Giampilieri 02.10.2009

Ho visto un fiume di fango che scendeva dalla collina. Ho visto cose che voi umani non vedrete mai. Ho visto quello che in paese tutti temevamo potesse accadere. Ho visto le auto portate via dal fango. Ho visto gente portata via dalla corrente impazzita. Ho visto una casa e ora non vedo più nulla. Ho visto una grande voragine che si porta via tutto. Ho visto i sogni che avevo finire in un istante. Ho visto la gioia nel sapere che qualcuno era stato ritrovato vivo. Ho visto la disperazione di chi non sapeva nulla dei propri cari. Ho visto quanto costi cara l’edilizia abusiva. Ho visto a cosa portano gli incendi estivi. Ho visto il peso della disperazione che percorreva me e tutti quelli che mi stavano intorno.

Ho sentito parole condite di retorica. Ho sentito di una tragedia annunciata e mi sono chiesto se Marquez avesse mai vissuto nel mio piccolo borgo. Ho sentito il calore di tante persone che mi sono state vicine. Ho sentito che sarà un attimo e poi rimarrò solo con i miei guai. Ho sentito tutti i politici, i geologi, i filosofi, gli ambientalisti ma alla fine avrei preferito non sentire nulla. Ho sentito il silenzio che il fango lascia dopo  il suo passaggio. Ho sentito strette e abbracci pieni di commozione. Ho sentito il dolore di chi non c’entrava nulla e veniva qua per aiutarci.

Si parla di grandi opere pubbliche e ho provato disgusto. Si parla di federalismo fiscale e ho provato disgusto. Si parla di scudo fiscale e ho provato disgusto.

Si è parlato di questione meridionale dopo tanti anni, non voglio che se ne parla solo quando il cielo con la sua pioggia porta via Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e ora la mia terra. Voglio che se ne parli quando c’è il sole e c’è tutto il tempo per fare bene.

Sono solo un sognatore.

Giampilieri 02.10.2009

2 commenti in “Giampilieri 02.10.2009”

  1. Ho letto poco fa con attenzione e commozione le tue parole, Pablo.
    Non vorrei buttarla nel banale ma sbaglio o il minuto di raccoglimento per le vittime del disastroso alluvione di Giampilieri e Scaletta non è stato fatto rispettare in tutti i campi della serie A ma solo nei campi dove sono(state) impegnate le squadre siciliane?…come se il problema fosse solo siciliano e non riguardasse l’Italia intera e soprattutto le regioni meridionali, dove il territorio è stato usato con disprezzo e una mancanza di attenzione senza pari. Un’ennesima tragedia annunciata in un territorio notoriamente a rischio frane e smottamenti appena arrivano le piogge, anche se queste sono state di un’intensità inusuale…che vergogna e quanta rabbia e dolore per quelle persone che hanno perso tutto, vita compresa, alle cui spalle chissà quanti avvoltoi si sono nutriti, nonostante la mancanza cronica di fondi che mi pare diventi un alibi sempre più ridicolo.
    Nel mese di agosto, insieme ad una mia amica, sono andata a Taormina per assistere all’allestimento digitalizzato dell’Aida al teatro antico; eravamo in pullman e, dall’alto del mezzo, abbiamo visto con orrore le case cresciute in forma esponenziale, abbarbicate sulle pendici di collinette terrose senza alberi, le tracce di innumerevoli incendi , una cementificazione selvaggia senza soluzione di continuità che lambiva , quasi , la battigia della ex bellissima costa che da Messina porta a Taormina…
    Avevamo pensato, la mia amica ed io, proprio a quello che sarebbe accaduto se piogge torrenziali, un po’ più durature del solito, si fossero abbattute lì e un brivido ci aveva colte all’improvviso, forse prevedendo scenari non impossibili da immaginare. Temo che , da questa ennesima tragedia, non impareremo nulla, purtroppo.

  2. Onestamente non ho visto l’inizio delle partite, ma il lutto al braccio l’ho notato in poche squadre, questo già dice tutto. Si parla di tragedia siciliana e non italiana. Come sempre i problemi del sud, sono del sud e basta. Siamo un pezzo in più per l’Italia. Dalle mie parti non c’è un bel ricordo di Garibaldi, mi sa che i miei antenati ci avevano visto giusto. Non tanto sull’eroe, ma quanto su quello che sarebbe poi accaduto con l’Italia unita.

    Ho scritto di Giampilieri perchè è un paese del ‘700, dove proprio non si può parlare di abusivismo. Dove non c’è la frode del cittadino, ma soltanto abbandono e dimenticanza delle istituzioni (volutamente in minuscolo).

    Temo che i tuoi occhi abbiano visto giusto e soprattutto abbiano visto poco. La Sicilia è piena di potenziali Giampilieri, c’è su Repubblica di oggi un articolo che ne parla diffusamente, ma tu vedrai che come sempre saranno solo le parole di quattro “farabbutti”.

    Tutto scorre nel fango.

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