Prima di partire per un lungo viaggio…

…che cosa fate prima di partire? come preparate il vostro bagaglio? ci sono tanti modi di affrontare un viaggio:

Io partirei con un piccolo bagaglio e comprare tutto nella meta del mio viaggio. Nella valigia però devo assolutamente trovare il posto per un cappotto blu, credo sia il modo migliore di riparsi e coprirsi, il blu va bene in ogni occasione. Non dimenticherei certo di mettere un costume per nuotare e gli occhialini, ci sarà sempre una piscina o un mare meraviglioso dove poter nuotare. I miei fidi occhiali da sole, con cui mi sono sempre tramutato in corsaro di terra.

Vorrei partire in treno, andare senza meta, guardando il paesaggio che si rincorre dal finestrino, sicuramente avrò portato con me un bel block notes a quadrettoni, con una biro a inchiostro, potrò appuntare tutto e magari se sono ispirato verrà fuori pure qualche bella poesia.

Il mio miglior amico in viaggio sarà il mio fido ipod, prima di partire avrò cura di caricarlo per bene, sicuramente non mancherà The Dark side of the moon, per tutte le volte che vorrò chiudere gli occhi e sognare. Ci sarà Nebraska del Boss, per tutte le volte che vorrò fare l’autostop lungo una strada provinciale. Bob Marley per quando sarò sdraiato sotto il sole a cullarmi con il profumo del mare.

In una tasca avrò sempre la mia piccola digitale, per cogliere e riportare gli istanti più intensi del lungo viaggiare. Ma avrò accuratamente dimenticato il mio cellulare, sul tavolo della cucina giusto poco prima di partire.

Nella mia borsa ci saranno solo due libri: i versi del capitano, in ogni viaggio della mia vita, ho avuto con me la stessa edizione con la copertina sdrucita, guida della patagonia, perchè sarà la meta finale del mio viaggio.

Ps

Un grazie speciale a Raffaele che con il suo post mi ha dato questa idea, mi piacerebbe sapere come vi preparate a un viaggio in cui siete liberi di decidere la meta  e la durata

6 commenti in “Prima di partire per un lungo viaggio…”

  1. Mi piace quello ché hai scritto hai fatto secondo me lo specchio di ognuno di noi

  2. Carissima Carmen, bevenuta nei pensieri in blu, ma non pensi che tu aggiungeresti qualcosa di tuo a questo viaggio o bagaglio, qualcosa da cui difficilmente ti separi…

  3. Meta: il Grande Nord o il Grande Sud ( Patagonia)
    Mezzo : treno + bici
    Bagaglio : come prima cosa taglierei i capelli come una monaca tibetana poi prenderei il mio vecchio zaino della Ferrino e inizierei a riempirlo con l’indispensabile per l’ igiene personale ; due paia di pantaloni (sai quei pantaloni che all’occorrenza diventano calzoncini e bermuda ,tramite chiusure lampo?) , un paio di magliette “tecniche “, una giacca a vento con l’interno sfoderabile; una felpa di pile , un paio si scarponcini da trekking e un paio di birkenstock corredati da tre paia di calzini da sport; il telo da doccia peserebbe un paio di centinaia di grammi ( tipo panno di daino per auto), spille da balia da usare anche come pinze per il bucato, il mio sacco a pelo piccolo e leggerissimo che tollera i –10° ; moleskine, matita e penna, piccolo dizionario d’inglese. Mi accompagnerebbero due libri : La Divina Commedia e Don Chisciotte. Il mio zaino, compresa la tara, peserebbe poco più di 5 kg ( non baro : due anni fa ho fatto il percorso per Santiago de Compostela e ho viaggiato così) . Niente cellulare o altro …solo una piccola agenda con indirizzi e la speranza di incontrare tanti internet point (in effetti li trovi dove meno te li aspetti…) . Dimenticavo la mia maschera da sub a pinocchietto alla quale non rinuncerei mai…il resto posso affittarlo!

  4. ma insomma qui stiamo parlando con un esperta e navigata viaggiatrice…lo zaino Ferrino è quello che più mi ha colpito, nella mia generazione c’è solo uno zaino: Invicta!!!

    Il Don Chisciotte è la lettura per la vita, credo possa andare bene in ogni stagione della propria esistenza, c’è davvero tutto e ogni nuova lettura dà un nuovo spunto. E’ davvero un libro senza tempo

  5. Partirei verso una località di campagna, dove sia ancora possibile fare una passeggiata la sera, e dove la mattina l’aria che respiro sia ancora pura e incontaminata. Partirei in treno, perchè mi piace farmi trasportare, e lascerei ben custodita la mia auto con la quale si è sviluppato un rapporto di amore-odio.
    Nel mio bagaglio, uno zainetto tipo Mary Poppins, porterei un paio di scarpe da tennis, da potere mettere per delle lunghe passeggiate; un scatola di sigari da potere fumare all’aria aperta, guardando un tramonto, in assoluta solitudine, per non disturbare chi mi sta accanto; porterei il mio lettore mp3 con dentro tanta buona musica (De Gregori, Gaber, Beatles, Blur, e tanta musica italiana); una biro con la mia inseparabile Settimana Enigmistica; poi porterei “Educazione di una Canaglia” di Edward Bunker, che sto finendo di leggere; la mia agendina telefonica e un telefonino di cui sconosco il numero per potere chiamare gli amici di un tempo ma non essere reperibile da nessuno.

  6. Che dire caro Occhio, il tuo viaggio mi porta alle atmosfere di Tom Sawyer, mi fa sentire tanto ragazzo di campagna. Quando vivevo in Olanda, ho fatto tanti weekend come li hai sognati tu, partivo col treno (la bici viaggiava nell’apposito scomparto riservato ai cicli), arrivavo nelle stazioni meno conosciute e mi lanciavo verso la campagna più ingnota, passeggiavo per ore fino alla prossima stazione, ricorda tanta pioggia, il colore dei campi, un vento freddo, la gioia di stare bene con se stessi.

    Mi ricordo che avevo un walkman, che pesava quasi un kilo, ma a quei tempi sembrava davvero incredibile portare con te la musica che amavi. Invecchio ma amo sempre la stessa musica, ascoltavo sempre del buon rock e lo ascolto ancora oggi quasi quindici anni dopo.

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