I have a dream

Quando ho letto che il premio Nobel per la pace era stato assegnato a Barack Obama, la mia mente è andata subito alle parole di Martin Luther King. E’ stata un associazione veloce e rapida. Le motivazioni dell’assegnazione mi hanno dato conferma che nel mondo per i sognatore c’è sempre spazio.

Sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.

Il Comitato ha dato grande importanza all’impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L’immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti.

Grazie all’iniziativa di Obama, gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando. Democrazia e diritti umani devo essere rafforzati. Solo raramente una persona come Obama ha catturato l’attenzione del mondo e dato al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La sua diplomazia si fonda sul concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono svolgere il proprio ruolo sulla base di valori e atteggiamenti che sono condivisi dalla maggioranza della popolazione mondiale. Per 108 anniil Comitato ha cercato di stimolare proprio quella politica internazionale e di quegli atteggiamenti di cui Obama è il portavoce a livello mondiale. Il Comitato condivide l’appello di Obama: «È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali.

Ci sono giorni in cui ti svegli e pensi che il mondo possa decisamente cambiare, che ci sia spazio per valori sani, come la pace, la cooperazione tra i popoli e il progressivo disarmo degli stessi.

Ho riletto le parole del buon pastore MLK, ttp://www.giovaniemissione.it/testimoni/kingdream.htm, abbiamo fatto un piccolo passo avanti, dobbiamo continuare a sognare.

4 commenti in “I have a dream”

  1. Hai fatto un’analisi bella, approfondita , oltre che “sognante” ma sai , Pablo, il Nobel a Barack Obama mi ha messo un po’ in difficoltà e credo che lo stesso Obama sia stato felice di riceverlo ma anche fortemente imbarazzato. Che dire? un premio alle intenzioni per ora. Speriamo che possa avere la libertà di dimostrare che lo merita. Certamente potrebbe essere d’ ispirazione e forse è stato proprio questo lo scopo del riconoscimento, ma non dimentichiamo, che prima di tutto un presidente americano, è il presidente degli Stati Uniti e mai farà qualcosa contro gli interessi americani. Il rifiuto di incontrare il Dalai Lama, dovendo fra poco incontrare i dirigenti di Pechino ( con i quali ha però promesso di parlare di Tibet), che notoriamente non gradiscono chi intrattiene rapporti con il Dalai Lama, la dice lunga o può far intuire tutto questo….( per ironia, l’ unico a fregarsene di tutto e ad incontrare il Dalai Lama è stato Il cowboy Bush, che come dimostrato, se ne frega di tutto e di tutti).

    Comunque io “amo ” Obama e famiglia , tifo per lui e spero ardentemente che il nostro giovane presidente abbronzato possa essere artefice di ponti che uniscono i popoli …perchè, se non dovesse riuscirci, siamo davvero fregati su tutta la linea . Che il sogno continui e speriamo di svegliarci in una nuova, radiosa alba per l’umanità tutta!

  2. Dare un premio Nobel per la pace a un presidente USA sembra proprio un ossimoro, eppure questa volta forse siamo di fronte a una piacevole eccezzione.

    Credo che sia stato un premio agli sforzi di Obama, alla sua ferrea determinazione e al sogno di speranza che ha regalato ai cittadini americani e del mondo.

    La diplomazia è un terreno minato, dove è difficile muoversi, ci sono a volte passi obbligati (come il non incontro con il Dalai Lama), però se da un summit con la Cina può nascere qualcosa di concreto per la salvaguardia dei diritti umani sarebbe cmq un grande passo avanti.

  3. Ho spiegato le ragioni delle mie perplessità…la mia ammirazione e la mia speranza rimangono intatte.
    Scherzando con amici, ieri, dicevamo che il nobel ad Obama è un caso di nobel preventivo e che però è sempre meglio di una guerra preventiva :)

  4. Ahahaha questa si che è bella…chissà se penserebbero mai di fare qualcosa di simile per la letteratura….

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