Buona fine e buon principio

Buon anno!!!

Buon anno!!!

Alla fine dell’anno siamo tutti pieni di sogni e buoni propositi, ci fissiamo obbiettivi e traguardi, sogniamo che l’anno porti vincite e fortuna, insomma San Silvestro è il santo della speranza e dei buoni propositi…

Da sognatore doc ho capito che per realizzare le proprie aspirazioni bisogna coltivarle ogni giorno e non solo l’ultimo dell’anno…

Vi auguro che il nuovo anno vi porti la voglia di realizzare i vostri sogni

Pablo

4 commenti in “Buona fine e buon principio”

  1. Grazie degli auguri caro Pablo. So che ti piacciono tanto gli scrittori latinoamericani e io voglio lanciare la mia fiducia” nel genere umano” con alcune parole di E. Galeano che stimo molto come scrittore e come uomo……Lui che è una di quelle persone che ci invita a leggere il mondo e la storia con occhi nuovi, un curioso che si pone e fa domande perché il motore della Storia sono i paradossi, le contraddizioni , i vari punti di vista, perché siamo ormai strumenti degli stessi strumenti che abbiamo inventato….. bella la Storia che racconta Galeano : quella degli esclusi, dei perdenti o, come dice lui “ di quelli che non entreranno mai nelle fotografie “:
    …Dal suo ultimo libro “ Specchi”:
    Noi umanicoli:

    sterminatori di tutto,
    i cacciatori del prossimo.
    i creatori della bomba atomica, la bomba all’idrogeno e la bomba ai neutroni, che è la più salutare di tutte perchè annienta le persone ma lascia intatte le cose,
    gli unici animali che inventano macchine,
    gli unici che vivono al servizio delle macchine che inventano,
    gli unici che divorano la loro casa,
    gli unici che avvelenano l’acqua che gli dà da bere e la terra che gli dà da mangiare,
    gli unici capaci di affittarsi o vendersi e di affittare o vendere i propri simili,
    gli unici che uccidono per il piacere,
    gli unici che torturano,
    gli unici che violentano.

    E anche
    gli unici che ridono,
    gli unici che sognano ad occhi aperti,
    coloro che trasformano in seta la bava del baco,
    coloro che trasformano i rifiuti in bellezza,
    coloro che scoprono colori che l’arcobaleno non conosce,
    coloro che danno nuove musiche alle voci del mondo
    e creano parole perché non siano mute
    la realtà e la sua memoria.

  2. Grazie Silvia, Galeano è uno dei miei latini preferiti, lo apprezzo per la profondità delle sue parole, entrano dentro e ti scuotono…

    Queste che hai scelto rendono perfettamente il suo modo di scrivere, ma mea culpa non ho letto il romanzo da cui sono tratte, me lo consigli?

  3. “Specchi. Una storia quasi universale” di Eduardo Galeano non è un romanzo ma piuttosto la visione ribaltata del mondo ed è uscito da poco ( Sperling& Kupfer collana Continente desaparecido euro 18.50 ). Conviene aspettare forse l’edizione economica….
    Ti copio-incollo qualcosa per rendere un po’ l’idea attorno alla quale gravita il libro :
    Sono infinite le storie da narrare per raccontare il mondo e quelle piccole sono le più adatte per raccontare la Storia con la maiuscola.
    Le “finestre” di Eduardo Galeano si fanno ancora più asciutte: lo scrittore si dice sempre più esigente, le parole vanno selezionate per la loro capacità evocativa e ridotte all’essenziale. “Bisogna lavorare più con la gomma che con il lapis”, e il silenzio è alla fine la migliore comunicazione
    Specchi” è un omaggio alla diversità umana, è il tentativo di dare la parola a chi non trova posto nella Storia ufficiale; così facendo, Galeano propone una lettura ribaltata della Storia. “Marx non aveva torto dicendo che nella storia come in natura la fonte della vita viene dalla muffa, da ciò che imputridisce ”.
    Nelle sue finestre, ci parla dell’Africa, origine della vita umana da cui tutti noi veniamo: “siamo tutti africani immigrati; ma noi sappiamo dell’Africa solo ciò che ci ha insegnato il prof. Tarzan”.
    Ci parla di Gesù, del suo asino, di San Francesco; ci parla del Diavolo, che oggi è musulmano, è ebreo, è nero, è donna, è povero, è straniero, è omosessuale, è gitano .

    Ci parla della fondazione storica della bellezza, della fondazione scientifica del razzismo, della fondazione di Babbo Natale, dell’Inferno, dello zucchero, delle processioni, del linguaggio e delle agenzie di stampa; di tanti altri piccoli e grandi eventi storici riletti con gli occhi rispettosi delle differenze e delle contraddizioni di cui da sempre si nutre il mondo.

    Ci parla di noi oggi, del Nord del mondo imprigionato nelle sue certezze e nelle sue paure, alimentate puntualmente dai media; il Nord allenato a disprezzare il Sud e che risolve i suoi dubbi stabilendo che “è la realtà che si sta sbagliando, perché i media non sbagliano mai”.
    Ci parla della furia consumistica che divora il mondo: “cerchiamo di capire cosa preferiscono le automobili, se la benzina, il mais o la soia, in un mondo nel quale dieci bambini ogni minuto muoiono per fame o per malattie curabili e gli USA spendono 10 milioni di dollari al minuto per uccidere iracheni; l’importante invece è che non sia l’auto a condurci, il computer a programmare la nostra vita e il supermercato a comprarci ……..
    Ciao!

  4. Molto, molto interessante…mi sa che lo leggo…sembra che sia contaminato da Manzoni…

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