Settembre

Arriva settembre, mese di programmi, mese di grandi promesse (vado in palestra, inizio la dieta, si deve risparmiare…), mese di vendemmia, mese in cui convivono due stagioni. Di settemre si ha noia perchè si comincia a lavorare, perchè rinizia la scuola, perkè finisce l’estate, insomma, ci sono tanti buoni motivi per odiarlo. Sarà ma io amo settembre, è sempre stato fonte di ispirazione per poesie, per scrivere un capitolo di romanzo, per sognare con la prima pioggia. Sono diverso lo so. Ma come dice una buona amica a settembre, tutto è sospeso nell’aria, nella sospensione ci sono solo energie da raccogliere.

Amo i colori cangianti, amo il mare che confonde la sua anima nel vento di settembre. Mi piace sognare di essere un pittore in cerca di ispirazione su una spiaggia desolata con gli ombrelloni chiusi.  Penso ad OceanoMare di Baricco. Penso a scrivere qualcosa di nuovo. Ma forse sarò rapito dal mio lavoro, dalla blindatura del mio ufficio e non vedrò i colori cambiare e il mare divenire. Però, so che il cambiamento ci sarà, lo immagino e lo sento parte di me.

Vorrei di nuovo vendemmiare e godere delle gioie dell’uva e dei buoni amici; vorrei scrivere sulla sabbia le mie poesie; vorrei cercare legna per il mio camino e gustare le prime castagne; penso ai fichi d’india e al loro sapore settembrino, dolce e maturo; penso alle belle aricciole che finiscono tra le reti…

In bocca al lupo per tutti i vostri inizi e per tutti i vostri progetti!!!

6 commenti in “Settembre”

  1. Adoro settembre, è il mese che racchiude i ricordi più belli della mia vita … e poi introduce l’autunno … una magia di colori e sapori e odori

  2. …e a questo punto siamo tutti curiosi…che ricordi belli ci sono legati a settembre?

    io ricordo una pescata dalla riva del mare in tempesta, insieme a un cugino più grande…ricordo il sapore di quell’aricciola che ho pescato…

  3. Io ricordo le vacanze con mio padre …

  4. Sai che sulla pagina di Repubblica dedicata a Palermo è uscito un articolo su Settembre, secondo l’autrice i siciliani odiano Settembre…secondo me non è poi così vero…

  5. Più che odiare o amare, settembre mi sembra un mese che confonde….lacrime che non riescono a scorrere e sorrisi che non si distendono pienamente, un mese carico di nostalgia-che a me ricorda un po’ la saudade brasiliana.
    Noi del sud siamo anche fortunati per lo scampolo d’estate che ci viene regalato…una bonus track inattesa perciò non riesco a credere a quello che hai letto su Repubblica….sarà il solito vezzo meridionale di lamentarsi sempre.

  6. ..settembre un mese che confonde, bella come immagine e come idea, probabilmente è vero…ma tra confondere e odiare ne passa davvero…cmq vi propongo il testo dell’articolo (è divertente e ironico):

    Perché il siciliano odia settembre M
    Repubblica — 06 settembre 2009 pagina 1 sezione: PALERMO

    MENTRE i milanesi, anche se non lo ammettono, adorano la ripresa del lavoro, un siciliano autentico odia il mese di settembre. È settembre, infatti, il momento dell’ anno in cui rimandare è più difficile. È il terribile periodo in cui si stendono davantia tutti almeno nove mesi continui, pienamente lavorativi, per cui è più difficile trovare appigli per procrastinare le questioni che non si ha voglia di affrontare (cioè tutte). D D a maggio, al contrario,è fantastico. “Ormai se ne parla dopo l’ estate” è una formula magica, che ci consente di cullarci beatamente nella fase che ogni siciliano preferisce: quella di mezzo. Non la fase iniziale, con la fatica intollerabile legata al progetto, alla partenza, alla necessità di stendere planning, prevedere budget, tutte imprese (e parole) che un vero siciliano nel suo cuore odia. Non la fase finale, la conclusione, che peraltro in Sicilia tende a non arrivare mai. Il siciliano odia iniziare. E odia anche finire. Quella che adoraè la beata, deliziosa fase dei lavori in corso, in cui ci si può illudere che le cose si stiano semplicemente muovendo da sole. Si possono prevedere, o meglio immaginare, varianti, sognare alternative. Ci si può abbandonare più facilmente al corso della corrente. Si possono fare promesse che non verranno mai mantenute. «Faremo… andremo… compreremo…» una bella muraglia di torridi mesi estivi davanti a sé è la migliore assicurazione che non siamo di fronte a progetti, ma a miraggi. Che è così gradevole contemplare. Settembre, invece, incalza. È il mese del redde rationem. Bisogna decidersi a far cambiare lo scaldabagno. Bisogna far imbiancare le pareti di casa (“Nicola, non possiamo più andare avanti in questo modo, è una vergogna! Quando qualcuno viene a trovarci che figura ci facciamo?”). Bisogna scegliere l’ asilo o la scuola per i figli (“Ho parlato con la cognata di Anna, mi ha detto che dalle suore l’ anno passato si sono trovati benissimo”). Bisogna cercare una stanza in affitto per il figlio che va a studiare a Milano. Bisogna decidere se prenotare la crociera per le vacanze di Natale (“Ma perché non ce ne restiamo a casa nostra?”). Certo, ci si può aiutare con il consueto completo giro di telefonate ad amici e parenti, chiedere e soprattutto raccontare come sono andate le vacanze (“Bellissimo, guarda, quest’ anno la spiaggia era vuota, un silenzio, una pace…” e qui la fantasia, magicamente, cancella di colpo dalla realtà diverse centinaia di ombrelloni tutti in una volta, senza parlare delle schitarrate notturne e degli schiamazzi sulla spiaggia di Mondello durantei bagni di mezzanotte). Un’ eccezione è rappresentata dalle madri di famiglia, che invece amano settembre per motivi opposti: finalmente rincomincia la normalità, la quiete, il tran tran. Non ci sono più partenze, spostamenti, pranzi sulla spiaggia (con i due metri cubi di vettovaglie regolamentari). I figli non volano più dall’ altra parte del mondo, almeno per un po’ . Per tutti gli altri, una possibile strategia di difesa è concedersi ancora un piccolo periodo di vacanza, in modo da poter rimandare almeno a dopo il ritorno: “Sì, sì, ne parliamo dopo Sferracavallo”. E soprattutto, ci si può consolare pensando che in fondo tra solo un paio di mesi si potrà incominciare a rimandare tutto a dopo Natale. Ma nel frattempo, a settembre, è dura. – NATALIA MILAZZO

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