Tom Joad
Dopo tanto buon rock nel 1995, il Boss ebbe una seconda svolta acustica (la prima fu con Nebraska, una delle sue pietre miliari) , con uno strepitoso album The Ghost of Tom Joad. Un Bruce Springstean decisamente profondo parlava dei problemi dell’immigrazione messicana nel territorio jankee. Le sonorità catapultavano in quella linea di confine tra il sogno possibile e il sogno immaginario parlavano di storie di poveri disperati alla ricerca di una fuga verso la propria realizzazione personale.
Se pensiamo di sostituire ai messicani gli emigrati dei barconi clandestini del canale di sicilia, forse possiamo dire che la tematica sia piuttosto universale e sempre attuale. Gli Stati Uniti di quegli anni avevano nei confronti dell’immigrazione clandestina la stessa morbidezza della legge 189/2002, cioè la maledetta Bossi/Fini (si proprio quel Gianfranco Fini che oggi sembra il paladino della lotta al razzismo, credo sempre nella forza della memoria e penso sia un importante sottolineatura).
La vita per un clandestino vale quanto il sogno di una vita migliore, sono disposti a scommettere il nulla che hanno pur di cercare una nuova via possibile. Sono molto legato a Tom Joad, ha contribuito alla mia crescita interiore. La musica non serve soltanto a svagarsi, quando c’è qualcosa di profondo nell’anima di chi la compone e scrive può anche indirizzare un esistenza.
Ma chi è Tom Joad? Tom Joad è il protagonista del romanzo più famoso di John Steinbeck, “The Grapes of Wrath”, uscito negli Stati Uniti nel 1939 e conosciuto in Italia come Furore. Dal libro John Ford ha tratto uno storico film (con Henry Fonda nel ruolo di Tom Joad). Woody Guthrie scrisse la sua ballata Tom Joad quasi dieci anni prima che il boss venisse al mondo, ma anche altri folksinger prima di Springsteen si erano ispirati al personaggio.
Il Boss crede che nella sua America viva un fantasma di Tom Joad, crede che i problemi di Tom li abbiano i messicani che cercano di attraversare la linea del confine con il New Mexico.
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5204 (c’è un attenta disamina sull’album di Springstean e l’intero sito è interessantissimo, canzoni contro la guerra, con testi, immagini e critica d’autore, non lo conoscevo, ed è quasi una colpa)
A volte però è meglio finire di parlare, lasciare scorrere immagini e musica, che raccontano più di quanto le parole possano dire (cullatevi con le note dell’armonica)
Quando non ero ancora Pablo, ma solo un giovane Manlio, cullato da questa sonorità ho creato il mio Tom Joad, per me erano uno sciamano, un saggio che si nasconde nel buio della notte e che nella tristezza dei suoi occhi si incidono gli eventi:
”Uomini che camminano su freddi binari,
parole che scorrono con lo stesso suono,
in fondo alla strada: le tenebre.
Ma c’è una luce
in questa notte fredda,
sono gli occhi di quel saggio
che ama ciò che pensa.
La fabbrica produce
I paesaggi si cancellano
La musica svanisce
Ma al di là del muro,
il pifferaio si commuove per lo zufolo,
attorno a sé
brillano le cose che vivono.”
Pensavo a un pifferaio che aveva il volto di Syd Barret, che vive al limite tra il reale e l’onirico, osserva la vita e ne è impaurito, trova conforto nel suono del suo zufolo. Forse un fantasma, forse un ricordo, forse un suono era il mio Tom Joad.
Qui invece potete ritrovare il Tom Joad originale, quello che ha concepito il Boss
The Ghost Of Tom Joad
Lo spirito di Tom Joad
Men walkin’ ‘long the railroad tracks
Uomini camminano a piedi lungo i binari
Goin’ some place, there’s no goin’ back
diretti verso un posto da cui non c’è ritorno;
Highway Patrol choppers comin’ up over the ridge
elicotteri della stradale che spuntano dalla collina,
Hot soup on a campfire under the bridge
minestra riscaldata sul fuoco sotto il ponte,
Shelter line stretchin’ round the corner
la fila per il ricovero che fa il giro dell’isolato
Welcome to the new world order
benvenuti nel nuovo ordine mondiale.
Families sIeepin’ in their cars in the southwest
Famiglie che dormono in macchina nel Sudovest,
No home, no Job, no peace, no rest
né casa, né lavoro, né sicurezza, né pace.
The highway is alive tonight
La strada è viva stasera
But nobody’s kiddin’ nobody about where it goes
ma nessuno si illude su dove vada a finire
I’m sitting down here in the campfire light
sto qui seduto alla luce del falò,
Searchin’ for the ghost of Tom Joad
e cerco lo spirito di Tom Joad
He pulls prayer book out of his sleepin’ bag
II Predicatore tira fuori un libro dal sacco a pelo
Preacher lights up a butt and takes a drag
accende un mozzicone e fa una tirata
Waitin’ for when the last shall be first and the first shall be last
in attesa del giorno in cui gli ultimi saranno i primi, e i primi saranno gli ultimi
In a cardboard box ‘neath the underpass
In uno scatolone di cartone, nel sottopassaggio,
Got a one way ticket to the promised land
trovo un biglietto di sola andata per la terra promessa.
You got a hole in your belly and a gun in your hand
Hai un buco in pancia e una pistola in mano;
sleeping on a pillow of solid rock
si dorme su un cuscino di sasso
Bathing in the city aqueduct
ci si lava nell’acquedotto municipale
The highway is alive tonight
La strada è viva stanotte
Where it’s headed everybody knows
ma nessuno si illude su dove vada a finire
I’m sittin’ down here in the campfire light
sto qui seduto alla luce dei falò
Waitin’ on the ghost of Tom Joad
e cerco lo spirito di Tom Joad
Now Tom Said; “Mom, wherever there’s a cop beatin’ a guy
Ora Tom dice: “Mamma. dovunque un poliziotto picchia una persona
Wherever a hungry new born baby cries
dovunque un bambino nasce gridando per la fame
Where there’s a fight ‘gainst the blood and hatred in the air
dovunque c’è una lotta contro il sangue e l’odio nell’aria
Look for me mom I’ll be there
cercami, e ci sarò.
Wherever there’s somebody fightin’ for a place to stand
Dovunque si combatte per un posto dove vivere,
Or decent job or a helpin’ hand
o un lavoro decente, o una mano che ti aiuta,
Wherever somebody’s strugglin’ to be free
dovunque qualcuno lotta per essere libero
Look in their eyes mom you’ll see me.”
guardalo negli occhi, e vedrai me.”
Well the highway is alive tonight
La strada è viva stanotte
But nobody’s kiddin’ nobody about where it goes
ma dove va a finire lo sappiamo tutti;
I’m sitting down here in the campfire light
sto qui seduto alla luce dei falò
Searchin’ for the ghost of Tom Joad
assieme allo spirito di Tom Joad
Se poi avete voglia di continuare a scoprire tutte le parole dell’album potete approfondire su
http://www.musicaememoria.com/Bruce-GhostTomJoad.htm
Buona domenica e buona musica a tutti
Categorie: Libro Dei Sogni, Pensieri in Blu, Videoteca Illusionaria

il 29 Novembre 2009 alle 14:17 dice:
Bellissimo “The gost of Tom Joad”…uno degli album del boss da me più amati dopo l’inarrivabile, bellissimo, struggente “The river” che ti fa calare in quelle terre e in quelle vite comuni che lui canta in modo così partecipe rendendole da minime a indimenticabili : tutto quello che amo della letteratura americana sta anche dentro quelle parole, dentro quel ritmo.
Penso che una rilettura di “Furore” sarebbe opportuna e illuminante di questi tempi in cui il problema immigrazione è aperto come una ferita viva e sanguinante, la conferma, se ce ne fosse necessità , che la xenofobia si rigenera continuamente e la paura porta sempre sospetto e odio.
La vicenda del naufragio del gommone partito dalla Libia alcuni mesi fa e accolta dall’indifferenza più o meno diffusa di noi tutti, il viaggio della disperazione di quei poveretti che non possiamo realmente comprendere perché siamo troppo ben nutriti per capire, non è dissimile dal viaggio dei Joad…lì le grandi distese del Midwest, il sogno della California, più vicini a noi nel tempo e nello spazio, ma lontani quanto mai, i nuovi disperati nella grande distesa salata. Sì, una bella rilettura del mai abbastanza apprezzato Steinbeck, accompagnata dalla dolente, tenera, rabbiosa voce e armonica di Springsteen….
Buona domenica e buone cose a te, Pablo.
il 30 Novembre 2009 alle 22:07 dice:
The River…che album davvero inarrivabile…di tanto in tanto lo ascolto e mi sembra di stare in giro con la Harley lungo le vie infinite dell’america desolata…
Non ho mai letto Furore, penso che prima o poi, lo farò…voglio conoscere meglio Tom Joad…
Buona settimana Silviainblu