Working on a dream
Working on a dream, lavorando a un sogno, ma forse è il Boss che ci fa sognare con la sua musica, la cosa che più mi ha colpito è la coincidenza degli stati d’animo, anche io penso che scrivendo in questo momento stia lavorando a un sogno, mi sento incrediblmente vivo.
Ho iniziato a scrivere, parlando di musica e di grandi del rock, facevo le recensioni musicali per una piccola rivista universitaria, era bellissimo raccontare la musica, ma nulla può mai rendere l’idea di quello che sia ascoltarla, ti puoi sforzare con un milione di aggettivi ma le melodie non hanno parole per essere descritte.
Con un pò di timore vi voglio presentare questo album, dico timore perchè è davvero portentoso, non so se riuscirò a trovare parole adeguate per descriverlo…
Il Boss come si dice parte subito a palla!!!La prima canzone Outlaw Pete vale tutto l’album, otto minuti di canzone, solo lui può tanto, si sente subito la voce calda e accogliente su un aria di violino, poi cresce la melodia, cresce il ritmo, cambia la tonalità e la canzone entra dentro, il ritornello lo imparerete subito e la voglia di muovervi vi contaminerà, la canzone è lunga e coinvolgente, c’è spazio pure per tratti romantici. Ve l’ho detto vale l’intero album.
Si prosegue con Lucky Day, molto rock e coinvolgente, segue la canzone che da il titolo all’album Working on a Dream, ricorda il Boss di The Rising, atmosfera vecchia, canzone bella, voce melodica, parole semplici ed efficaci, capaci di stimolare verso il positivo, penso che dietro tutto questo ci sia lo spirito per lavorare a una nuova America. L’amore per la sua terra non manca davvero mai nel lungo percorso professionale e se non fosse così non avremmo mai ballato con Born in The USA…
Ma nell’album si parla anche d’amore con What Love Can Do ma se parla con chitarra allegra e spensierata, con ritmo e sobbalzi, insomma come l’amore parla al cuore e con un tocco di armonica che non guasta mai. Ma non è country, rimaniamo sempre sulle atmosfere blues\rock.
Molto bella e romantica This Life, ti prende per mano, ti accompagna con echi di chitarra, in un percorso di note dolci, come si cammina nella vita, dolci e spensierati, poi arriva il sax del grande Clarence Clemons e sembra che siamo alla fine della vita sui cancelli del paradiso.
Poi si vola con Good Eye, nelle atmosfere blues vecchia maniera, l’effetto è quello del vecchio microfono con voce lontana, chitarra e armonica, c’è molto John Lee Hooker e John Mayall in questa canzone, direi proprio un omaggio al blues vecchia maniera, quello da locali affollati e caldi in cui l’artista è al centro e la gente lo segue con una buona birra stretta nella mano. Il suono è volutamente sporcato, in questo risiede il fascino della canzone.
Direi che motivi per ascoltare l’album ve ne ho dati.
Vi dico che vi troverete tutti i testi delle canzoni in una grafica stupenda e un omaggio intenso alla E-Street Band che culmina con un ricordo molto toccante del buon Dan Federici, davvero molto toccante. Poi come da buona ultima tradizione c’è un bel dvd con tutto il backstage, insomma noi fan del Boss possiamo dirci davvero soddistatti. Mi chiedo come riesca a trovare gli stimoli per cantare e scrivere a così alti livelli.
Vi regalo un ricordo personale che forse aiuta a capire il perchè della grandezza del Boss: Milano di qualche anno fa, concerto unica tappa italiana del Boss, stadio S.Siro, siamo in 80.000, arriva un nubifragio, la band al coperto, Bruce sotto la pioggia a vivere la musica allo stesso modo del suo pubblico. Carisma da leader, profondità da Nobel, idee belle, musica…dite un pò voi…
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il 5 Febbraio 2009 alle 18:31 dice:
Complimenti sinceri per la bellissima recensione del nuovo album di Bruce, Pablo! E’ talmente appassionata e appassionante che , sebbene l’abbia sempre saputo, mi sono resa ancora più conto di quanto la musica , e quella di Springsteen in particolare, sia importante nella mia vita. Quest’uomo è veramente ispirato dalla Musa e possiede un’energia erculea…
il 5 Febbraio 2009 alle 18:49 dice:
Silvia è davvero incredibile, io pensavo che a un certo punto la vena creativa finisca, invece qui siamo di fronte a un Bufalino o un Camilleri del rock….
E a proposito di erculei dinosauri ti dico 2 nomi Mick Jagger e Keith Richards….
il 10 Marzo 2009 alle 17:25 dice:
Stamattina, per motivi di lavoro, sono andata a Cosenza e, visto che nel mio paese non c’è nessun negozio di musica e nessuna libreria ben fornita, ne ho approfittato e ho comprato un po’ di libri e il CD di Springsteen. Al ritorno, in macchina, ho messo sul lettore il cd di Bruce e ho pensato alla tua recensione, soprattutto quando ho ascoltato OUTLAW PETE…hai ragione, vale davvero tutto l’album!
vi si può cogliere l’anima country dell’America - bellissima anche la citazione musicale del film C’era una volta il west- l’anima dell’America della frontiera, dei romanzi di Cormac McCarthy, una vera delizia…..
il 11 Marzo 2009 alle 17:37 dice:
Outlaw Pete è davvero fantastica vale quasi tutto l’album e poi The Wrestler è un altro sogno…credo sia il migliore album degli ultimi dieci anni del Boss…il mio cd ha davvero i solchi per quante volte lo ho ascoltato, più lo si ascolta, più ti conquista…