Nuova Poesia
Ieri pomeriggio si è presentato al Palazzo delle Acquile, la sede del comune di Palermo, nella sala consiliare Nuova Poesia, una collana di poesie di autori contemporanei edita dalla mia casa editrice La Zisa, raccontato così ci si immagina un banale pomeriggio in cui si presenta un libro di persone che per un giorno si credono poeti, non è andata così.
E’ stato un pomeriggio in cui la poesia ha trovato giusta dimensione e giusto spazio, eravamo ospiti del Comune di Palermo, nella sala consiliare, una location davvero pazzesca, le Istituzioni nella mia città non erano mai state così vicine alla poesia, non c’è mai stato grande feeling.
Invece per una volta le cose possono cambiare e possono cambiare anche a Palermo, c’è stata una bellissima atmosfera si è parlato prima di poesia in senso astratto, poi ci si è avvicinati al libro, a un certo punto è entrata in scena la musica, con una bravissima cantante che insieme al suo fido chitarrista ha fatto scoprire poesia dentro le note.
A gran voce Paolo Battaglia (un uomo davvero straordinario http://www.youtube.com/watch?v=dt_23eYDLYs per rendere l’idea) ha chiamato a gran voce i poeti a recitare le proprie poesie, è stato un crescendo, un crescendo davvero eccellente, l’editore ha fatto davvero un bel lavoro, ha messo insieme tante piccole gemme legate da un filo invisibile, le poesie lette dai propri autori hanno assunto dimensione assoluta.
Ci hanno portato via dopo oltre 2 ore di poesia i commessi del comune, grande pomeriggio e grande libro.
Nuova Poesia, Edizioni La Zisa, Palermo ISBN 978-88-95709-19-2
Categorie: Biblioteca Ideale, Piccoli Scrittori Crescono


il 4 Dicembre 2008 alle 20:43 dice:
“Ogni giorno è una zolla
che rimuove la terra
ma piantarvi il tuo seme
che fatica superba!”
Alda Merini
Hai ragione,anche a me sembra che ci sia sempre meno abitudine e gusto a nutrire l’anima con la Poesia…poi capita un pomeriggio come è accaduto a te e, magari, impari ad amarla, a non poter fare a meno di questa fantastica sintesi
che con un verso ti può folgorare un’intera esistenza…
il 6 Dicembre 2008 alle 11:08 dice:
Io penso che ci sia una sorta di timidezza generalizzata verso la poesia, mi spiego meglio: chi le scrive non le vuole diffondere, chi le legge spesso non le condivide…
Quando ero un pò più ragazzino con degli amici avevamo un sogno quello di organizzare una serata alcol e poesia (eravamo decisamente presi dall’attimo fuggente) ognuno sorseggiando un bicchiere doveva leggere una sua poesia, ne parlavamo così tanto che alla fine ci siamo riusciti…
Ognuno di quei ragazzi conserva grande amore per la poesia, forse come sostiene il mio editore manca chi organizza occasioni di poesia…
il 11 Dicembre 2008 alle 17:00 dice:
Penso che tutti noi da adolescenti abbiamo avuto un momento” poetico “. A quell’età ci si sente unici e incompresi e la poesia è (è stata) una valvola di sfogo meravigliosa , poi si cresce e pochi sono quelli che non si vergognano o che guardano con tenerezza a quei versi lontani, pochissimi quelli che sono ancora infiammati da questo amore e che mantengono, aumentandole, capacità poetiche : io li invidio…… un libro che ti piace invece, , è come una relazione con una persona. Dura nel tempo, ha i suoi alti e bassi, le sue tenerezze, durezze e incomprensioni, i suoi momenti di amore violento. Quando finiscono certi libri si può vivere per un po’ di tempo in uno stato di privazione, di abbandono luttuoso, di appagamento , di curiosità appagate o non saziate e vengono riposti senza troppi rimpianti… però posso sempre ritornare per rileggere, fermarmi su certi passi.
Una poesia no. Per sua natura, una poesia viene letta e riletta più volte. Vive uno spazio proprio, ciclico, mai scandito dal ritmo della nostra vita (necessità forzata a cui deve piegarsi un romanzo, tanto più se voluminoso). E’ come lo sguardo in un pozzo. A volte vedi te stesso, a volte il mondo, a volte assolutamente nulla ; il bello è che ogni poeta diventa un “totem “, un punto di riferimento tutto nostro per cui ecco che a me Omero dà forza, Dante un senso di pienezza , Baudelaire mi “consuma” , Neruda mi fa circolare il sangue nelle vene , Pavese mi immalinconisce…..
ecc…
il 12 Dicembre 2008 alle 12:38 dice:
Un pittore siciliano coi capelli tinti dal tempo amava raccontare che Dio distribuisce l’arte in modo disordinato e iniquo, ma in ogni uomo c’è sempre un pizzico di arte, si deve avere il coraggio di farla uscire fuori, c’è chi lo fa con la pittura, chi con la poesia, chi con la musica, chi usa la voce, chi mani e corpo…
Chi ama l’arte ama la poesia come ama la musica o la pittura perchè c’è sempre un filo di magia invisibile che lega tutti gli elementi.
Le poesie vanno lette più volte, per sentirne la vera essenza occorre del tempo, leggere una poesia a distanza di anni fa viaggiare avanti e indietro nel nostro orologio interiore.
Amo Neruda