Notte al pronto soccorso
Dopo un pò di tempo, con mio colpevole ritardo torno ad aggiornare una delle mie sezioni preferite, Piccoli scrittori crescono (sarà che in fondo ne sono io stesso parte integrante?). Ho delle colpe ma anche delle signori attenuanti, una su tutte, in libreria è difficile poter notare scrittori esordienti, sembra che i librai li nascondano per bene…
Però nella calura estiva ho trovato qualcosa di interessante, Notte al Pronto Soccorso, di Nino Russo. L’Autore è medico di un noto sanatorio palermitano, dove ha prestato in passato servizio nel reparto di massima urgenza per alcuni anni. Il libro ha subito conquistato la mia attenzione, perchè l’anno scorso mi era venuto in mente di scrivere la mia esperienza personale e raccontarla proprio con lo stesso titolo. Però la mia sarebbe stata la visione di un paziente, qui è quella del medico che fronteggia l’emergenza. Direi che ci sono tutti i presupposti per una lettura interessante.
Non me ne voglia il dottor Russo, eppure credo che questo romanzo sia un’incompiuta. Mi spiego meglio, le storie di vita percepite in un pronto soccorso sono molteplici, variopinte e pittoresche, aspetti che l’Autore coglie in pieno, ma non sviluppa sufficientemente non arriva al fondo delle emozioni, si perde in dettagli medici che il lettore tende a saltare. Rimane medico e poco narratore, infatti, immagina poco delle vite altrui, racconta bene ciò che accade nelle stanze del pronto soccorso, ma non quello che viene prima o dopo.
I capitoli sono slegati l’uno dall’altro, il medico descrive una notte, che però è la somma di tante notti di pronto soccorso, la storia più bella è quella del paziente che personalmente accompagna in ambulanza dalle Madonie ad un ospedale di città, c’è dentro l’umanità del medico e la paura della morte del paziente, davvero toccante.
Quello che viene fuori bene è il caos che l’attività di un medico di pronto soccorso deve ordinare, un caos composto da uomini e donne con storie differenti, traumi, urgenze, malasanità e abusi, elementi che viaggiano veloci in linee confuse e secanti.
Direi che è scritto in modo chiaro e semplice, quindi risulta di facile lettura, ma non sempre sono storie allegre a lieto fine, è una notte in cui si salva la vita, ma è una notte in cui c’è anche tanto dolore, vero e profondo.
Ho cercato di essere schietto e sincero, raccontandovi cosa mi è arrivato. Mi piacerebbe ricevere altre recensioni debuttanti per poter alimentare questa rubrica sempre più spesso.
Pablo
Categorie: Piccoli Scrittori Crescono

il 11 Settembre 2009 alle 17:10 dice:
Ho letto anch’io “Notte al Pronto Soccorso”. La lettura è stata piacevole, interessante il punto di vista “diverso”, cioè quello del medico. Noi, poveri utenti, poveri pazienti, poveri parenti preoccupati e spaventati, abbiamo del Pronto Soccorso l’idea che non sia un luogo perfettamente “umano”. Ci sentiamo persi ed incapaci di darci aiuto e di aiutare, spesso non capiamo ciò che accade, non comprendiamo e non giustifichiamo la logica del Risparmio… sulla nostra pelle. Aspettiamo che il medico sia sempre all’altezza, mai stanco, mai impaziente, sempre infallibile. Non è così ed il Dott. Russo ce lo ha ben spiegato.
Diverso è lo scrittore…. E sì! Chiudendo il libro ho pensato: - Peccato dott. Russo! hai perso un’occasione!
L’anonimato mi consente di esprimere la mia opinione sullo scrittore, senza temere …Vendette Trasversali!!!
Sì, penso che non ci sia lo scrittore, manca il guizzo del poeta, manca quel tocco che fa lo scrittore, quella nota in più che ci arriva dentro mentre leggiamo e ci prende e magari ci fa desiderare che quel libro non finisca mai.
Chi sono io? Lo so: soltanto una lettrice.
La mia è una recensione da debuttante.
il 11 Settembre 2009 alle 19:04 dice:
Visto che è un medico del pronto soccorso, quello che rischia sono solo io :-)))) però tra colleghi narratori forse rischio un pò meno…quindi inserisco la critica del mio buon amico Alessandro:
“Ricordati che un medico tratta il paziente e poi lo lascia alle cure prescrittegli,quindi è difficile approfondire per lui eventuali stati d’animo,se non quei unici momenti che vanno dall’ingresso del paziente alla sua (eventuale !) dimissione.
Mi pare esagerato cercare lo stato d’animo di un paziente e del suo dottore durante un emergenza.
Il medico deve trattare con freddezza e distacco per mantenere la calma ,sua e del paziente,con professionalità. se poi riesce addrittura a ricordare qualche tratto saliente della giornata e poi trascriverlo,ebbene per me quel dottore è un grande e ogni suo inconpiutezza può passare…”
Sono contento che ci offre una chiave di lettura diversa, però a rischio di non essere soccorso (anche perchè ho già dato di recente) credo che il prossimo libro sarà migliore di questo per il dott. Russo