U2
La nostra storia inizia in un pomeriggio di febbraio, nella mia casella mail trovo un messaggio di mio cugino: ha 4 biglietti per vedere gli U2! Vuole sapere se mi va di partire per Milano, per vedere Bono e soci, non finisce neppure la frase che già la mia presenza è confermata. Nel giro di appena 5 minuti, definiamo la squadra per il concerto, vengono pure due amici di grande esperienza concertistica. Siamo davvero un bel team con all’attivo tanti e tanti super concerti, nel nostro palmares ci sono nomi di un certo calibro, Pink Floyd, Rolling Stones, Santana, The Boss, Elton John, Rem, Muse, Depeche Mode…
Con gli U2 penso che completerò il mio vuoto, con loro credo che avrò visto davvero tutto il meglio della musica dal vivo, ora avrò un unico rimpianto, dovevo nascere prima per vedere i Led Zeppelin. Ma questa è un altra storia, forse avrei dovuto nascere prima per vedere partecipare al ‘68, per andare a Woodstock, però se penso che avrò tanta vita e tanta musica davanti a me, credo che va bene essere nato nel mezzo degli anni ‘70. Credo che il mio grande amore per la musica venga proprio dall’essere nato in quegli anni.
Per prepararsi per bene al concerto compro il nuovo album, che onestamente non è all’altezza dei precedenti, però gli U2 dal vivo mi faranno cambiare idea, ne sono sicuro. In fondo basta un acuto di Bono e ogni canzone diventa sogno.
A Palermo impazza la caccia al biglietto, introvabili, siamo 4 eletti, guardiamo tutti dall’alto in basso, noi siamo quelli che andremo al concerto. Ticketone mette il tutto esaurito in poche ore, i fan sono delusi e i bagarini felici. Noi siamo strafelici. Gli amici quasi ci chiedono un autografo, noi siamo gli eletti che andranno al concerto, mica gente di poco conto.
Passa il tempo, si programmano ferie e appuntamenti, si lavora, lentamente cresce la voglia di concerto, in tutto quello che si fa c’è sempre un sogno di fondo, un sogno di nome U2. Il 7 luglio sarà la data che aprirà la porta verso l’infinito, la porta verso la grande musica, tutto volerà via quando saremo a San Siro, preoccupazioni, delusioni, rogne, saranno pensieri davvero troppo piccoli al cospetto della grande musica.
Si parte! Destinazione Paradiso. Arriviamo a Milano il giorno prima del concerto, vogliamo arrivare la mattina presto per prendere un buon posto al concerto. Scegliamo quindi un bel volo low cost, dove anche le hostess sono in formato low cost e i salatini costano quanto una buona pizza a Palermo. Ci assegnano al gruppo B, sostanzialmente siamo gli sfigati che si imbarcheranno per ultimi e che prenderanno gli ultimi posti dell’aereo. Tuttosommato non ci importa poi molto, in fondo noi l’indomani saremo sotto il palco a sentire gli U2, altro che gruppo B! Noi siamo gli eletti!
Anche nel pullman che ci porta dall’aeroporto a Milano, siamo gruppo B, infatti rimaniamo in piedi in autobus, scopriamo che Malpensa è maledettamente lontana dalla città, in Italia i soldi si spendono proprio male, ma in fondo che ci importa, noi vedremo gli U2.
Il nostro albergo è vicino a San Siro nel senso milanese del termine, saranno cinque chilometri a piedi, ma in fondo si possono fare per un grande concerto.
E’ mattina, piove come non mai, città paralizzata, notiziari parlano di nubigrafagio e concerto a rischio, mio cugino decide, va anche sotto la pioggia torrenziale, vuole la pole position ai cancelli. Io decido che in fondo sono un uomo fortunato, andrò con il mio amico più tardi e troveremo un posto sotto il palco, la fortuna aiuta gli audaci. Il tempo lentamente migliora, faccio così il vip in via Montenapoleone, dove scopro che anche un paio di mutande è decisamente fuori dalla mia portata. Nel frattempo arriva un sms - Cucì sono sotto il palco! - mi devo dare una mossa, può essere che poi la fortuna non mi aiuti come spero.
I mezzi pubblici funzionano bene, arriviamo senza grandi problemi alla Scala del Calcio, trasformata in tempio della musica, anche se 78 decibel per gli U2 sono davvero pochini, sui giornali non si parla d’altro, sembra che la buona musica lascerà per questo vincolo San Siro. Entriamo nel prato, il palco è un astronave posta al centro del prato, la cornice degli spalti è una muraglia di gente, sarebbe davvero un peccato che San Siro perda la buona musica.
Siamo audaci e fortunati, quindi, finiamo in ottima posizione, vicinissimi al palco, l’astronave della buona musica ci agevola davvero nella nostra missione. Gli Snow Patrol aprono il concerto, sono una scarica di adrenalina pura, tanto bel rock, bella voce e ottima chitarra. Ci fanno decisamente gasare, siamo pronti per Bono e compagni. Un delirio di palloncini ci toglie la vista dell’ingresso sul palco dei nostri beniamini, ma li sentiamo, sono loro, sono gli U2, sono arrivati, lo show ha inizio!
Si parte con una canzone del nuovo album, l’acustica non è proprio perfetta la batteria è sopra la voce di Bono, ma siamo lì a un passo da questi mostri sacri, tutto perde importanza. Si vola con la musica, si torna al passato, al grande passato degli U2, I still haven’t found what I’m looking for, è il delirio, la canta lo stadio! Poi arriva la mia canzone preferita, Angel of Harlem, è pazzesca, Bono l’aveva scritta per Jacko e per ricordarlo fa pure il verso al Re del Pop, è un emozione profonda. Ma siamo solo all’inizio delle grandi emozioni. Ascoltare la chitarra di The Edge, vedere Adam Clayton che fa il figaccione con il basso, Larry Mullen che fa urlare la batteria e su tutti Bono che si lancia con i suoi proverbiali acuti, sono emozioni che non troveranno mai giuste parole, sono emozioni che lasciano ricordi eterni.
Stand by me! e chi se lo aspettava? pazzesca! Cover stupenda. Il pubblico degli spalti, inzia l’ola, la terra trema, San Siro è al suo record assoluto, siamo 77.000, mai nessuno come gli U2, neppure il Boss aveva portato tanta gente.
Ma la nostra posizone è davvero invidiabile, siamo sotto il palco, già pensiamo alle foto da far vedere ai nostri amici. La musica ci fa ballare, danzare, muovere, pogare, non si riesce a capire quale sia la canzone più bella, Pride (in the name of love), Ultraviolet, Where the streets have no name…difficile scegliere.
Bono attacca Berlusconi, dice che rispetta l’uomo, rispetta il partito, ma non rispetta il ministro che non mantiene le sue promesse, è di nuovo il delirio, sta per venire giù lo stadio (capisco che anche se siamo a Milano, San Siro è cosmopolito, veniamo da ogni parte di Italia). Difatti il nostro primo ministro si era impegnato a cancellare il debito verso i paesi poveri, testimoni della promessa fatta, Pavarotti e Jovannotti. Ma come spesso accade al nostro primo ministro, la promessa non riesce a rispettarla. Quindi Bono, gli fa un regalo, gli dedica One. In Sicilia diremmo che gli ha lavato la faccia, regala qualcosa di tuo per far rispettare una promessa.
Quanti amori sono nati sulle note di One, quante promesse sono state fatte con questa canzone, quante compilation per la propria/o amata/o, insomma è una canzone che ha fatto la storia della musica. Mi ricordo che comprai Achtung Baby il primo giorno che fu pubblicato, One, mi prese al primo ascolto. Entrò subito in me e non ne è mai uscita.
Il momento più emozionante del concerto è sulle note della nuova Walk On, dedicata al premio Nobel per la pace Aung San Suo Kyi, che da oltre quindici anni vive rinchiusa nella propria dimora. Gli U2 si stringono attorno al bongo di Larry, mettono su una performance straordinaria, sul palco intanto sfilano fortunati concertisti che sul viso portano la maschera di Aung San Suo Kyi.
Leggete le parole e capirete l’emozione che vi poteva essere in quel momento.
http://www.occhione.net/walkon.htm
Il concerto si chiude con un’altro pezzo intramontabile, With or without you, non credo di poter trovare mai parole che rendano quello che ci ha comunicato questo concerto e questi personaggi, vi auguro solo di vivere emozioni grandi, da artisti grandi, che non sono grandi solo per la musica che fanno
Categorie: Pensieri in Blu

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