Neruda e il mare
Il mare è un elemento profondo della poetica di Neruda, entra spesso nelle sue opere, si sente quasi il sapore salmastro del pacifico leggendo l’Ode ai denti del Capodoglio.
Il mare che ama intendere Neruda è un mare diverso dal Mediterraneo, è un mare che profuma di oceano, un mare che ha suono e voce di tempesta, è un corpo animato, un compagno di vita e di morte.
Quando Neruda arrivo a Capri, esiliato dalla sua patria ingrata apprezzò il lato romantico del nostro mare, la sua dolcezza e la sua delicatezza. Durante quella vacanza scrisse il libro che io preferisco, I versi del capitano, tutte le volte che parto questo libro esce dalla libreria e si infila nel mio bagaglio, la copertina è ingialliata e inizia ad accusare i primi cenni di vecchiaia. Ma le pagine col tempo crescono nella loro intensità, più passano gli anni e più lo apprezzo. Come diceva un uomo a cui la cultura italiana deve tanto, Luigi Spadolini, la cosa più bella è rileggere un libro che si ama.
Girando per internet ho trovato questa foto molto rara, ritrae Neruda in riva al mare in versione decisamente ludica e spensierata, ci regala un’immagine molto lontana dai nostri retaggi e molto vicina a quella del film Il postino, avevo piacere di condivederla con tutti i miei buoni lettori, per augurargli di divertirsi in spiaggia.
Pablo
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