La matematica emotiva

- Giulia piccola di papà, sei tornata a casetta tua?-
- Non ho voglia di parlare.-
- Dammi la valigia piccola mia, te la porto nella tua cameretta. Sai che è tutto rimasto uguale? Mamma ed io non abbiamo mai voluto cambiare niente. Tanto..-

A quel tanto la sua amica Francesca sarebbe forse scattata, tanto lo sapevamo che saresti tornata? Ma perché mi volete così male, perché non credete in me? Ma Giulia stava vivendo l’insensibilità, lascio scorrere quel tanto come se non lo avesse mai udito.

- Giulia di mamma tua,vieni fatti abbracciare!-
- Mamma cara.-
- Non mi dire niente, le cose brutte è meglio non dirle-
- Ma…-
- Mamma tua domani ti porta a fare shopping in centro, ci sono tanti bei vestiti, molto meglio di…-
Molto meglio dei quattro stracci che ti faceva indossare il tuo Vicio? Ma che ne sai tu di cosa veramente mi piace, di quali sono i miei gusti? No era davvero difficile da pensare e da dire, molto meglio lasciare scorrere, lasciare che chi sa cosa è meglio potesse decidere per il meglio. Non voleva contraddire nessuno, sentiva di non volere dire più nulla al mondo, voleva stare in mezzo alla gente senza disturbare, senza partecipare. All’inizio della sua insensibilità c’era Vicio e una sorta di vicinanza emotiva, pensava che vivevano lo stesso stato d’animo, si sentivano unita a lui anche nella divisione.

Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Forse l’amore non finisce mai. Sopravvive all’epoche, al razionale, alle delusione, ma è sempre là, ospite silente della vita. Alla fine si è somma degli amori vissuti e moltiplicazione delle emozioni ricevute, la vita lentamente ci sottrae il candore e maledettamente disperde e divide i sentimenti in più direzioni.

- Giulia cara stasera vengono a cena Michele e Cinzia, viene anche Sergio. Ti ricordi il piccolo Sergio? Giocavate insieme da piccini? Sai che bel ragazzo si è fatto? Ah ma proprio un bel ragazzo.-
- Davvero Mamma, sarà bello incontrarlo.-

Hai deciso che lui sarà l’uomo giusto per me, non occorre incontrarlo, parlarci, amarlo, so che come sempre, tu e papà scegliete bene per me, invece io non ho la minima idea di quale sia l’uomo giusto. Ma in fondo cosa ne sapete di me? Non mi importa nulla di camminare in Jaguar, non mi importano marche e firme, credo negli occhi sinceri e profondi, credo nelle emozioni della musica, credo che ci sono persone che si sono prese il tuo cuore e se lo sono portate via per sempre. Credo in amori illogici e disperati, credo negli artisti di strada che dormono ogni sera in una città diversa, che vivono del sorriso della gente e delle loro offerte. Amo i destini che mani d’artista sapiente disegnano nel pentagramma dei sogni. Credo che un bacio come quello di Vicio non tornerà mai. Credo che Vicio non abbia più la voglia di amarmi con la sua energia, penso che nessuno saprà arrivare al mio intimo essere come le mani delicate del mio amato amore. Credo che essere vigliacchi sia una colpa. Non penso di potere amare un infelice. Si Mamma si sono una vigliacca penso e non ho coraggio di dire. Credo che se Sergio è ancora quel bambinetto di allora sarà oggi un vero stronzo, adoro che il caso decida l’amore, ma sono stanca di perdere. Un libro si intitolava Perdere E’ Questione Di Metodo, non so quale sia il mio metodo, ma io perdo sempre. Sono maledettamente stufa di perdere, e allora sai cosa non ti dico, spero solo che Sergio sia meno stronzo di quel che immagino e che non mi picchi mai. Penso che una vigliacca d’amore si meriti questo.

- Hai visto che Sergio ti ha guardato tutta la sera, credo proprio che tu lo abbia ammaliato. Poi con questo vestitino sei proprio irresistibile.-
- Si Mamma, mi ha chiesto il numero di telefono per andare a bere qualcosa una di queste sere.-
- Figlia mia, ti dico solo che suo padre è il presidente dell’Associazione industriali…-
- Non lo sapevo papà.-

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