Al mare o anche no…
Un noto editore palermitano ha organizzato per la festa dell’amore un concorso su Facebook con racconti brevi e inediti…ha vinto un racconto sul mare…quindi sul nostro blu…non so se l’autrice sia d’accordo però tutti gli scrittori sono un pò vanesi e quindi credo che le farà piacere vedere il suo racconto anke sulle pagine del nostro blog…lei si chiama Francesca Tortorella non so nulla e spero che voglia partecipare alle nostre pagine, sarebbe ospite graditissima
“AL MARE O ANCHE NO” DI FRANCESCA TORTORELLA
Anche se è inverno ho voglia andare al mare con te. Perché non mi ci porti? Se c’è vento possiamo rimanere in macchina e commentare insieme i danni causati dalle mareggiate di questi giorni. Contare i metri di spiaggia che non ci sono più e ricordarseli a memoria. Intanto, di vento non ne soffia, ma dobbiamo sbrigarci. Quando il mare si calma è il momento di andare a cercare le conchiglie. Con un ramo di canna, o un legno modellato dalle onde, basta rimestare nel tappeto di alghe secche e detriti riversati a pochi passi dalla riva. Nel punto in cui i granelli di sabbia iniziano a diventare pietre rotonde e ceramiche di bagno smussate, ci deve abbassare per essere certi di non aver visto male, essere sicuri che non sia uno scheletro di granchio, o un sughero arso dal sale, ma che sia proprio una conchiglia, una patella o magari, che gioia, una stella marina. Mi piacerebbe metterla in tasca, avvolta in una bustina delle sigarette, e pensare di trovarle un cassetto tra quelli del mobile per la biancheria di mia nonna: e quando abiteremo insieme, nell’appartamento che guarda il mare, ti chiamerò amore con tante o e ti chiederò la tovaglia con le fragole e le mele per apparecchiare il pollo arrosto con la maionese, tu la troverai e immagino che sorriderai e che ricorderai di nuovo di quella volta che non c’era vento e mi hai portato al mare. Quando siamo stanchi possiamo sederci su una panchina gialla,una di quelle messe in fila ed equidistanti, sul terrazzo di prato affacciato sullo stretto, e ti giuro che a nessuno darà fastidio il fatto di volermi sedere sulle tue ginocchia, e forse non darà fastidio neanche a te se arrivo a baci alle tue orecchie per poi tirartele e ridere sotto il sole senza vento. E quando farà bel tempo, sul pelo del mare potremmo tirare le pietre piatte, sdraiarci un po’, anche vicino ad una barca a righe rosse e blu, e tu potresti girarmi una sigaretta di tabacco mentre ti lego i capelli. Non ci sarà troppo bisogno di parlare, perché la bocca servirà ai sorrisi e ai baci molto piccoli, oppure sarà impegnata a mangiare il gelato di pistacchio e mandorle, che io preferisco al cioccolato. Portami al mare almeno ogni domenica, e se non puoi, dimmi che avresti voluto farlo, perché a me non importa, tanto so che andremo la prossima volta: e porteremo una bottiglia di vetro per riempirla d’acqua salata, per avere un po’ di mare tutti i giorni, un litro accanto al giradischi, e poi sarà più divertente notare quanto è bello stare insieme ovunque sia. Come se non lo sapessimo. Ovunque e in qualunque stagione, è così.
Categorie: Piccoli Scrittori Crescono

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