Per tutti gli amanti della vespa…

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Il garage di casa custodiva il suo tesoro più prezioso, la vespa 150 cc. Qualsiasi direzione prendesse la sua vita, la vespa rimaneva l’unica certezza, vicina a  lui da quando andava al liceo. Aveva comprato delle altre motociclette ma mai si era separato dalla sua prima moto. Stava pulendo la carrozzeria bianca con l’amore con cui si stira un vestito, coccolava ogni singola parte di lei, non c’era particolare che non fosse perfettamente funzionante. Il suo essere medico veniva fuori anche con gli oggetti, se c’era un piccolo rumore anomalo o un graffio, vi si dedicava fino a che non risolveva il problema. Quanti ricordi erano legati a quella moto, forse la sua vita più bella era stata vissuta insieme alla sua vespa. In quel pomeriggio di pioggia, l’amigdala di Marco iniziò a pulsare emozioni sempre più forti, i suoi pensieri erano fermi in un lontano punto della sua esistenza, pensavano a quel viaggio a Rodi. Era davvero un’idea folle eppure era riuscito a convincere i suoi amici a partire verso quell’isola così lontana e ad arrivare lì con le loro moto. Quando si imbarcò al Pireo capiva di avere realizzato un sogno, capiva che i desideri si possono anche avverare, che bisogna sempre affrontare la vita con entusiasmo per realizzare le proprie aspirazioni.

Era davvero raggiante e la sua allegria era coinvolgente, aveva visto quattro ragazze che sembravano spaesate e perdute lungo il ponte del traghetto, mentre le osservava guardò la bellezza di una di loro, immediatamente salì il battito del suo cuore. Aveva provato una forte attrazione, la sua allegria gli diede la giusta sicurezza per tentare di avvicinarle, ci riuscì facilmente, quella facilità lo sorprendeva, fino ad allora era sempre stato timido e impacciato e gli unici baci erano solo baci rubati e fugaci. Sentiva che la sua vita in quel momento cambiava, capiva che non bisognava  farsi prendere dalla paura, dall’ansia, capiva che l’amore fosse più semplice di quanto si potesse immaginare, capiva che forse la mattina quando si guardava allo specchio non si era mai guardato veramente bene. Ora i suoi occhi andavano sulla parete del garage in cui c’era una grande foto di lui stretto a Francesca sul sellino della vespa con lo sfondo del mare di Rodi, guardava la foto e con una punta di orgoglio pensava a quanto fosse bello, a quanto fosse bella Francesca e si chiedeva perché mai fino a quella vacanza avesse sempre avuto così tanta paura delle donne. Si accorse che non stava più pulendo la vespa, ora era come immobile di fronte a lei, la cingeva come aveva abbracciato le sue donne, sentiva che voleva ricordare, sentiva che voleva tornare indietro. Le fotografie esistono per fissare i ricordi e per portare con noi sempre un pezzo di quello che scorre via. Salì così le scale che dal garage portavano dentro casa, uscì dalla porticina che dava sulla cucina, mise le mani in modo meccanico nel barattolo dei biscotti, ne afferrò uno e si diresse verso il salotto. Una grande libreria bianca abbracciava il camino, la libreria era la custode più fedele del suo passato, infatti oltre ai libri c’erano cd e album di foto. Cercò le foto di Rodi, stavano in un piccolo raccoglitore in plastica, erano tutte in piccolo formato, era ancora uno studente quando le aveva fatte stampare e aveva la necessità di risparmiare.

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