Dolcissima Francesca


Dolcissima Francesca,

ti vorrei dire che la tua lettera mi ha sopreso, che sia arrivata come un fulmine a ciel sereno all’interno della mia vita felice. Vorrei dirti che mi sono dimenticato il tuo nome, che non so più chi tu sia, vorrei dirti che ho stracciato le tue parole, che il mio orgoglio ne ha fatto coriandoli per bambini. Vorrei scriverti che la tua lettera ha centrato la mia più assoluta indifferenza. Le bugie però non ho ancora imparato a raccontarle. Ho sempre aspettato che tu mi scrivessi. Ogni giorno che ho aperto la posta speravo che arrivasse una tua lettera, speravo che una stella ebbra di sogno, piroettasse all’indietro verso la sua felicità passata. In amore l’attesa è una costante, ci sono attese lunghe e attese vane, ma l’amore è un attendere, si fanno passi lenti, oppure veloci, ma si deve aspettare. Perché nell’attesa c’è il rispetto verso il tempo di chi amiamo. L’amore è fondamentalmente rispetto. Non voglio raccontarti della mia vita, non voglio dirti cosa ho fatto lungo questi lunghi anni di attesa, sappi solo che sono stato coerente al mio essere. Ho continuato a innaffiare le mie piante, a girare la domenica in vespa lungo le vie di Roma, ad andare da qualche antiquario in cerca di libri antichi e dimenticati. Ho vissuto con rispetto di me e della mia essenza. Ma credo che in fondo a ogni cosa che facessi ci fosse la tua delicata assenza. Nel mio vivere ho continuato a paragonarmi ai tuoi sogni e alle tue dolci manie, vi ho tenuto fede anche quando non sei stata più con me. Il tuo modo d’essere è entrato in me nel momento esatto in cui hai deciso di uscire dalla mia vita. Sai quanto ho detestato i tuoi campioncini profumati, le tue mille creme e dolcezze per il viso, eppure oggi il mio bagno è pieno degli stessi oggetti che ti nascondevo e che segretamente ti buttavo nell’immondizia. In questo momento immagino l’espressione allibbita del tuo viso, credo che i tuoi occhi andranno all’indietro alla ricerca di campioncini perduti, credo che dirai per me una parola che ho sempre amato, mascalzone.

Le tue parole sono state come gocce di malvasia, un nettare gustoso e profumato che assapori freddo e che lo centellini a poco a poco, credo di aver letto e riletto la tua lettera per un giorno intero. Ogni volta che iniziavo a rileggerla mi perdevo in sogni e rimpianti perduti. C’era un immagine che era fissa nella mente, il sud della nostra Rodi. Eravamo io e te in una spiaggia ventosa e solitaria, in lontananza windsurf e gabbiani, cercavamo di stare sdraiati, ma il vento ci gettava la sabbia in faccia come se fosse un gioco di bambini, eravamo confusi e sporchi. Sembravamo due bambini sperduti. Abbiamo iniziato a giocare con la sabbia, abbiamo iniziato corse folli lungo la battigia. I bimbi che vivevano in noi avevano preso il sopravvento sul nostra timida ricerca di maturità. In quel momento ho capito che eri un pensiero libero, che avresti potuto liberare i miei pensieri. C’è qualcosa che non sai, prima di andare via mi sono riempito una bottiglia di plastica con quella sabbia fine e delicata, con quella sabbia pregna del nostro essere, quella sabbia ha sempre fatto parte di me. Mi ha seguito lungo la mia vita e ora mi guarda dalla mia libreria che ti scrivo questa lettera. Voglio donarti un po’ del nostro sogno passato voglio che i granelli di sabbia ti portino il mio essere sul tuo scoglio incantato. Mentre ti scrivo mi viene il dubbio di essere completamente pazzo ed ubriaco, ma so di scrivere all’unica persona che mi capisce.

Amore torno da te!

Tuo Marco

 

4 commenti in “Dolcissima Francesca”

  1. perchè tornare? … tutto è perfetto, ma il “torno da te” è una visione devastante …

  2. Perchè dovresti leggere la lettera di Francesca a Marco…

    http://www.pensierinblu.com/blog/2009/01/26/le-parole-che-non-ti-ho-mai-detto/

    Fanno parte del romanzo che sto scrivendo, sono dei frammenti…girando per il blog ne troverai altri..spero che poi tutto nel romanzo funzioni bene

  3. Sei a buon punto con il nuovo romanzo?
    Ho sempre sbirciato velocemente nei Pensierinblu ma la stanchezza, le tante cose da fare sono diventate un deterrente fortissimo anche per scrivere due parole…

  4. mi hai fatto un pò preoccupare con la tua assenza…ma l’estate è davvero convulsa…anke io ho sempre meno tempo, tante idee ma poco tempo…ma vado avanti con il romanzo, nasce bene…mi piace….

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