Or do you feel the same?
    Will it make it easier on you now?
    You got someone to blame
    You say

    One love
    One life
    When it’s one need
    In the night
    One love

    Did I disappoint you?
    Or leave a bad taste in your mouth?
    You act like you never had love
    And you want me to go without
    Well it’s

    Too late
    Tonight
    To drag the past out into the light
    We’re one, but we’re not the same
    We get to
    Carry each other
    Carry each other
    One
    We get to share it
    Leaves you baby if you
    Don’t care for it

  6. One è la colonna sonora del sogno??

    Devo dire che ci starebbe davvero bene, complimenti per la scelta!!

  7. La briciola di un sogno che ho fatto stanotte e che sono riuscita ad acchiappare (c’è davvero un acchiappasogni sul mio letto: è un regalo che mi ha portato la mia amica del cuore da un viaggio in Canada)…
    “Mi trovo nella savana ,dovrebbe esserci Fernando con me ma non lo vedo e sono preoccupata e spaventata; all’improvviso mi trovo davanti un leone maestoso, dalla criniera che sembra d’oro zecchino e il ruggito possente . Stranamente mi passa la paura e comincio a “parlare” con il leone che, mi rendo conto improvvisamente, possiede anche un paio d’ali d’oro. Il leone mi invita a salirgli in groppa e iniziamo un volo d’aquila su parti dell’Africa che ho visto sicuramente in qualche documentario. Incontriamo un altro leone volante, e cominciamo a parlare di Hegel e Kant; il nuovo leone ha occhi d’ambra dolcissimi e una voce seduttiva, però sembra che voglia ingannarmi, anche se non so come e perchè…..poi penso che la situazione è inverosimile : non si può parlare con gli animali e improvvisamente mi rendo conto che il ” mio” leone, in realtà, è Fernando …. mi sveglio improvvisamente. Nonostante la spossatezza causata dagli antibiotici che sto assumendo per curare una pleurite, ho trascorso una giornata piena di forza e di gioia di vivere , come se il sogno mi avesse avvolta in un’aura magica e benevola….

  8. In questi giorni con la mia compagna siamo divisi da un grande dilemma, vorremo fare un viaggio lontano, siamo indecisi tra la Tanzania e il Brasile, vorrei tanto tornare a guardare il cielo d’Africa, ma sono anche tentato dal fascino dell’Amazzonia…

    Il tuo sogno mi ha fatto pensare alle emozioni provate durante il safari (uniche) e sposta l’ago della bilancia decisamente verso la Tanzania…

    Cmq è davvero un bel sogno quello che hai fatto, lavorandoci un pò si potrebbe tirar fuori un piccolo racconto…perchè non ci provi?

  9. ma che bel dilemma….dover scegliere il “mal d’Africa” o la” Saudade”! Io non rinuncerei a nulla: tirerei a sorte e, in due tranche, farei entrambi i viaggi.

  10. Ragazzi che bei sogni….mi vien voglia di potervi analizzare…

    Ehm,ehm,ehm….scusatemi per la deformazione professionale…

    In realtà, il buon vecchio Freud è stato così abile a copiare che nessuno di noi si è reso conto dei grandi orrori da lui commessi …. Eravamo però alla fine dell’800!

    In realtà, l’interpretazione dei sogni è ancora più ancestrale, simbola ed iscritta nei nostri archetipi … per dirla alla Jung!
    Pensate che essa risale al 200 d.C. dove Artemidoro, vissuto in Grecia, scrisse dei libri in cui raccolse le interpretazioni di tutti i sogni premonitori effettivamente avveratisi.

    Curioso no?

  11. Secondo me uno dei sogni più ricorrenti è viaggiare…Chissà che sogni si facevano ai tempi di Freud oppure nel medioevo oppure nelle civiltà antiche…

    Il sogno è il più affascinante mistero

  12. Penso anch’io che il sogno più ricorrente sia proprio il viaggiare….Il Viaggio come possibilità di abitare il mondo e , nello stesso tempo, di abitare l’ Altrove…..Al Viaggiatore è restituita la capacità rivelatrice di significati altrimenti invisibili. M. Eliade definiva il viaggio “Giardino di simboli” : l’obiettivo e l’impresa per entrare in questo giardino sono quelli di raggiungere la nostra immagine più profonda, viaggiando quasi a ritroso verso una condizione primigenia. Il Viaggiare poi diventa, quasi automaticamente, il Narrare che è forse un tentativo di far luce su un’esperienza così interiore che può essere paragonata alla ricerca del sacro Graal….
    Mi viene in mente una poesia di Edgar Lee Masters : “George Gray” , dall’ Antologia di Spoon River, e il rimpianto per una vita che non ha saputo slanciarsi nella grande avventura :

    “Molte volte ho studiato
    la lapide che mi hanno scolpito:
    una barca con vele ammainate, in un porto.
    In realtà non è questa la mia destinazione,
    ma la mia vita.
    Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
    il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
    l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
    Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
    E adesso so che bisogna alzare le vele
    e prendere i venti del destino,
    dovunque spingano la barca.
    Dare un senso alla vita può condurre a follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell’inquietudine e del vano desiderio –
    è una barca che anela al mare eppure lo teme”

    Naturalmente qui il viaggio è da intendersi come ricerca di consapevolezza e di significato della propria vita , di abbandono totale a questa che, qualora non avvenisse, per paura o per pigrizia, la stessa umanità del vivere ne verrebbe ridotta ( e questo viaggio dentro di sé è il viaggio più importante e affascinante) però questa poesia per me è esplicativa anche di quella tensione verso l’ignoto, di quell’Ulisse che è in tutti noi e che vuole superare i limiti imposti dagli dei .

  13. E’ molto affascinante ciò che fin qui si “dice”…
    Il viaggio è appena inziato e sembra di percorrere il nostro inconscio in cui la narrazione ne acquista significato, consapevolezza, interiorità.
    E’ dalla condivisione di parole, simboli, messaggi che inizia il viaggio. Si attraversano luoghi, emozioni, sensazioni che hanno ragioni e fondamenti ben precisi ed estremamente soggettivi.

    Credo, però che con la narrazione ci sia qualcosa in più del sogno stesso: Noi stessi; intendendo con ciò la capacità percettiva, rappresentativa che ognuno fa nell’attribuirne significato.

    Credo anche che sia un mistero in cui le nostre vite sono dei misteri e dei meravigliosi sogni in cui ogni passeggeri o narratore possono “giocare” i propri ruoli e le proprie identità.

    Dunque é la Vita un sogno oppure i sogni sono la Vita???

  14. Secondo me il sogno è un viaggio ha una sua partenza ed è il momento in cui ci addormentiamo e un suo ritorno che coincide con il risveglio, in mezzo si dispiega la sua essenza…

  15. Una notte, Zhuangzi, sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata. Dopo essersi svegliato era confuso, si domandò come potesse determinare se era veramente Zhuangzi quando aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi. Mentre sognava lui si vedeva farfalla ma , allo stesso tempo, era anche essere umano. Esiste una dimensione dove gli opposti sembrano non esserci, dove i contorni non sono nitidi e un’altra dove bisogna dare i nomi alle cose affinché non ci si senta perduti. Il primo piano è quello del sogno e il secondo è quello della veglia. Esiste, forse , anche un terzo piano di “non distinzione” che ci aiuta a vivere il grande mistero della vita e della morte, mescolando in modo affascinante le carte?.. come ho scritto in uno di questi primi post sui sogni per me “nessun sogno è solamente un sogno”. Ciao ariosa, spumeggiante e sensibile Musicinlove: sono contenta che le nostre parole si siano incrociate!

  16. “Esiste una dimensione dove gli opposti sembrano non esserci, dove i contorni non sono nitidi e un’altra dove bisogna dare i nomi alle cose affinché non ci si senta perduti. Il primo piano è quello del sogno e il secondo è quello della veglia. Esiste, forse , anche un terzo piano di “non distinzione” che ci aiuta a vivere il grande mistero della vita e della morte, mescolando in modo affascinante le carte?.. ”

    Sono davvero bellissime queste parole…hanno un fascino intenso che ti prende e ti porta davvero nella terza dimensione…

    Zhaungzi mi ha davvero affascinato, ho trovato su wikipedia molte, informazioni e parecchi stralci

    http://it.wikipedia.org/wiki/Zhuangzi

  17. L’ ho estrapolato proprio da wikipedia , dal link inserito da te !; nel magma dei miei ricordi confusi l’autore del famoso sogno , finché non ho digitato “ sogno-farfalla” , rimaneva testardamente Lao-Tsu altro che Zhuangzi ; è anche affascinante la “triplice” possibilità che quella voce di wiki riesce a dare al sogno di poter viaggiare su diversi livelli di coscienza : quello onirico in senso stretto, quello fisico, da cui i sogni possono attingere linfa ed un terzo che, mescolando i due piani , dà vita ad una dimensione consolatoria e anche liberatoria del grande mistero della vita.. .
    In questo periodo sto leggendo ” Dance dance dance” di Haruki Murakami e la trama - sai la tristezza e il vuoto che possono comunicare alcuni autori giapponesi- che è una malinconica storia di rapporti umani resi difficili da una solitudine imperante , si svolge proprio su tre livelli simili in cui il rapporto spazio-tempo sembra un mantice, il reale e il surreale si intrecciano continuamente, sempre però mantenendo una sorta di lucidità e di veridicità che permette di dire al lettore: Questo autore non è pazzo : è geniale!

  18. Tutte le volte che leggo autori giapponesi viene fuori una grande malinconia, più forte della tristezza di Soriano, ma dietro questa ombra ci sta sempre il sogno, la dimensione che funge da rifugio…

    Mi hai decisamente incuriosito, mi cimenterò anche io in in Murakami…

    Ho appena finito di leggere, In mezzo scorre il fiume di Norman McLean e ti devo dire che sono rimasto davvero deluso è uno dei pochi casi in cui è davvero meglio il film…

  19. Inizio col dire che amo il Giappone e la sua cultura in ogni sua espressione : letteratura, cinema , giardinaggio, arte del the, architettura ….. l’elenco sarebbe lunghissimo……e mi piace Muratami Haruki (qualcuno lo considera il Moccia giapponese, solo che questo Moccia era tra i candidati al premio Nobel anche quest’anno) e quello che mi piace dei romanzi di M.H. è il distacco con il quale riesce a descrivere il suo paese : la sua capacità di mettersi all’esterno , quasi fosse l’occhio di una telecamera, un entomologo che osserva un insetto che si muove nel suo habitat…..il Giappone è di certo un mondo strano , fatto di contrasti : gentilezza vera e formalismo assoluto, culto per la modernità e per la tradizione, il pudore e gli eccessi….affascinante! Ed ogni libro di Murakami è speciale, con una propria vicenda, personaggi, atmosfera; però ci sono un paio di elementi comuni sempre presenti, che mi fanno volare.
    Il primo di questi è la capacità che ha con la sua scrittura di descrivere, in modo lieve e particolareggiato, i gesti più ordinari, quotidiani, riuscendo a rivestire ogni oggetto e ogni azione di una soffusa aura di importanza.
    E poi, impercettibilmente il mondo narrato comincia a staccarsi dal mondo reale e ci si ritrova immersi in una dimensione parallela e misteriosa. Impareggiabile è la maestria nella gestione di questo passaggio a tal punto che, pur scollandosi, la storia non perde di verosimiglianza e il lettore ha l’impressione di scoprire insieme allo scrittore tutto quello che avverrà, senza mai perdere il legame, sempre più sottile, con la vicenda iniziale
    (molti suoi romanzi ricordano le atmosfere oniriche di alcuni film di David Lynch)
    L’incipit di Dance Dance Dance che sto leggendo in questi giorni :
    Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
    Dal sogno si direbbe che ne faccio parte in modo stabile. La forma dell’albergo appare distorta. E’ molto lungo e stretto. Tanto lungo e stretto da sembrare, più che un albergo, un lungo ponte coperto da un tetto. Un ponte che si estende, in tutta la sua lunghezza, dall’antichità alla fine del mondo. Io ne faccio parte. Lì dentro c’è anche qualcuno che piange. E io so che piange per me. L’albergo mi comprende dentro di sé. Riesco a percepire le sue pulsazioni e il suo calore. Nel sogno, sono una parte dell’albergo…….

    Trovo più tristi senz’altro i libri di Murakami Haruki rispetto ai romanzi e ai racconti di O.Soriano : c’è tutta la solitudine dell’essere umano in pieno capitalismo” avanzato” , delle povere monadi incapaci o impossibilitate di avere rapporti umani soddisfacenti…..

  20. Mi hai davvero incuriosito con il Giappone…di autori del Sol Levante ne ho letti davvero ben pochi, Mishima mi è entrato dentro con le sue lezioni spirituali per giovani samurai…

    Ma secondo te questi tratti di scrittura, mistici e onirici dei giapponesi, sono figli del lungo isolamento che hanno vissuto, magari nella solitudine, la via di fuga è il sogno?

    E poi i tuoi sogni sono davvero fantastici, fanno venire voglia di andare a letto e incontrarti nello stesso sogno, il tuo albergo è come un essere vivente…

  21. Quello non è un mio sogno Pablo, magari! E’ l’incipit di “ Dance dance dance” di Murakami Haruki che sto leggendo in questi giorni: dovevo scriverlo in grassetto mi sa….
    Amo molto il Giappone e la sua cultura ma non ho letto abbastanza : c’è un mondo che mi aspetta. Anch’io avevo iniziato con Mishima “Confessione di una maschera” , “ Padiglione d’oro” e, nonostante l’inizio ostico, dato anche da una forma semantica diversa, mi ero lasciata affascinare da lui, sia come artista che come personaggio controverso, nuovissimo e antico nello stesso tempo..
    Poi c’è stato il periodo della poesia (tanka e haiku) e penso che la forma letteraria di molti autori contemporanei- ho letto solo la Yoshimoto e Murakami ma ce ne sono tanti e valentissimi- prenda vita proprio da questo modo di far poesia : scarna e sognante insieme,un distillato di sensibilità ,
    una specie di scheletro su cui costruire, con pochi versi, un paesaggio, uno stato d’animo. Credo ,
    quindi, che il ritmo breve e sintetico dell’haiku,, col suo componimento di sole tre strofe, che ricorda molto l’essenza del taoismo e il concetto del vuoto, rifletta bene l’essenza della sensibilità giapponese .

    Autori come Murakami o la Yoshimoto sono molto “occidentalizzati” eppure mantengono intatta la loro nipponicità. Murakami, poi, è un grande esperto di musica occidentale, dal jazz alla classica, al rock e i suoi libri sono impregnati di musica e citazioni musicali colte….quando ho letto Norvegian wood-Tokyo blues per curiosità avevo fatto una compilation con le canzoni che lui citava ed è stato molto divertente!

  22. Peccato che non era il tuo sogno, però non è detto che tu non possa farlo con tutto quello che hai dentro del Sol Levante…

    Le tue parole sono un vero invito alla lettura e all’apertura verso la scrittura giapponese, mi piacerebbe metterle anche nella sezione del sito dedicata alle recensioni penso possano essere un utilissimo vademecum per chi si voglia avvicinare a questo genere…

    Provo a lavorarci, spero che il risultato sia di tuo gradimento…

  23. In un blog che è stato partorito insieme ad un libro , parlare di letteratura, di qualunque genere, è più che legittimo! Il tuo blog è bello e di qualità per tanti motivi, Pablo : a livello grafico è piacevole per la sua linearità e facilità di accesso ai temi proposti . Poi è interessante proprio per i temi, molto variegati , che seguono un filo invisibile (blu?) formando una trama riconoscibile. Chi , po i, come me, segue con costanza e attenzione i tuoi pensieri in blu sa quanta fatica, determinazione, amore, c’è dietro tutta questa costanza nell’aggiornare il blog : riesco facilmente ad immaginare un Pablo che vuole conciliare amore, amicizia, interessi vari e la giornata, purtroppo, è di sole 24 ore!

  24. Silvia, sei speciale! Hai una profondità e sensibilità fuori dal comune.

    La grafica è tutto merito di mio cugino, che è riuscito a leggere a dare forma ai miei desideri di blog…

    Se tu riesci a vedere il filo blu mi dai forza per pensare che la giornata sia di 30 ore e non di sole 24 e continuare a lavorare su tutti i fronti…

    Un bacio,

    Pablo

  25. “Ciao ariosa, spumeggiante e sensibile Musicinlove: sono contenta che le nostre parole si siano incrociate!”

    grazie cara…anche io….ti trovo formidabile!

  26. X MUSICINLOVE
    Nel nome, anzi nel nick, un destino! Quando “arrivi tu” una simpatica aura musicale avvolge tutto con levità , grazia e gentilezza…un abbraccio forte.

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