Father and Son
- Papà, ma qual è stata la tua prima vacanza?-
- Woodstock!!-
- Il concerto pazzesco?_
- Magari ho sognato di andare a Woodstock, forse lo sogno ancora, sono andato in Jugoslavia con un vecchio furgone, siamo partiti alla fine di luglio dopo gli esami di maturità e siamo tornati ai primi di settembre-
- Ma il nonno ti ha lasciato andare per tutti questi giorni? Conoscendolo…-
- Beh il furgone ha fuso il motore a Dubrovnik e per tornare ce ne abbiamo messo di tempo-
- Avete fuso il motorre? Ma non lo avevate controllato prima di partire?-
- Signorina, eravamo negli anni settanta, eravamo giovani, belli e poveri, trovare un mezzo con cui partire era già un miracolo. E poi tu pensi che si potesse chiedere qualcosa ai nostri genitori? Pensi che stavano qui a parlare con te e a dirti di cosa hai bisogno?-
- Ma perché i nonnni non sono cattivi-
- Non si tratta di essere buoni o cattivi, è diverso, per aiutare un figlio deve cercare di metterti nella stessa linea d’onda dei suoi pensieri, così puoi capire se si può mettere in un guaio…Però se vuoi sapere una cosa, fondere il motore è stata la miglior fortuna che ci potesse capitare, la vacanza si è allungata e siamo stati in una delle città più belle del mondo a bere il prosèck al tramonto-
- Immagino. Chissà in compagnia di chi…-
- Mi sa che immagini male, durante quel viaggio un’amica si è trasformata in quello che oggi è tua madre-
- Allora benedetto motore fuso-
- Eh si la vita nasce e muore per una serie di episodi, quello che apparentemente ci sembra un guaio col tempo scopriamo che non lo è affatto-
- Sliding Doors-
- Si, si, film scemotto, ma che coglie appieno quello che ti voglio dire, tutto può cambiare in un attimo, senti ma se proprio dobbiamo metterla sui film ti dico carpe diem-
- L’attimo fuggente!!-
- Brava, è proprio quello il senso giusto, la vita cambia in un attimo, la bravura è non pensare che siano coincidenze, ma siamo noi a scegliere e lo dobbiamo fare velocemente e bene, non è facile, ma sapere le regole del gioco aiuta-
- Sei grande papà-
Categorie: Pensieri in Blu, Videoteca Illusionaria

il 20 Gennaio 2009 alle 20:16 dice:
Sono tornata…finalmente!!! Grazie ad una persona speciale che ha attivato nel mio PC tutti i collegamenti, consentendomi di navigare liberamente quanto voglio.
Caro Pablo, in questo periodo i pensieri in blu mi sono mancati e mi sono mancati anche i commenti di Silvia, puntuali, profondi e sempre interessanti.
Così oggi, pur dovendo lavorare al computer, ha prevalso in me la tetazione di sbirciare tra i pensieri in blu e naturalmente ne sono stata catturata…addio lavoro!
Grazie x il tuo omaggio al grandissimo CAT e a tutti quei papà degni di essere tali. Fortunati tutti coloro i quali hanno avuto un papà che li abbia guidati.
Un PAPA’ è la rete che ti rpotegge dalle brutte cadute e perderlo, soprattutto da adolescenti come purtroppo è capitato a me, ti lascia un vuoto che ti accompagna lungo tutta la vita.
il 21 Gennaio 2009 alle 17:13 dice:
Carissima Ciompa,
bentornata nel nostro blog, mi spiace che i pensierinblu ti siano mancati, ma potrai recuperare perchè per fortuna nel blog si conserva tuttto e niente va perduto, questo è il bello di internet: oltre alla tempestività, c’è anche una memoria profonda…
Silvia è un bene prezioso del blog, i suoi interventi sono assolutamente eccezionali, ci regala sempre con il suo garbo suggerimenti e grandi spunti per conoscere e apprendere…
Avere dei genitori vicini ti da sempre la sensazione di essere protetto e ti rende meno dura affrontare le incertezze del futuro…Il vuoto interiore ti rimarrà sempre e nessuno lo riuscirà a riempire, ma il segreto è trovare dal presente consistenze per la propria vita: mi spiego meglio, a volte non c’è il tempo di analizzare bene tutta la propria vita, nel momento in cui capita di farlo ci si rende conto che abbiamo fatto tante piccole cose di cui siamo orgogliosi e di cui non ci rendiamo conto. Direi che avremo sempre dei vuoti, ma dobbiamo essere bravi a costruire dei “pieni” che ci aiutino nei momenti bui.
Spero che continuerai a leggere e scrivere insieme a noi
il 22 Gennaio 2009 alle 18:59 dice:
Ciao, Ciompa !!! La canzone di C. Stevens (ma quand’è che lo chiameremo Youssuf Islam?) è davvero speciale e le parole di Pablo descrivono benissimo l’assenza della figura paterna …io, fortunatamente, l’ho perso quando ero già adulta ma mi sono sentita persa, come un soldato senza retrovia alle spalle : posso solo immaginare lontanamente il dolore e le problematiche del perderlo da adolescenti come è capitato a te.
Un lungo e penoso percorso di sofferenza e dolore di un’adolescente, fortemente legata alla figura paterna , non sempre si attenua con il passare del tempo e anzi può aumentare fino ad arrivare a una soglia insopportabile che può indurre a fare scelte irreparabili che sembrano l’unica via di uscita per non soffrire più…mi sembra che tu abbia affrontato il lutto nel modo migliore, si percepisce dalla vitalità che esprimi con le tue parole…