Miserabili - Marco Paolini & Mercanti di Liquore

 

E’ domenica mattina, profumo le mie narici con la salmastra essenza di Mondello. Onde bianche all’orizzonte si infrangono sul vecchio molo del circolo degli snob. Pablo o Manlio che dir si voglia si dedica alla sua attività preferita, sentire il vento di inverno sulla panchina di una spiaggia di un estate dimenticata. Come ogni buon giorno di relax non può mancare la lettura del quotidiano.

Sorvolando sulle notizie di oggi e di ieri, mi concentro più sull’inserto. Miserabili di Marco Paolini. Ci tenevo proprio a comprarlo, lo avevo perso in diretta sulla LA7 e mi era piuttosto dispiaciuto. Il mio rapporto con Paolini nasce in una sera afosa dell’estate palermitana, un amica cara mi porta a vedere un attore emergente che ha messo sù uno spettacolo che ricostruisce la tragedia di Ustica e il muro di gomma che è regnato dopo la tragedia stessa, ITIGI Canto per Ustica. E’ uno spettacolo per pochi intimi allo Spasimo, una chiesa sconsacrata dei quartieri più vecchi della mia città, in cui un albero ha deciso di dimorare e abbattere tetto e navate. In un ambientazione così particolare le parole di Paolini corrono per l’aria e conquistano ognuno dei presenti, ognuno di noi esce dal teatro con la consapevolezza che Ustica sia un vero scandalo di Stato. Paolini prende e conquista con la sua dialettica, la sua ironia, il suo ritmo interiore, ma soprattutto fa un teatro di verità, riprende al meglio Il Mistero Buffo di Dario Fo e si fa giullare\cantore dei drammi della vita moderna.

Da quella sera d’estate, Paolini è stato una costante della mia vita, ho cercato di seguirlo nelle sue rappresentazioni e nei suoi spettacoli, quella magia che avevo provato anni fa è sempre viva, sempre vera.

Mentre sfogliavo il giornale pensavo già al pomeriggio in cui mi sarei goduto lo spettacolo che avevo perso. I Miserabili, dopo averlo portato in giro per l’Italia nel 2008, nel ventennale della caduta del muro Paolini mette in scena lo spettacolo in un altro luogo di frontiera, il porto di Taranto.

E’ un attacco allegro e spensierato all’economia e alla finanza, ai quei processi sociologici che meccanismi economici più grandi dell’intelligenza dei comuni mortali si sono messi in moto in quest’ultimo trentennio. Paolini come sempre diventa cantastorie/grillo parlante in una società che non comprende come le Banche centrali, il mediocredito e i fondi d’investimento governino la vita di tutti, senza farcene rendere conto.

Paolini denuncia che le banche con il sostegno delle banche centrali e delle istituzioni governative, siano riuscite a far indebitare i cittadini per l’acquisto di beni di non-consumo e quindi non decisamente necessari. Siano riuscite a scaricare sui piccoli inesperti risparmiatori, bolle speculative (il bluff dei fondi azionari),obbligazioni senz’obbligo di resa (Bond Argentini) latte ammuffito (Parmalat), pomodori avariati(Cirio)  e tanti tanti cetrioli.

Tutto scorre in allegria, senza parole polpettone, si capiscono agevolmente con storie di vita possibile, l’assurdità dell’economia che governa la nostra società, i punti di rottura e di possibile disastro.

Insieme al gran cantore Paolini, c’è la musica dei Mercanti di Liquore, un gruppo folk acustico (che non conoscevo, ma che grazie ad I.tunes già ho scaricato e sto piacevolmente ascoltando), che rende ancora più fluida la chiave narrativa dello spettacolo stesso. Cantano canzoni di storie vere e reali di un mondo in veloce cambiamento, in cui esistono le agenzie di lavoro interinale (Angelinosempreinpiedi), in cui ci sono investimenti altamente speculativi (Il rischio) per i quali bisognerebbe chiedere assolutamente il Foglio Informativo,una società in cui si viene risucchiati in un call centre che non offre una vita sostenibile (Marta), un mondo in cui il lavoro si porta via tutto con i suoi ritmi esasperati e in cui non ci si riconosce più (Miserabile Amica).

Ascoltandola nello spettacolo mi ha subito rapito e così ho deciso di inserirla nel post, perchè sentendola e riascoltandola, mi ci sono riconosciuto (ahimè) in tante e tantissime parole, nel tempo che non ho più e in tanti sogni che vorrei ma non riesco a coltivare. Le canzoni a volte fermano il tempo e ti fanno riflettere su dove stai andando e cosa stai divenendo, dandoti la scossa per fermare meccanismi inesorabili. Ma oltre alla parole questa canzone mi piace per la dolcezza della chitarra acustica e per l’armonia della sua arrangiatura. Proprio bella.

Paolini e i Mercanti di Liquore regalano davvero una serata magica, fortunati i presenti, ma fortunati anche quelli che hanno potuto vedere lo spettacolo in assoluta calma e riflettere sul mondo che sta divenendo.

Posto che non ho alcun interesse con Repubblica e L’Espresso, vi dico che tutta la collana in uscita in dvd, contiene degli spettacoli veramente straordinari, spettacoli che se non si ha avuto la fortuna di poter vedere dal vivo, è comunque bello potere apprezzare nella comodità della propria casa.

Per chi ne volesse sapere di più su Marco Paolini

http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Paolini

http://www.jolefilm.it/files/index.cfm

Invece se ne volete sapere di più sui Mercanti di Liquore

http://www.mercantidiliquore.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Mercanti_di_Liquore

http://www.myspace.com/mercantidiliquore

Insomma spero di poter presto condividere le vostr impressioni su questo spettacolo e questi artisti

4 commenti in “Miserabili - Marco Paolini & Mercanti di Liquore”

  1. Avevo visto I Miserabili di Paolini in TV su La 7, a novembre : lo spettacolo in diretta dal porto di Taranto cui hai accennato
    L’indomani, leggendo alcune recensioni, si calcava la mano sul fatto che l’artista avesse “perso tempo” , in una serata così gelida, a fare domande agli spettatori sull’entropia !!!

    Paolini è un grande, serio e acuto osservatore della realtà che viviamo e non ha paura a condividerla . Dovremmo essere grati che ci sia ancora qualcuno che si impegna come lui nel fare un ritratto senza veli a questa nostra oscura società.
    I mercanti di Liquore sono davvero bravi e il chitarrista- ne sono un po’ innamorata- riesce a lavorare in sintonia perfetta con “Il grillo parlante”.

  2. Assurdo, ma come si fa a dire che ha perso tempo con l’entropia? in quella serata così fredda, l’entropia che nella sua definizione reca anche quella di calore, è stato uno dei momenti più belli dello spettacolo e il miglior modo per coinvolgere un pubblico assiderato.

    Paolini è davvero uno straordinario osservatore della realtà, acuto, ironico e perspicace. Speriamo che la tv pubblica lo accolga come ai tempi di Report, merita ascolto.

    Il tuo Lorenzo è proprio bravo e affascinante, sono quasi 3 ore che ascolto il loro album, I Miserabili e spero tanto che i Mercanti di Liquore abbiano ancora successo e vena creativa. Sono un incrocio tra De Andrè e Gaber, in un allegria folk acustica, che davvero mancava alla troppo romantica musica italiana.

    Ps il mio sesto senso mi diceva che tu avessi visto questo spettacolo ;-)

  3. Ciao Pablo, ho visto la trasmissione sulla 7 molto bella e interessante, la domanda sull’ entrooia in molti non lo sapevano , pensa te!! Veneto ma molto bravo guarda anche il dvd sul vajont , io l’ avevo visto in tv unnpo’ di anni fa, molto bravo. Paolini sei grande.

  4. Ma insomma l’avete proprio visto tutti I Miserabili, solo io me lo ero perso :-( adoro il concetto di entropia, per quanto l’adoro l’ho usata nel finale del mio Cappotto Blu, per spiegare il senso stesso del romanzo…

    Paolini è grandioso! E per non sbagliare ho prenotato in edicola tutti i dvd!

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