Pasta e ceci

Grazie Paoletta

Grazie Paoletta

…anche oggi è una bella giornata di pioggia, piove con intensità con forza, sembra che ci sia qualcosa di marcio  che vada lavato a fondo, la pioggia sembra portare in un altra dimensione, in un altro tempo, porta a stare da soli e a pensare…ci sono dei sapori che si gustano meglio con un determinato clima e una certa luce, cose che forse mangiamo una volta l’anno, ma ricordiamo per tutto l’anno di averle mangiate e il momento in cui le abbiamo mangiate: oggi sono tornato a casa dei miei genitori, sono entrato e c’era un atmosfera autunnale, una luce cupa, che dava calore a tutte le cose di cose, in quest’atmosfera c’era un profumo che dava senso e sostanza a tutta la casa, un aroma delicato e persistente entrava nelle narici, erano i ceci, insieme a loro sentivi le altre verdure, tutto in casa profumava di tradizione ed emozione…ma i ceci sono degli esseri timidi per forma e natura, callosi al primo impatto, ma hanno un cuore dolce e intenso, sono teneri amanti della pasta all’uovo, con il gusto del grano si completano e sublimano la loro essenza con l’olio delle migliori olive che deve unire e non separare le loro nature…

La pasta coi ceci è un alimento povero e nutriente, ma ogni cibo umile ha una dignità forte che con la giusta atmosfera (quella invernale in questo caso) e il delicato senso della cucina si esalta per farne un piatto di pregio…Anni fa un famoso cuoco mi confidava che amava nei giorni freddi la pasta con le patate, poteva sembrare banale ma il suo animo ricco di ricordi e nostalgia del passato la faceva divenire una tentazione a cui era difficile resistere…

Vivete la vita giorno per giorno e mangiate giorno per giorno, con l’umore e l’atmosfera che vi respira accanto, a volte i programmi e le mete nascondono il lato romantico del vivere quotidiano.

21 commenti in “Pasta e ceci”

  1. L’atmosfera che descrivi mi è familiare… Patate, ceci, o fagioli sono alimenti semplici, antichi ma che restituiscono quel senso di autenticità che spesso non riusciamo più a trovare nelle persone e negli ambienti circostanti e che, inevitabilmente riscontriamo nel cibo della tradizione.

  2. …secondo me il calore che trasmettono questi alimenti poveri nasce anche dai colori caldi di queste pietanze, sembrano quasi coccolarti con la loro perfetta armonia sinottica…

    Hai espresso un concetto molto bello il cibo della tradizione come rifugio dal vuoto circostante. Sei molto, molto profondo

  3. Oltre al calore familiare e alle belle atmosfere che avete entrambi evocato, pensate come sono antichi e di valore, nell’alimentazione , i legumi……Esaù, nel vecchio testamento, barattò la sua primogenitura per un piatto di lenticchie!…non so se Pablo abbia mai assaggiato la “farinata di ceci”, cibo povero, tipicamante genovese, di una bontà assoluta oppure una salsa indo-pakistana, il “dhal, “fatta solitamente con lenticchie e spezie ….ti fa viaggiare. A proposito di viaggi, saluti cari : sarò assente qualche giorno ……domani mi recherò in quel di Modena per un intervento (non grave ma delicato) ad un braccio.Ciao!

  4. Ottima la farinata!!!ho avuto modo di gustarla ed è davvero squisita, ho sempre detto che è cugina stretta delle panelle palermitane….

    Il dahl credo di averlo gustato senza saperne il suo nome…

    A livello nutrizionale i legumi sono un alimento perfetto, ricchi di fibbre e poveri di calorie, capaci di riscaldare senza farti ingrassare…chissà che carattere aveva la figlia di Esaù…

    Silvia Bella in bocca al lupo!!!!torna presto, mancherai a tutti, hai reso prezioso il blog con i tuoi interventi sempre eleganti, garbati e profondi

  5. Farinata… No, mai assaggiata ma intuisco che possa avere qualche cosa in comune con la “panella”, l’esaltazione gastronomica della cucina povera palermitana, fatta di farina di ceci, acqua, sale e prezzemolo… In bocca al lupo per l’intervento!

  6. …è una panellla al forno che puoi condire con qualcosa di buono a tuo piacere, merita davvero

  7. Grazie tante degli auguri !
    x occhiodelciclone : ” Oggi sono stato in un bar, ho chiesto qualcosa di caldo e mi hanno dato un cappotto “(blu?)naturalmente….. Groucho Marx

  8. Caro Pablo,
    La di prego cortesemente di rimuovere l’immagine che ha pubblicato sul suo post e prelevata qui http://aniceecannella.blogspot.com/2008/02/pasta-e-ceci.html senza mia preventiva autorizzazione.

    Oppure di riportare i dovuti crediti, riferimenti e link così come previsto da Licenza Commons sotto la quale è pubblicato il mio blog.

    Le ricordo che sono in possesso delle immagini in formato originale, quindi in grado di dimostrare l’autenticità e la proprietà delle stesse.
    Certa della sua collaborazione, la saluto distintamente e rimango in attesa della sua risposta.

    Paoletta S.
    Anice&Cannella
    http://aniceecannella.blogspot.com

  9. Carissima Paoletta S.

    provvedo a rimuovere la sua immagine, mi spiace davvero che la prenda male, questo è un blog in cui si scrive e si legge in allegria, non c’è per mia scelta pubblicità e link commerciali, ma solo tanta buona narrativa.

  10. Beh la vita è buffa…grazie ad un’immagine ” pubblicata senza preventiva autorizzazione” ho scoperto il blog di cucina della s.ra Paoletta S. che mi piace e al quale, probabilmente, non sarei mai arrivata da sola senza questo piccolo disguido !
    Ciao, Pablo.

  11. Infatti è davvero un bel blog il suo, ci dovrebbe invitare a cena, noi portiamo il vino e parliamo di libri e poesie…

  12. Pablo, sarebbe davvero una bella serata, cucina, vino e poesia, in fondo, e ci metto anche la fotografia, è arte!
    Io non la prendo male, e, credimi non ho alcuna remora a concedere le mie immagini, purchè se ne faccia riferimento all’autore… non ho ben capito se tu scrivi, ma io quando cucino o faccio una foto, ci metto lo stesso cuore, l’anima che metti tu quando scrivi una poesia :)
    Grazie!

    p.s. per il resto, sono felice vi piaccia il mio blog :)

  13. Carissima Paoletta,

    amo scrivere e cucinare, cucinare piatti di passione, onestamente mi spiace ma con google immagini non ti dice se c’è un copyright o meno, quindi si creano equivoci.

    Da qualche tempo oltre che al bancario sono tornato a fare il vecchio mestiere di giornalista, stavo preparando un articolo di colore per una rivista pugliese e mi viene in mente l’idea della pasta e ceci, così dopo aver scritto l’articolo cerco un immagine che rendesse bene l’idea di piatto che descrivevo nell’articolo, non sai quante ne ho viste, nessuna rendeva come la tua.

    Oltre che un ottima chef sei davvero una bravissima fotografa, manifesti l’arte in modo unico, fotografare e cucinare sono due passioni che abbiamo in comune.

    Sai cosa pensavo come cena, una cena guidata, prima di ogni piatto c’è un racconto che ti porta nell’atmosfera del piatto e del vino…che ne pensi?

  14. Penso che sarebbe bellissimo, se racconti tu, però, che mi pare sai fare benissimo.
    Hai un modo di scrivere che trasmette calma e tranquillità, tutte cose che non fanno parte di me, o forse in qualche momento…
    Ieri sera ero arrabbiatissima quando ho visto quell’immagine qui, è un momento brutto questo per i blog di cucina, stanno venendo fuori blog con immagini prese ovunque e questo, come puoi ben immaginare, dispiace, fa rabbia!
    E non ho nemmeno guardato dove stava la mia foto, il tuo blog, nulla!
    Ho solo scritto quello che scrivo da un po’ di tempo, però nessuno mi aveva mai risposto come te, con la tua gentilezza e il tuo garbo.
    Per cui, sai che ti dico?
    Riprendila, mi fa piacere che la mia foto stia qui, dico sul serio :)

  15. Allora iniziamo a pensare dove incontrarci per fare questa bella cena di racconti e poesia, credo che gli ingredienti per una bella cena ci sono tutti: persone che si stimano e si volgiono conoscere, piatti ricchi e gustosi, poesie e racconti, buon vino, insomma non manca davvero nulla…e poi sono sicuro che sarebbe utile per il romanzo che ho in mente, una storia di emozioni, in cui i personaggi si raccontano attraverso i sapori…

    E’ vero ci sono tantissimi blog di cucina, se ne perde quasi il conto, sono davvero belli e interessanti e per sognare sono sempre ideali.

    Tanti chef o aspiranti tali mi hanno dato una mano per creare storie e racconti basati sui sapori.

    Allora sai che ti dico, io la tua foto la rimetto più che volentieri perkè l’articolo è nato con lei e aggiungo pure il link del tuo blog a quello degli amici, sai pensierinblu è una massa silenziosa, non ci sono moltissimi commenti ma le visite sono una vera soddisfazione in meno di un anno siamo riusciti a raggiungere i 30.000 contatti e con gente con il tuo garbo, la tua voglia di scrivere e di leggere cresceremo sempre.

    Grazie Paoletta

  16. Caro Pablo,
    anch’io come Silvia, incuriosita dal disguido della foto, ho visitato il blog della s.ra Paoletta S., devo dire che mi piace e penso quindi che tornerò a farle visita.
    X quanto comprenda bene la valenza delle immagini all’interno di un blog (e non solo!), vorrei aggiungere, Pablo, che il tuo modo di descrivere i cibi è straodinario, a prescindere dalle immagini che tu utilizzi; riesci a dare al lettore la sensazione di trovarsi di fronte a un dipinto, come nel capitolo Cucina di mare del tuo Cappotto blu, leggendo il quale mi è sembrato di aver davanti un dipinto dai colori e dall’atmosfera intensa. Riesci a penetrare e a far vivere a chi legge l’atmosfera che c’è attorno ad un “piatto” anche povero, come potrebbe sembrare “pasta e ceci”.
    A quando il prossimo “piatto”? Spero presto.

  17. Carissima Ciompa, la casualità è sempre madre di incontri splendidi, poi come vedi ne è nata un amicizia con Paoletta e anche un bell’invito a cena.

    Ti ringrazio per le tue parole che danno sempre la voglia di scrivere e di continuare a raccontare.

    Forse descrivo bene cucina e sapori perchè sono un inguaribile goloso, figlio di buoni intenditori della tavola…

  18. Pablo, non saprei saprei sai? Anche io sono un’inguaribile golosa, forse non intenditrice della tavola, questo no, ma non riuscirei mai a scrivere una cosa così… “ma i ceci sono degli esseri timidi per forma e natura, callosi al primo impatto, ma hanno un cuore dolce e intenso, sono teneri amanti della pasta all’uovo, con il gusto del grano si completano e sublimano la loro essenza con l’olio delle migliori olive che deve unire e non separare le loro nature…”

    Credo d’averla letta almeno una decina di volte o più…

  19. Grazie Paoletta per l’apprezzamento, quella parte è il fulcro di tutto l’articolo, inquadra e connota il resto delle parole. Tu dici che non saresti mai capace di scrivere così, ma secondo me è solo un problema di prospettive, finora ai scritto cercando di insegnare qualcosa (e ci sei riuscita benissimo perchè hai il dono della semplicità, le tue parole spiegano benissimo cosa si deve fare per realizzare un buon piatto), dovresti provare a raccontare i sapori e cogliere l’anima del sapore e sono sicuro che ci riusciresti benissimo perchè le tue foto già fanno questo…

  20. Guarda Pablo, per raccontare, lascia che lo facciano le mie foto, se e quando ci riescono. Per le parole, sì, cerco di essere semplice, sopratutto perchè ho i miei grossi limiti.
    Per la cena perchè non si fa una cosa, invece che una cena, vieni al raduno di gennarino di primavera, sarebbe un’occasione fantastica per un racconto di cibo, poesia e altro ancora! Tra l’altro, lo dovremmo fare nelle campagne toscane, ci pensi la meraviglia?
    Vieni a iscriverti su gennarino, così inizi a conoscere l’ambiente !

    Sai che i tuoi scritti sul cibo mi ricordano quelli di Aldo, li ho iniziati a leggere proprio su gennarino, li postava Teresa, peccato che ho potuto conoscere solo i suoi scritti e non lui, ma credimi, viene fuori la sua anima da ognuno di loro, e il tuo scritto qui sui ceci, mi ricorda lui… te ne lascio uno preso da qui http://www.gennarino.org/forum/viewtopic.php?f=10&t=14140&start=0&st=0&sk=t&sd=a&hilit=aldo+rosa

    LA ROSA CORAGGIOSA
    Ieri non c’era, sono sicuro.
    Mi stupisco mentre guardo fuori, eppure e’ proprio li’,
    fragile, esposta, aggredita dal vento, in un contrasto irreale
    di scheletri irrigiditi di legno nero, nuvole fumo.
    E’ una rosa distratta, nata in questi giorni che e’ difficile scambiare
    per maggio, e’ rosa ed e’rosa ed e’ erosa.
    Aggredita e vilipesa dal tempo come un ciclista irlandese in salita,
    secchiate d’acqua in faccia, collo irrigidito contro il vento.
    Mi piace quest’assurda resistenza al destino,
    di una rosa che non guarda l’ora ma sboccia quando sente che deve,
    svampitella, impertinente come un cucciolo.
    E mi piace ancora di piu’ il contrasto
    con il grigio pesante e gravido che le sta intorno,
    e’ una fiammella che vacilla, che sembra sul punto di cedere,
    di piegare il capo e dire basta, e’ una fiammella che rimane invece li’,
    orgogliosa e fiera, a dire: io qui sono e qui resto,
    alla faccia del vento, della pioggia e del pensiero della gente.

    PESCHE RIPIENE
    a quelli che resistono a pugni chiusi, a chi non si arrende mai.

    3 pesche medie, vellutate e sensuali
    12 amaretti
    2 cucchiai di zucchero
    2 cucchiai di burro
    1 rosso d’uovo
    1 bicchiere di vino bianco secco

    montare bene il rosso d’uovo con meta’ zucchero,
    impastarlo con gli amaretti sbriciolati e
    un cucchiaio di burro.
    Aprire le pesche a meta’, snocciolarle e scavarle un pochino,
    quindi riempirle con l’impasto e appoggiarle su una teglia da forno.
    Infiocchettare con burro, spruzzare generosamente col vino,
    e infornare per 40 minuti a 180�

    Servire a temperatura ambiente in un pomeriggio d’inverno,
    meditando sulla difficolta’ di trovare pesche in questa stagione.
    E’ una ricetta per chi ama le vie difficili, poco allineate,
    sempre un po’ in salita.
    E che le percorre senza paura, perche’ il solo percorrerle
    lo pone in salvo,
    perche’ possiede la rosa rosa coraggiosa e niente puo’ ferirlo.

    una notte di dicembre,
    aldo

    Io mi emoziono ogni volta che lo leggo…

  21. Paoletta grazie!!!

    E’ bello poter conoscere altri cultori delle parole e del cibo, Aldo sarà davvero una persona speciale come il suo scrivere.

    Mi piacerebbe moltissimo venire in Toscana insieme a voi, è un idea meravigliosa, la tavola è il modo migliore per conoscere le persone.

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