Quando il sole picchia in testa

 

 

 

 

Eravamo sulla fine del 1995, un anno di belle speranze per giovani universitari, dopo aver collaborato con alcune redazioni locali e nazionali, con un amico ci viene una folle idea: fare un giornale del tutto nostro! Ho l’onore di sceglierne il nome e il timone redazionale, Pathos, i lettori dovevano essere rapiti dalle emozioni, entrare in ogni parola e sfogliare le pagine con ingordigia. Progetti sempre grandi quelli che hanno i giovani. La redazione è semplicemente strepitosa, possiamo disporre nelle ore notturne di una scuola di formazione del padre del mio socio, il buon Marco. C’è solo un piccolo problema, siamo in due e le pagine del giornale sono davvero tante. Quindi iniziamo a cercare collaboratori. ll primo che ci risponde si chiama Andrea, Andrea Lombardo, mi dice che non ha mai scritto per un giornale, ma che ama leggere e soprattutto scrive poesie. Ottimo biglietto da visita, in fondo cerchiamo solo persone che hanno passione per un progetto, le capacità si affineranno con la pratica e il talento a volte è figlio della passione.

Pathos vive di grandi sogni, picchi e declivi, ma siamo pienamente soddisfatti, è un giornale fatto con passione, con instancabile lavoro e tanta dedizione. Chi ci ha buttato dentro sempre grande entusiasmo è proprio Andrea, colonna portante del nostro umore editoriale.

Passano gli anni e il tempo incanala le passioni, Marco è un redattore del giornale di sicilia, io mi diletto ancora tra romanzi, poesie e giornali e Andrea? Andrea è poliedrico (avevamo visto bene in lui) dipinge, fa fotografia creativa e scrive sempre, ma scrive di arte.

Con grande orgoglio, l’ho convinto a esporre le sue foto, qui ne trovate una piccola anteprima, il resto invece vi aspettano sabato 30 maggio (dalle 20:00 in poi) all’Exclusive di via Imperatore Federico 114/a 90143 Palermo. Il titolo della mostra è Quando il sole picchia in testa…Vi spiego il perchè con le parole dello stesso Andrea Lombardo:

“Quando il sole picchia in testa…”

gli oggetti non ricordano più chi sono,

il re e la regina degli scacchi credono di essere sovrani in carne ed ossa e vanno ad affacciarsi dal frigorifero, nel posto dove solitamete si trovano le uova.

i libri vorrebbero essere bevuti d’un fiato e si mettono al posto delle bottiglie.

le mollette si mettono al posto della carne.

sarà stato forse il caldo?

nessuno si ricorda chi é

o anche gli oggetti vogliono essere altro da sè?

Ps  Mi ha promesso, come ricompensa all’esposizione che scriverà qualcosa anke per il nostro blog, per mantenere ancora il pathos che ha in sè.

 

Lascia un commento

Connettiti tramite Facebook

*