Ciao Mercedes
Se ne è andata Mercede Sosa, la cantora popolar, che per anni ha lottato contro la dittatura e i diritti civili in Argentina. Ieri i suoi reni l’hanno tradita e ci ha lasciato dopo quasi sessant’anni di lotta e di resistenza. Donna forte di tratti decisamente indio, donna delle radici della sua terra. Ho ascoltato Todo cambia (che vi ho messo come allegato, proprio qui sopra) e non ho potuto smettere di riascoltarla. Prende la pelle e il corpo e li trascina in un mondo di speranza.
Era nata in una famiglia poverissima a San Miguel de Tucumàn, una delle città più povere dell’argentina. Inizia la sua carriera giovanissima, inizia con la canzone popolare e negli anni sessanta raggiunge la popolarità.
Molti pensano che sia la prosecuzione femminile dell’osannato Gardèl. In lei ritrovano passione e sentimento. Si struggono nella sua voce e nelle canzoni di protesta che canta la sua voce.
Nel 1971 pubblica “La voz de Mercedes Sosa” e “Homenaje a Violeta Parra”, in cui canta numerose canzoni della famosa cantante cilena, fra cui la celeberrima “Gracias a la vida“. Nel 1972, nonostante gli attacchi dei militari, esce “Hasta la victoria”, un album con canzoni di chiaro contenuto sociale e politico e “Cantata Sudamericana” con musica di Ariel Ramírez e versi di Félix Luna.
Considerata uno dei simboli della resistenza alla dittature del continente, dopo il golpe militare del 1976 la sua musica di denuncia inizia a essere invisa ai militari: dapprima è vittima della censura, le impediscono di pubblicare dischi, viene arrestata durante un concerto a La Plata e infine, nel 1979, è costretta all’esilio a Parigi e l’anno dopo a Madrid. Durante quel periodo dedica molti brani alla sua patria e alla speranza di cambiamento e di pace e democrazia per gli argentini, come “Todo cambia” e “Solo le pido a Dios”, che diventerà l’inno delle nuove generazioni alla libertà riconquistata.
Torna in Argentina il 18 febbraio del 1982, alla vigilia della caduta del regime, e si esibisce in una serie di concerti a Buenos Aires che vengono registrati e pubblicati. Il successo discografico e il documentario dal titolo “Como un pájaro libre” coincidono con il ritorno della democrazia nel suo Paese. Da allora non ha mai smesso di cantare, esibirsi anche all’estero, arricchendo la sua discografia. Nel suo vasto repertorio ha interpretato e collaborato con poeti cileni quali Víctor Jara, Pablo Neruda, il cubano Ignacio Villa e Atahualpa Yupanqui, considerato il più importante esponente della musica folk argentina.
Il suo ultimo lavoro, uscito nei mesi scorsi, è “Cantora - Un viaje intimo”, un album doppio di duetti in cui Mercedes è affiancata dai principali artisti del Sudamerica, fra cui Shakira, Lila Downs, Gustavo Cerati, Marcela Morelo, Jorge Drexler, Gustavo Santaolalla, Julieta Venegas, Caetano Veloso e molti altri. Il cd è in corsa per i Latin Grammy Awards, i prestigiosi riconoscimenti della musica latinoamericana, che saranno consegnati il 5 novembre a Las Vegas. Mercedes Sosa ha conquistato diversi Latin Grammy sin dalla prima edizione, nel 2000, e poi nel 2003 e nel 2006. Quest’anno “Cantora 1″ è candidato nelle categorie miglior album dell’anno e miglior album folk. (repubblica.it)
Due giorni fa scrivevo di Osvaldo Soriano, scrivevo del suo gusto di raccontare i personaggi dell’Argentina della speranza. Di parlare di storie di sogni e di sconfitte. Osvaldo se ne è andato via senza poter raccontare Gardèl come avrebbe voluto e credo che gli sarebbe piaciuto scrivere anche di Mercedes.
Questo è il suo sito ufficiale
http://www.mercedessosa.com.ar/
E questa la sua bellissima interpretazione di Gracias a la vida http://digilander.libero.it/MrUlisse/gracias_a_la_vida.htm
Categorie: Pensieri in Blu

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