Io e Billy Panna

Il mio primo vero amico, sincero e profondo, si chiama Billy Panna. L’ho conosciuto quando avevo tre anni. Alto, allegro, simpatico, gioviale e più grande di me. Billy come il suo nome chiaramente narra, veniva dal lontano West, ma parlava perfettamente la mia lingua. A dire il vero Billy mi ha insegnato tanto della mia lingua. Il suo cognome era decisamente unico, lo prendevano spesso in giro chiedendogli se era parente di qualche gelataio o di una fonte d’acqua. Tutte le volte che lo schernivano, Billy non si scomponeva mai, era sempre allegro, pronto a ridere insieme a chi lo burlasse.

Un vero amico Billy, tutte le volte che ne sentivo la mancanza, improvvisamente, bussava alla mia porta di casa. Arrivava con un cappello da cowboy e gli stivali con gli speroni lucenti. Non aveva pistole o revolver. Colpiva con la sua immaginazione e le sue storie fantastiche. Ogni volta mi raccontava una delle sue nuove avventure, mi teneva compagnia con la sua favella. Iniziavo ad ascoltarlo e poi ero rapito dalla sua storia, ero vicino a Billy a rincorrere una mucca impazzita, ero con lui quando vinceva un rodeo, saltavo in groppa al suo cavallo fra i cactus del lontano West.

Billy non mi lasciava mai solo, sapeva perfettamente quando doveva arrivare e quando doveva andare via.

Si perchè Billy voleva essere solo mio amico, non amava le altre persone e non amava neppure i ‘grandi’, quando sentiva che stavano per arrivare con la stessa velocità con cui era venuto, andava via. Era davvero un personaggio misterioso, tutte le persone che mi stavano vicino lo avrebbero voluto conoscere, ma l’unico fortunato ero io. Ero orgoglioso della mia fortuna, mi sentivo un privilegiato per la sua amicizia.

Ho passato molti anni in compagnia di Billy, quando sono iniziato a diventare grande le sue visite sono iniziate a diminuire, ma non la sua precisione, infatti, arrivava sempre quando sentivo la sua mancanza. Che amico Billy Panna, pochi come lui. Ci eravamo persi di vista, erano davvero anni che non parlavo più con lui, la vita, l’amore, il lavoro, allontanano dagli amici veri e profondi, ma all’improvviso dopo anni di assenza mi è venuto a trovare nella mia nuova casa. Non gli avevo mai detto del mio nuovo indirizzo eppure sapeva che ero lì. Sapeva che avevo bisogno ancora una volta di lui.

Avevo scritto quaranta pagine, quaranta maledette pagine, volevo fare un romanzo, ma mi sentivo senza idee e fantasia, non riuscivo più ad andare avanti. Erano troppi anni che non superavo quelle maledette quaranta pagine. Billy come sempre entra senza farsi sentire, si toglie il suo cappello da cowboy e lo poggia sulle mie gambe, mi inizia a raccontare di una storia in cui c’è un uomo che non ha il coraggio di credere ai propri sogni, un po’ disilluso, mi dice un un po’ come te adesso, un uomo che lega la sua esistenza a un vecchio cappotto blu. In quel cappotto ci sono tanti destini intrecciati e vissuti, molta vita da vivere ancora e un romanzo da scrivere e finire. Come sempre ascoltavo Billy rapito dal suo narrare, mentre mi immergevo nella storia che raccontava, in quell’uomo col cappotto blu, non mi accorsi che era già andato via e che la storia la stavo scrivendo io, che avevo superato quelle maledette quaranta pagine e che si stava realizzando un sogno.

Potrete credermi, oppure no, ma vi assicuro che Billy Panna esiste, che lo posso vedere solo io e che sarebbe capace di far sognare qualsiasi bimbo e qualsiasi  bambino travestito da uomo.

3 commenti in “Io e Billy Panna”

  1. Billy Panna e tu, se non ricordo male, eri Manlio Pizza : l’accoppiata è un po’ da cucina svizzera ;) .
    Naturalmente sto scherzando. Per l’esperienza con il mondo dell’infanzia che il mio lavoro comporta, ho sempre fatto caso che i bambini con un amico immaginario sono poco timidi, hanno capacità comunicative maggiori e più complesse rispetto agli altri , sono creativi e dotati di una fantasia sfrenata.
    Spesso ho condiviso con questi bambini la conoscenza dell’amico immaginario, facendomi dare dettagli e notizie su di loro, e ho fatto anch’io dei viaggi straordinari.
    Quello che io ho verificato sul campo è stato confortato anche da alcune ricerche portate avanti da prestigiose università che sono giunte alla conclusione che avere un amico immaginario porterebbe i bambini a sviluppare in misura maggiore le loro capacità narrative e quindi ad avere maggiori probabilità di successo scolastico.
    Ti riconosci in tutto questo?

    Però Billy Panna ha una marcia in più perché è un bambinoinblu.

  2. Cara Silvia, penso che i tuoi ‘bimbi’ avranno una marcia in più, sei un insegnante fantastica.

    Si Manlio Pizza e Billy Panna erano proprio un gran coppia, sempre allegri e fantasiosi.

    Adoro i bambini che mi raccontano del loro amico immaginario e cerco di farmi dire più che posso, spero che da un amico invisibile possano nascere un giorno storie e racconti bellissimi da poter leggere.

    Mi piacerebbe conoscere tanti bimbinblu (è bellissima questa definizione, mi sa che te la rubo)

    Un abbraccio

  3. Un amica, travestita da cowboy, mi scrive delle bellissime parole, che non posso non riportare:

    “Manlio, 6 sempre un grande!…
    Io credo cha ognuno di noi abbia un amico similie al tuo caro Billy…
    Qualcuno che ci conoscedavvero, nel profondo.
    Qualcuno con cui confrontarci senza alcun pudore nè finzione.
    Qualcuno che ci resta vicino quando tendiamo a chiuderci in noi stessi e che poi si allontani con discrezione quando ci apriamo al mondo esterno……

    Che siano veri o immaginari, che siano la voce dell’anima o dell’ispirazione… meno male che esistono ancora amicii come Billy!…
    E meno male che esistono ancora persone pofonde, ma al tempo stesso concrete, come te!..

    Un bacio grande, campione!!!
    Manola

Lascia un commento

Security Code: