Fine di un Amnesia

I programmi indimenticabili, si fanno una volta sola, non ci sono numeri due o bis. Non devono esserci repliche. Mi ero innamorato di questo programma radiofonico. Adoro la voce di Matteo Caccia, mi mancherà ma spero di trovarla in nuove idee. Perchè sono sicuro che le persone inteliggenti sanno rinnovarsi e creare ancora. Sfruttare il successo è facile, replicare ancora di più, creare emozioni uniche difficile, rimanere a lungo nella memoria molto più difficile. Mentre ascoltavo Amnesia pensavo ad un altro programma di Radiodue che è entrato nella mia vita, Alcatraz, quanto mi manca Jack Folla, quanto vorrei che tornasse, ma in cuor mio so che è stato bello così unico e senza moltiplicazioni. Spero che per Matteo Caccia sia lo stesso. Ho letto il suo libro e presto vi metterò la recensione. Intanto vi lascio le parole di Matteo:

ed eccoci qua.

no. non vero.
ci sono storie che hanno un epilogo, e storie che un epilogo non ce l’hanno.
questa fa parte della prima categoria.
questa dell’epilogo aveva bisogno.
ci siamo più volte chiesti tutti qui in redazione come concludere questo programma.
cosa raccontare. come raccontarlo. e soprattutto se raccontare tutto oppure no.
abbiamo deciso che era giusto dire tutto.
non per una questione di onestà, o di verosimiglianza ma più semplicemente per chiudere.
se mai torneremo a fare qualcosa per radio2, se mai questo gruppo tornerà a lavorare insieme non si può che ripartire da una cosa che si è chiusa.
io la vedo così.
la vedo che non può esserci un amnèsia 2, può esserci una cosa nuova, se una cosa nuova nasce e ha diritto di essere raccontata.
internet è il posto in cui più si sono avanzate le ipotesi sulla veridicità o meno di questo lavoro, mi sembra quindi giusto lasciare anche qui un segno della chiusura di questo lavoro e rimarcare ancora la natura creativa di questo progetto, che è stato non solo radiofonico, ma anche grafico, fotografico, spettacolare e non ultimo editoriale.
molti di voi lo immaginavano già e non verranno toccati da questa notizia
molti di voi lo supponevano e ne avranno conferma.
molti altri di voi invece, quelli che hanno creduto fino alla fine a questa storia saranno spiazzati dalla rivelazione che amnèsia è una storia. solo una storia.
forse si incazzeranno, forse mi daranno del cialtrone, forse chissà che altro.
beh a tutte queste persone voglio comunque ripetere che non c’era alcuna intenzione di offendere la loro sensibilità, non c’era volontà di raggirare, o prendere in giro nessuno, e tanto meno farmi beffe della loro buona fede.
questo lavoro, per come era stato impostato, per come era nato e per come è proseguito necessitava un patto tra me e gli ascoltatori e il patto era:
tu per questi 15 minuti credimi, o sospendi il giudizio, e io ti farò fare un viaggio.
poi magari il viaggio non ti piacerà, e allora cambierai canale, ma se mi seguirai e ti ritroverai in quello che racconto il viaggio lo faremo insieme.
con questo post voglio ringraziare anche chi mi ha seguito non solo in radio ma anche qui.
chi ha scritto, e chi no, chi partecipava attivamente e chi solo leggeva.
oggi è un giorno strano.
scrivo questo post prima di andare in onda e non so cosa accadrà dopo la diretta, se e quanti insulti arriveranno, se alcuni scriveranno, oppure se ne fregheranno.
tantè.
amnèsia finisce qui
dopo 235 puntate, 47 settimane e quasi undici mesi di diretta e una manciata di settimana di preparazione e scrittura.
il sito rimarrà on line per qualche tempo.
parto per un po’.
devo metterci un po’ di tempo e di spazio in mezzo a questo lavoro che è stato il più, bello, divertente e coinvolgente che io abbia fatto.
amnèsia finisce qui
il blog rimane attivo e magari quando passo dalla rai (posso entrare nel server solo da qui) vi dò notizie di me.
se invece dovessi riapparire da qualche altra parte ci si vede là
matteo

Qui trovate il link all’ultima puntata del programma, è una fine logica e consequenziale, proprio come le amo io, ve ne consiglio l’ascolto:

http://www.radio.rai.it/radio2/amnesia/archivio_2009/audio/amnesia2009_07_31.ram

4 commenti in “Fine di un Amnesia”

  1. Chissà perchè Il tutto sembra riecheggiare le parole di Goldoni indirizzate ad Agostino Paradisi in una lettera del 28 marzo 1763: ” Questi commedianti italiani erano avvezzi a rappresentare le piu’ sconce farse del mondo”.
    Con tutta la stima che il professionista “attore” M. Caccia merita, insieme ai suoi scaltri autori….magari si inizia con Amenesìa e poi si diventa presidenti del consiglio.
    Dico questo in un momento in cui la confusione, il dolore e la rabbia per i militari appena uccisi in Afghanistan mi annebbiano il cervello …mah….

  2. Da Amnesia alla Presidenza del Consiglio mi pare un pò lungo…da amico di Craxi a presidente del consiglio forse un pò meno…ho votato per chi voleva che i ragazzi italiani tornassero a casa, oggi tutti vogliono che tornino a casa, ma come mai il mio partito non è in Parlamento? Siamo sempre coerenti?

    Ma credo però che Matteo Caccia non c’entri molto e non ambisca a tanto…

  3. Mi scuso per la confusione del mio post precedente, scritto sull’onda emotiva di una certa situazione.

    Antefatto : in questi giorni sono “costretta” ad assistere mia madre che, in seguito ad una caduta, ha avuto un trauma cranico e delle costole rotte. Lei ama molto, con mia grande insofferenza, seguire alcuni programmi Mediaset tra cui Forum con R. Dalla Chiesa. Ieri, in diretta, la signora in questione ha dato l’annuncio dell’attentato e poi ha iniziato a leggere alcune mail degli spettatori; ce n’era una che diceva, all’incirca, che a livello umano gli dispiaceva per i soldati morti ma che, in una guerra che ci fanno passare come missione di pace , il rischio di un attentato deve essere calcolato. Apriti cielo : come una vipera , la conduttrice –serva si è scagliata contro questo spettatore dandogli del “ bastardo” e aizzando il pubblico in modo indegno…io mi sono arrabbiata con il mondo dello spettacolo tutto, contro questa grande fiction che è diventata la vita, questa messinscena continua e il Matteo Caccia mi è parso un rappresentante di questo circo mediatico – il fatto che Mondadori sia l’editore del suo libro ha ulteriormente inacidito il mio giudizio.

    Mi scuso con te e prometto di non infastidirti più con i miei interventi.
    Un caro saluto e molti auguri per la realizzazione dei tuoi sogni!
    Silvia

  4. Mondadori assicura una distribuzione capillare e globale dei libri, è difficile prescindere da questa casa editrice per poter far circolare le proprie idee. Diego Cugia, Andrea Camilleri, pubblicano con Mondadori, non credo possiamo definirli come servi, anzi credo nell’esatto contrario.

    E se la dobbiamo dire tutta, le altre case editrici big, non sono molto aperte al nuovo e alle novità.

    Come ho sempre sostenuto l’editoria è un mondo orribile, con logiche assurde e soprattutto incoerenti. Gli editori indipendenti sono uomini coraggiosi e straordinari, animati da passione e sentimento puro per la scrittura.

    Credo che senza i tuoi post e la tua passione i pensierinblu si impoveriranno in modo irrimediabile. Non penso se ne possa fare a meno.

    Abrazòs

    Pablo

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