Regalo, regalino…

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C’è qualcosa di nuovo che sta nascendo ogni giorno, prende sempre più forma, qualcosa che forse può diventare un nuovo romanzo. Vi faccio dare una piccola sbirciata…

La prima metà della sua vita pesava pochi grammi, ma erano grammi importanti, le avevano insegnato il rispetto per il prossimo e l’amore per la famiglia, sapeva con serenità di poter affermare che la seconda parte, da lei tanto amata e che chiamava vita vissuta, era frutto della prima. Due metà esatte di sè, la prima riferita a un io assente e la seconda a un io crescente. Oggi capiva che stava terminando di vivere quella seconda metà e che sarebbe entrata in una nuova parte di vita. Un lungo brivido attraversò la sua pelle, quel pensiero la emozionava e la impauriva. Pensò ai suoi genitori che ora le mancavano maledettamente, voleva tornare di nuovo spettatrice, non aveva alcuna voglia di scegliere per se stessa, voleva essere di nuovo la bimba brava e ubbidiente che era sempre stata, non voleva più fare scelte, voleva perdersi in un confortevole silenzio. Le veniva alla mente la canzone dei Pink Floyd e gli accordi della chitarra la facevano vagare sulle curve del non essere. Voleva rispondere da assente, voleva tornare indietro, guardava i mobili della cucina, guardava la lavastoviglie nel suo muto essere e non trovava risposte alle sue domande. Pensava ai pomeriggi a casa di sua madre, pensava alla grande gioia nel mangiare la torta di mele appena sfornata preparata dalla mamma, interrompeva gli studi e andava in cucina, era il suo momento di libertà, affondava i denti tra crema, pastafrolla e mele, tutto prendeva le linee della dolcezza. Oggi alla vigilia della sua terza parte di vita, tornava a mangiare quella torta, cercava nel suo sapore la via per la tranquillità passata. A volte i sapori sono rifugio di emozioni e sensazioni, un profumo può portare in vita ricordi perduti e la sua amigdala lavorava a una velocità impazzita alla ricerca di quei ricordi piacevoli. Ma in nessun ricordo si può costruire il futuro.

7 commenti in “Regalo, regalino…”

  1. Hai un’abilità notevole per le descrizioni degli stati d’animo, soprattutto dei personaggi femminili : accompagni i loro pensieri , i loro sogni, i loro ricordi con molta dolcezza….
    una Elena che ha avuto la fortuna(?) di vivere la terza parte della sua vita?
    Grazie per questi graditi regali, Pablo, e AUGURI!

  2. Questo dolce racconto…mi fa venire in mente la mia nonna. Lei pensava alla vita come circolare, in cui il punto inziale si riconginuge esattamente al primo…

    Chissà se tu parli di una donna viva o morta? Giovane o di veneranda età?

    Curiosità è femmina…e la prima curiosa sono io…

  3. I personaggi femminili mi piacciono moltissimo, siete dolcemente complicate e adoro le donne e i loro pensieri…

    Francesca ha qualcosa di Elena, però questa vorrei scavare ancora di più nella psiche e scrivere un romanzo ancora più profondo, che parli delle emozioni intime e personali, in cui poter leggere e ritrovarsi..

  4. Per Vivi:

    dovresti far leggere Cappotto Blu a tua nonna, parla proprio della circolarità della vita…penso che lo apprezzerebbe….

    Francesca ha 36 anni tondi e sta per entrare nella terza parte della sua vita…

    Volevo colmare un vuoto narrativo del romanzo precedente, Silvia mi ha capito benissimo…Sarà un personaggio un pò diverso da una ragazza, sarà una ragazza che diventa donna…

  5. Caro pablo…vorrei far leggere tante cose ad una persona così speciale…peccato non ci sia più…

    Non intendevo ridicolizzarti ma non capivo bene la simmetria…baci…

  6. Sono sempre le persone speciali quelle che se ne vanno e ci lasciano un grande vuoto…

    Cmq non mi sentivo ridicolizzato, tu sei sempre dolcissima..

  7. Grazie mille…scusami ancora…

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