Un inedito di Soriano

Tutto è iniziato mentre leggevo Luìs Sepulveda, non ricordo precisamente cosa leggessi, ma in molti dei suoi romanzi c’erano continui richiami a Osvaldo Soriano, calciatore, giornalista, scrittore, esule, sognatore. Un personaggio davvero interessante di cui non sapevo nulla. Ma le premesse mi sembravano davvero buone. Un calciatore che diventa scrittore è di per sè un buon motivo per essere attratti. Sembra una favola un qualcosa di assurdo, che invece è incredibilmente vero. Quindi il primo libro di Soriano che entra nella mia libreria è Pensare con i piedi, storie fantasiose che hanno come sfondo il calcio. Si badi bene il calcio è un elemento collaterale alla storia, non bisogna assolutamente essere calciofili accaniti per apprezzare la scrittura di questo poliedrico argentino. Mentre leggo quelle pagine realizzo quanto il mio silloggismo letterario sia esatto, io amo Sepùlveda, Sepùlveda ama Soriano, io amo Soriano. Tanti autori li ho conosciuti così, prendendo spunto dalle citazioni dei miei scrittori preferiti, così facendo è iniziato un circolo virtuoso destinato a non esaurirsi mai. Oltre al fascino della copertina, al consiglio dell’amico, questo è uno dei modi principali con cui scelgo le mie letture.

Mi documento voglio saperne di più di Osvaldo Soriano, oltre alle sommarie informazioni che raccolgo nei libri dello zio Luìs, scopro così che era un promettente centravanti argentino, ma subisce un infortunio al ginocchio nel momento in cui la sua carriera di calciatore poteva davvero portarlo in alto (un infortunio che con la medicina di oggi si sarebbe potuto tranquillamente superare). Ama il calcio e non si vuole separare da questo mondo, inizia a scrivere di calcio, lo fa per L’Opiniòn, una rivista argentina molto in voga prima del golpe. Vincendo la sua pigrizia, si trasforma da giornalista sportivo a narratore, quindi come tutte le persone per bene, che vivono l’argentina dei generali, meriterà l’esilio e il confino. Si trasferisce quindi a Pargi dove con i sogni volerà verso la sua Buenos Aires, dove prima di morire farà finalmente ritorno.

A proposito di calcio e letteratura, mi permetto una piccola videoparentesi

La sua nostalgia e la sua tristezza interiore hanno pieno sfogo nei suoi racconti e nei suoi romanzi. E’ una malinconia costruttiva quella di Soriano, porta a scavare dentro di sè e a capirsi. Il gusto del surreale, dell’assurdo, dei personaggi melodrammatici, delle stanze letterarie, fanno di lui una delle figure di maggior fascino della letteratura sudamericana. Un uomo da scoprire.

Ho letto quasi tutto quello che è stato pubblicato in Italia dello zio Osvaldo, temevo di essere arrivato alla fine di uno dei miei autori preferiti, ma a volte la fortuna aiuta i sognatori, di recente è uscito con Einaudi La febbre dell’oro, articoli che non erano stati inseriti in uno dei suoi libri di maggior successo, Artisti, Pazzi e Criminali, mi sono davvero entusiasmato. Leggere qualcosa di inedito quando pensi che ormai sia tutto finito, quando pensi che tutto quello che si poteva leggere sia stato letto è una sensazione di gioia, difficile da spiegare, onestamente non trovo le parole giuste. Vi posso solo dire che il libro è un bonsai dell’essere Soriano, che per chi non ha mai letto nulla di lui potrebbe essere il modo giusto per approcciarsi. Di solito quando si legge un autore nuovo, si parte dal suo capolavoro (che in questo caso sarebbe Triste, solitario y final), però non credo che sia il modo giusto per approcciarsi ad un narratore, credo che bisognerebbe arrivare al suo capolavoro attraverso un percorso a scalini, che ci predisponga a gustare con l’umore giusto il culmine della scrittura.

Vi do i riferimenti di questo inedito, poi iniziate da dove volete, ma se volete sapere che radici ha la vostra storia personale, credo che una lettura a Soriano dovreste proprio darla, vi aiuterà a trovare delle risposte a domande che non vi siete mai fatti. Ad esempio la città di nascita è la città da cui venite veramente? Secondo Osvaldo la città da cui venite è quella in cui le persone hanno memoria di voi. Mi ha fatto riflettere davvero tanto questa affermazione.

 La febbre dell’oro 
Autore: Soriano Osvaldo
Editore: Einaudi
Genere: letterature straniere: testi
ISBN: 8806197118
ISBN-13: 9788806197117
Data pubblicazione: 23 Jun 09

 Dal Sole24ore libri

Piccolo ma prezioso, il florilegio di Soriano che Einaudi ripropone nella collana “Arcipelago”. Prima di diventare l’autore culto di Triste, solitario y final, lo scrittore argentino era innanzitutto un giornalista di talento. E anzi, fu proprio il veto imposto dal regime ai reporter di sinistra – e dunque anche al giovane Soriano – a concedergli il tempo per scrivere quel romanzo.
Gli articoli qui raccolti seguono un arco di tempo che va dal 1972 al 1975, e coprono tutti i temi che furono cari al nostro. Libero di muoversi alla redazione de La Opinón (quando non era impegnato a fare ciò che più amava- “niente”), Soriano produsse alcuni reportage narrativi di grande valore. I più interessanti, per molti versi, sono quelli che intrecciano politica e vita quotidiana nell’Argentina peronista. In particolare spicca la ricostruzione del delinquente e assassino Robledo Puch, dove il montaggio in flashback e l’attenzione alla psicologia rendono un articolo qualcosa di molto vicino a un’opera letteraria.
Eppure, i pezzi più grandiosi sono senz’altro le storie personali degli sconfitti che Soriano adorava. Il conquistatore Johann Sutter, ad esempio: svizzero disperato e alla deriva che dominò le terre del West nell’Ottocento, dando il via alla febbre dell’oro (da cui il titolo del libro). O il primo attaccante del San Lorenzo de Almagro, che ormai invecchiato e solo assiste alla doppia vittoria della squadra nei campionati del 1972: il calcio come metafora della vita, una delle linee predilette da Soriano.
Ma forse la più bella di queste figure ambigue è il pugile José Gatica, il cui ritratto esce dai canoni del giornalismo per trasformarsi in autentica epica contemporanea. L’idolo della boxe argentina fuori dal ring: un violento analfabeta cresciuto nei sobborghi, arrivato a Buenos Aires su un treno merci da bambino, e abituato a stendere marinai fino al successo – e alla sua perdita, e alla seguente umiliazione. In una frase, “uno di quegli uomini costretti a sognare il passato, perché il suo era tinto di sangue e di ovazioni”.
Soriano continua a essere un punto di riferimento anche a distanza di anni: per la forza e la chiarezza dello stile, per l’inventiva libera da costrizioni. Così, dopo l’edizione originale di Rizzoli (che purtroppo espunse molti testi) l’omaggio einaudiano al maestro è più che benvenuto.

Qui troverete tutte le sue opere

http://www.einaudi.it/libri/autore/osvaldo-soriano/0000113

Qui una biografia essenziale

http://it.wikipedia.org/wiki/Osvaldo_Soriano

Qui invece un film sperimentale di Osvaldo Soriano

Inoltre pensando di fare cosa gradita vi aggiungo alcuni link sul mondo di Soriano

http://www.railibro.rai.it/recensioni.asp?id=82 (c’è una squadra di scrittori di nome Osvaldo Soriano Football Club)

http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=129 (questo è dedicato a Silvia)

http://images.google.com/images?q=osvaldo+soriano&rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBR&um=1&ie=UTF-8&ei=g9vISraQB87esgbhndXyDg&sa=X&oi=image_result_group&ct=title&resnum=11 (tante e tante immagini dello zio Osvaldo)

http://guide.supereva.it/letteratura_sudamericana/interventi/2004/09/177141.shtml (un appassionata biografia)

5 commenti in “Un inedito di Soriano”

  1. Hai scritto un post monumentale, Pablo, e grazie per la dritta sull’inedito di Soriano!
    Anche per me funziona la proprietà transitiva nella scelta di una lettura : in genere amiamo le cose che amano i nostri amati…Soriano l’avevo conosciuto attraverso Baricco, in una trasmissione televisiva , e mi aveva incantato subito con la lettura del racconto” Il rigore più lungo del mondo”; da allora ho cercato e letto tutto quello che ha scritto. Il video che hai postato è davvero bello, accompagnato dalla musica del principe , e mi sono ritrovata totalmente nella frase di Nick Hornby, scrittore che leggo volentieri e grande amante del calcio, passione che ti fa inesorabilmente soffrire, come un ‘amante capricciosa …ne so qualcosa, io, di sofferenze : tifo Inter e ogni volta che gioca è una tortura!

  2. Sono davvero felice che hai gradito il post, per me Soriano è davvero uno zio acquisito, vicino ai suoi libri tengo una foto del “gordo”, tutte le volte che lo guardo mi da la carica per scrivere e sognare. Chi si è avvicinato a Soriano ha poi sempre letto tutta la sua bibliografia, la sua scrittura è contagiosa, rapisce.

    Dovremmo fare un post su come conosciamo certi scrittori, dietro ogni grande incontro letterario c’è una storia da raccontare.

    A proposito di sofferenza tifo da sempre per il Palermo, è un lungo soffrire, ricordo i tempi e i campi della serie C come un lungo incubo, eppure c’è tanto fascino in quella squadretta povera che ci faceva disperare, sognare e sperare un giorno di arrivare in serie A. Ora che ci siamo arrivati continuiamo a soffrire, è una nostra costante. Qui diciamo che il Palermo ha la dote di far resuscitare i morti, infatti, prendimo gol da gente che non segnava da una vita. Potrei scriverne di storie sul mio amato Palermo. Ma domani c’è la Juve e penso solo alla prossima sofferenza

  3. Stamattina guidato da un bisogno, indotto da Silvia, mi sono andato a comprare Febbre a 90′ di Nick Hornby, credo mi conquisterà!!

  4. Nick Hornby è, come Soriano, molto di più di un appassionato di calcio…ha scritto dei libri piacevoli… da Alta Fedeltà a Non buttiamoci giù, è un uomo sensibile e vive sulla propria pelle la tragedia di avere un figlio autistico, è un appassionato recensore di libri altrui…parecchi libri li ho scoperti e letti grazie ad Una Vita da lettore , Shakespeare scriveva per soldi e altri: una persona piena di sano umorismo, sensibilità, passione, con un birichino gusto per le classifiche e le catalogazioni; insomma berrei volentieri una birra al doppio malto insieme a lui perchè ho la sensazione che l’uomo e lo scrittore stranamente coincidano, una persona davvero trasparente.
    Ciao ;)

  5. Wowww non vedo l’ora di iniziare e di divore Hornby per appassionarmici. Sarebbe bello poter conversare con chi scrive davanti a una bella birra, quante domande che avrei…

    leggi un pò

    http://www.railibro.rai.it/recensioni.asp?id=75

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