Il silenzio che parla

Silenzio che Parla

Silenzio che Parla

Guardava la chitarra poggiata sul muro della sua mansarda, era la stessa chitarra che aveva creato quella magia, le corde erano nuove e stavano bene in tensione, tutto poteva iniziare, poteva iniziare la musica, potevano tornare le sirene, poteva bussare ancora alle porte del Paradiso, ma non dentro di se non sentiva nessun suono, non scorreva più melodia, il suo essere era diventato triste e silente come il suono dei timbri dei francobolli, una costante monotonia pregna di un aroma cupo e rimbombante. A volte il silenzio fa più rumore della musica, lo senti presente e incessante, Vicio guardava tutti i suoi oggetti inanimati e avrebbe voluto che prendessero vita, che gli parlassero, che lo invogliassero a dimenticare e cambiare, ma più cercava parole e più si scontrava nel silenzio denso e fastidioso come la nebbia, il silenzio rende invisibile ciò che hai a portata di mano. Ma ci sono dei silenzi diversi, ci sono dei silenzi che vorresti risentire ancora, pensava al silenzio di Giulia sul ponte, pensava al suo silenzio passionale e coinvolgente, pensava che in quel silenzio aveva percepito tutte le parole che quella ragazza non aveva il coraggio di dire, Vicio rispondeva con la sua musica e la scia della nave sull’acqua salmastra incollava i loro due esseri nel cielo di una notte passata in alto mare, trascorsa tra passioni altissime.

 

I silenzi a volte comunicano e condividono le sensazioni, con i loro baci senza parole si erano detti che avrebbero voluto aspettare ancora un’altra notte, che avrebbero voluto sognare e immaginare ancora per altre ore, si erano detti che l’attesa da dolcezza e dipana dubbi e tensioni, si erano detti che la vita non è un istante, ma somma di istanti, una retta i cui punti sono istanti consecutivi e casuali. L’alba timidamente iniziò a illuminare la notte di Vicio e Giulia, la luce sembrava un ospite intruso e ingombrante, quando il sole iniziò la sua salita verso il giorno lasciarono il ponte alto per raggiungere gli altri compagni di viaggio, li trovarono ancora addormentati tra coperte e sacchi a pelo, erano stretti in un groviglio di colori e bagagli, a guardarli mettevano allegria, lasciavano presagire una vacanza speciale.

 

La notte era scorsa via in un lungo silenzio, era stato un silenzio di grande comunicazione, avevano parlato le sensazioni tattili che raccontavano di due ragazzi timidi e impacciati ma bruciati da una grande passione; avevano parlato gli occhi di ognuno di loro, nelle pupille c’è scritta la storia di tutta la propria vita bisogna solo saperla leggere è scritta con un codice intimo la cui chiave può essere decifrata solo da occhi tinti della stessa luce; aveva parlato il respiro di entrambi che come un metronomo scandiva i tempi della passione; la musica scorreva via in modo naturale, come i granelli di sabbia che incessanti cadono da un lato all’altro della clessidra.

2 commenti in “Il silenzio che parla”

  1. Una curiosità: ci sono due coppie nella storia ? Francesca e Marco e Giulia e Vicio …..? la narrazione scorre che è una favola.

  2. si sono due coppie che rivivono tutte lo stesso ricordo…mi piace pensare che 4 persone ricordino la stessa esperienza ognuno con i propri occhi…speriamo di continuare a essere ispirati…con la tua spinta di entusiasmo devo dire che mi viene decisamente più semplice

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