Pensieri in giallo

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Parlando di un sogno la nostra amica Silvia, ci ha aperto la sua personalissima porta sul Giappone, lontano, misterioso e ricco di poeti e narratori, alla fine è venuto fuori un vero e proprio vademecum suglia autori del Sol Levante, avevo piacere di valorizzarlo con un post apposito, sono tutte parole di Silvia..

Una notte, Zhuangzi, sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata. Dopo essersi svegliato era confuso, si domandò come potesse determinare se era veramente Zhuangzi quando aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi. Mentre sognava lui si vedeva farfalla ma , allo stesso tempo, era anche essere umano. Esiste una dimensione dove gli opposti sembrano non esserci, dove i contorni non sono nitidi e un’altra dove bisogna dare i nomi alle cose affinché non ci si senta perduti. Il primo piano è quello del sogno e il secondo è quello della veglia. Esiste, forse , anche un terzo piano di “non distinzione” che ci aiuta a vivere il grande mistero della vita e della morte, mescolando in modo affascinante le carte?.. come ho scritto in uno di questi primi post sui sogni per me “nessun sogno è solamente un sogno”

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Editore: ADELPHI
Collana: BIBLIOTECA ADELPHI
Pubblicazione: 09/1982
Numero di pagine: 424
Prezzo: € 15,49
ISBN-13: 9788845905056
ISBN:88459050565

http://it.wikipedia.org/wiki/Zhuangzi

In questo periodo sto leggendo ” Dance dance dance” di Haruki Murakami e la trama - sai la tristezza e il vuoto che possono comunicare alcuni autori giapponesi- che è una malinconica storia di rapporti umani resi difficili da una solitudine imperante , si svolge proprio su tre livelli simili in cui il rapporto spazio-tempo sembra un mantice, il reale e il surreale si intrecciano continuamente, sempre però mantenendo una sorta di lucidità e di veridicità che permette di dire al lettore: Questo autore non è pazzo : è geniale!!!L’incipit di Dance Dance Dance che sto leggendo in questi giorni :
“Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
Dal sogno si direbbe che ne faccio parte in modo stabile. La forma dell’albergo appare distorta. E’ molto lungo e stretto. Tanto lungo e stretto da sembrare, più che un albergo, un lungo ponte coperto da un tetto. Un ponte che si estende, in tutta la sua lunghezza, dall’antichità alla fine del mondo. Io ne faccio parte. Lì dentro c’è anche qualcuno che piange. E io so che piange per me. L’albergo mi comprende dentro di sé. Riesco a percepire le sue pulsazioni e il suo calore. Nel sogno, sono una parte dell’albergo…….”

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Autore Murakami Haruki
Prezzo
 
€ 9,44
(Prezzo di copertina € 11,80 Risparmio € 2,36)
Prezzi in altre valute
Dati 2005, 500 p.
Traduttore Amitrano G.
Editore Einaudi  (collana Einaudi tascabili. Scrittori

Amo molto il Giappone e la sua cultura ma non ho letto abbastanza : c’è un mondo che mi aspetta. Anch’io avevo iniziato con Mishima “Confessione di una maschera” , “ Padiglione d’oro” e, nonostante l’inizio ostico, dato anche da una forma semantica diversa, mi ero lasciata affascinare da lui, sia come artista che come personaggio controverso, nuovissimo e antico nello stesso tempo..
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Confessioni di una maschera
Autore Mishima Yukio
Prezzo € 7,50
Prezzi in altre valute
Dati 2002, 224 p., 21 ed.
Traduttore Bonsanti M.
Editore Feltrinelli  (collana Universale economica)

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Il padiglione d’oro
Autore Mishima Yukio
Prezzo € 7,50
Prezzi in altre valute
Dati 2002, 256 p., 11 ed.
Traduttore Teti M.
Editore Feltrinelli  (collana Universale economica)

Poi c’è stato il periodo della poesia (tanka e haiku) e penso che la forma letteraria di molti autori contemporanei- ho letto solo la Yoshimoto e Murakami ma ce ne sono tanti e valentissimi- prenda vita proprio da questo modo di far poesia : scarna e sognante insieme,un distillato di sensibilità ,
una specie di scheletro su cui costruire, con pochi versi, un paesaggio, uno stato d’animo. Credo ,
quindi, che il ritmo breve e sintetico dell’haiku,, col suo componimento di sole tre strofe, che ricorda molto l’essenza del taoismo e il concetto del vuoto, rifletta bene l’essenza della sensibilità giapponese .

Autori come Murakami o la Yoshimoto sono molto “occidentalizzati” eppure mantengono intatta la loro nipponicità. Murakami, poi, è un grande esperto di musica occidentale, dal jazz alla classica, al rock e i suoi libri sono impregnati di musica e citazioni musicali colte….quando ho letto Norvegian wood-Tokyo blues per curiosità avevo fatto una compilation con le canzoni che lui citava ed è stato molto divertente!

2 commenti in “Pensieri in giallo”

  1. Che onore! Una piccola precisazione : Zhuang-zi e il suo famoso sogno fanno parte di un’altra nuance di giallo, quella cinese…e qui cade a fagiolo la narrativa cinese perchè dai buchi neri degli anfratti della mia piccola casa, riordinando la camera di mia madre, è emerso un supplemento di Famiglia Cristiana del 1998 “L’uomo che allevava i gatti” di Mo Yan (autore dei più conosciuti “Sorgo Rosso”, “Grande seno, fianchi larghi, e “Il supplizio del legno di sandalo”) e ho iniziato a leggerlo - sono una lettrice bulimica, il che va senz’altro a discapito della profondità di lettura ma tant’è - e continuerò per un pò con la narrativa cinese . Avevo letto solo “La trilogia dei re” di Acheng diversi anni fa…….penso che Italiani e Cinesi abbiano in comune, seppure intesa in maniera diversa, la “socialità”: i Cinesi sono un popolo molto sociale, gli Italiani sono molto individualisti però sono molto socievoli.

  2. Eh si ho sbagliato di qualche migliaio di kilometri, Giappone e Cina, sono distanti e lontani più della terra che li separa…

    Un mio amico vive in Cina da quasi un anno, mi descrive i cinesi in modo molto diverso da quello dell’immaginario comune, parla di un popolo impaurito e pigro, i vertici sono megalomani e arroganti, ma la base è umile e impaurita…

    Sono molto socievoli e allegri…

    Mi piacerebbe vedere la grande muraglia, penso che tra qualche anno non esisterà più, il governo non la protegge adeguatamente. A volte mi chiedo com’è possibile che certe bellezze arrivino a noi quasi intatte e in pochi anni l’uomo evoluto le lascia in rovina…

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