Vicolo Puccini

Vicolo Puccini

Vicolo Puccini

Sabato sera sono stato in un bellisimo casolare del 700 immerso nella campagna palermitana per una presentazione di un nuovo romanzo, Vicolo Puccini, di Claudia Sottile, una bella serata e un bel romanzo.

Di solito si parla sempre di autori noti e si commenta sempre dei loro romanzi, vorrei invece tramite le pagine del blog parlare anche di chi pubblica con piccole case editrici e magari non ha la giusta pubblicità inoltre vorrei che anche chi ci legge recensisca qualche autore meno noto.

Vicolo Puccini è un romanzo che si legge con facilità, leggero nello stile profondo nei sentimenti, parla del rapporto nonna nipote e il feel rouge che lega il romanzo è la cucina tradizionale della nonna, la scrittrice alla fine di ogni capitolo regala la ricetta che ha animato la situazione precedentemente descritta, le ricette sono gustose, facili da fare e soprattutto realmente tradizionali, garantisce la mia pancia e il mio palato.

Leggendolo mi è venuto subito da pensare a Jorge Amado e alla sua Donna Flor, sono storie totalmente diverse, ma in entrambi i romanzi ci sono delle ricette che esemplificano il capitolo.

I più del libro:

Ottima la capacità di far vivere con le parole le esperienze narrate, buone le ricette, fantastici i sentimenti che hanno animato il romanzo

Consigli per l’autrice:

Credo che il romanzo sia troppo breve, mi sarebbe piaciuta una trama di fondo più complessa in cui ci fosse anche la sua mamma pinù come personaggio; creare un suo blog.

Vicolo Puccini, Claudia Sottile, Navarra Editore, Marsala (TP) ISBN 978-88-95756-07-3

2 commenti in “Vicolo Puccini”

  1. Sembra accattivante….Il titolo mi fa pensare alle passeggiate nella parte vecchia del mio paese, dove i vicoli si chiamano, stranamente, “rue” e a tutti gli odori che escono dalle finestre basse delle case, dalle porte sempre aperte per fare entrare aria e luce . Odori antichi di sughi, di basilico, di fritture che ti portano indietro nel tempo.Poi ci sono i profumi di fiori che stanno diventando antichi anche loro: garofanini violacei ,aspidistrie, malvarosa.Infine, un refolo , quasi impercettibile, di pipì di gatto, per niente sgradevole….

  2. L’autrice mi dice che il romanzo è stato scritto proprio sui ricordi di odori e profumi di cucina della sua infanzia, il filo conduttore è la cucina della nonna, ma la bellezza è che non è un banale romanzo di cucina, è molto di più…

    Visto che il genere è simile posso dirti che lo preferisco a Estasi Culinarie…

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