La prospettiva delle cose
Ci sono dei film e delle scene che fanno epoca, che rimangono impressi dentro di noi e che cambiano parte della propria vita, ti insegnano qualcosa con una scena, con una sequenza, con un dialogo…Magari il film nel suo complesso non è entusiasmante ma poi si scopre che dentro è rimasto qualcosa di profondo e grande. Molti di noi ricordano un film per una scena, quello che ricordo e che mi ha insegnato L’attimo fuggente è dentro questa sequenza breve, simbolica e chiara
con questa scena invece ho iniziato a comprendere la forza e la potenza della poesia, me ne sono innamorato profondamente e sono ancora qua a scriverne…
Categorie: Pensieri in Blu, Videoteca Illusionaria

il 14 febbraio 2009 alle 14:20 dice:
Bellissima, Pablo! Se non la scena più “commovente” è una delle più significative del film, almeno per me che adoro capovolgere il mondo e mescolare continuamente le carte per una ricerca continua di significato /i.
Osservare ogni cosa da diversi punti di vista : sembra ovvio, un’idea semplice semplice ma, in pratica, non siamo per nulla abituati a cambiare prospettiva. Sappiamo bene che l’orizzonte è limitato, che occorre salire più in alto per vedere più lontano ma restiamo pervicacemente aggrappati all’orizzonte ristretto del nostro piccolo cerchio di abitudini ( Lentamente muore…) senza curiosità, senza sogni.
Gli insegnamenti del prof. Keating sono un monito non solo contro il conformismo ma anche un invito a non imparare solo aride nozioni scolastiche , a “succhiare il midollo della vita”, ad amare la bellezza dell’agire fine a se stesso, senza preoccuparsi di sconfitta o vittoria… Anche dopo il suicidio di Neil, quando Keating viene cacciato da scuola, i suoi ragazzi non lo abbandoneranno perché ha mostrato loro la possibilità di essere “ liberi “ dalle varie pastoie della nostra cultura fangosa . E l’esercizio della libertà è una lezione di vita talmente sublime che difficilmente si può imparare tra i banchi di scuola .
il 14 febbraio 2009 alle 14:48 dice:
Mi era sfuggita la mirabile scena della poesia…
….Il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo verso?
Capisco che questa parte del film abbia fatto suonare le tue corde più sensibili ….( io l’ho visto un’infinità di volte e mi scappa sempre qualche lacrimuccia).
Robin Williams in questo film è davvero in stato di grazia e la sceneggiatura è degna della sua bravura.
il 14 febbraio 2009 alle 16:25 dice:
Dai diciamoci la verità, è un film straordinario, è pieno di spunti per riflettere e pensare, è uno di quei film che ti lascia qualcosa dentro, che quando esci dal cinema sei diverso, poi lo rivedi e ti comunica di nuovo qualcosa…Sono davvero pochi i film che hanno questo effetto, faccio fatica a ricordarne più delle dita della mia mano…
Le 2 scene che ho messo sono quelle che adoro di più, perkè sintesi del mio essere, cerco sempre di mettermi in un punto di vista differente e cerco di ragionare in modo opposto, la geografia come mezzo per cambiare la propria storia…e poi quella della poesia è stupenda, credo che lo sceneggiatore parli di poesia ma quello che lui sottende è l’arte in genere, sia un modo di dire che chiunque può provare a fare arte e che l’arte non possa mai essere ingabbiata in uno schema
il 14 febbraio 2009 alle 18:18 dice:
Certamente, Pablo, penso anch’io che il magnifico, appassionato discorso di Keating possa andare oltre la poesia ( che, per sua natura, “non cerca seguaci , cerca amanti”) ma all’arte tutta.
Vorrei osare ed estenderlo alla Vita che , anch’essa , non sopporta o non dovrebbe sopportare gabbie di alcun genere…
il 14 febbraio 2009 alle 19:53 dice:
Sai che ci pensavo pure io, secondo me nel discorso di Keating c’è proprio un inno alla vita, è come un incitamento a vivere in modo intenso, a vivere per lasciare una traccia di se, che non sia il successo futile, ma uno duraturo, come solo l’arte può regalare