Tutta un’altra musica - Nick Hornby

Le letture nascono dal caso, dalla voglia interiore per l’attraversamento di un particolare periodo di vita, dai regali, dai consigli dei buoni amici, di solito un libro appartiene a una di queste categorie, per Nick Hornby nel mio caso è stata la somma di tutti questi fattori. Silviainblu mi aveva consigliato di leggere Febbre a 90′, all’interno di un post dedicato a mio zio Osvaldo Soriano - http://www.pensierinblu.com/blog/2009/10/03/un-inedito-di-soriano/- , con somma intuizione di ciò che mi sarebbe potuto piacere del mondo del calcio. Una scelta davvero azzeccatissima, mi conquistava. Nick Hornby entrava così nella mia libreria. Dopo qualche giorno a casa di mio cugino, vedo lo stesso romanzo che avevo appena letto, ma in fondo non è un caso, siamo entrambi dei calciofili incalliti. Ci ritroviamo in molte sfaccettature del tifoso descritto da Hornby, trasliamo le nostre vicissitudini di fan sfegatati del Palermo Calcio, a quelle dell’ossessionato tifoso dell’Arsenal. I tifosi del mondo sono tutti uguali, cambia solo l’oggetto del tifo.

La sera di Natale mio cugino ricorda bene quanto mi abbia entusiasmato quel libro, così mi fa trovare sotto l’albero l’ultimo romanzo di Hornby, Tutta un’altra musica, che avevo piacevolmente sfogliato da Feltrinelli qualche giorno prima. Non lo avevo comprato perchè mi ero ripromesso di assottigliare la pila di libri del comodino (anche se in fondo credo che non riuscirò mai a sfoltirla, continue entrate e frequenti uscite). Un regalo proprio azzeccato e accolto con sommo entusiasmo. A questo punto il romanzo guadagna la hit della mia catasta di libri da leggere. Lo metto subito in prima posizione.

Tutta un’altra musica, ma davvero! un romanzo al passo col tempo che viviamo, coerente con le nuove tecnologie e il mondo che velocemente si trasforma. Nella storia di una coppia in crisi dopo quindici anni di monotona convivenza, trovano spazio preponderante nuove vie di esistenza.

C’è un blog che avvolge la vita di Duncan, amante di un cantante rock ritiratosi dalla scena da quasi vent’anni, di cui segue ossessionatamente le tracce, condividendo la sua passione con altri fan sparsi in tutto il mondo, uniti dalla forza di un forum.

C’è una probabile Wikipedia che illustra la carriera di Tucker Crowe, con note biografiche, album pubblicati e tutto quello che ci aspetteremo di trovare su un cantante sparito dalle scene.

Ci sono le mail con cui Tucker Crowe torna a parlare con Annie, appena lasciata da Duncan e in cerca di se stessa, in cerca di quindici anni persi in una convivenza senza amore in una sperduta località balneare inglese.

E’ un romanzo triangolare, incentrato su questi personaggi tre personaggi, danzano uniti nel cerchio della stessa storia, vengono descritti con cruda ironia e profonda consapevolezza di cosa voglia dire un esistenza sprecata, si ride e si riflette. Non è sempre facile riuscire in questa impresa. Hornby è proprio bravo.

La protagonista indiscussa del libro è la musica, la musica che abbiamo amato nella nostra adolescenza e che ci portiamo nella nostra vita di tutti i giorni, quella di cui proprio non possiamo fare a meno. Oguno di noi ha la musica del cuore, l’artista che ama e di cui diventa un fanatico feticista. Mi sono visto riflesso in Duncan perchè credo di avere lo stesso amore che lui nutre per un ipotetico Tucker Crowe, nei miei assolutamente unici Pink Floyd di cui colleziono tutto con cura maniacale (proprio oggi ho comprato un’opera omnia su di loro - Echoes. La storia completa dei Pink FloydPovey Glenn , Editore: Giunti Editore ,Data di Pubblicazione: 2009, ISBN: 8809742052 ISBN-13: 9788809742055 - un libro fantastico che raccoglie preziosissime informazioni per i fan).

Il titolo originale del romanzo è Juliet, Naked, se volete scroprire il perchè non vi basta che leggerlo. Aspetto vostri pareri!!

  • Titolo: Tutta un’altra musica
  • Autore: Hornby Nick Ci sono coppie in perenne calma piatta. Annie e Duncan lo sanno bene. Convivono da quindici anni a Gooleness, torpida cittadina inglese sul mare, e la loro esistenza è scandita da qualche lettura in comune, l’uscita di un nuovo film, ogni tanto un concerto a Londra. Non hanno figli e nemmeno rischiano di averne, vista l’evanescenza della loro vita sessuale. Ma da un po’ di tempo Annie prova un impellente desiderio di maternità, mentre Duncan non fa che coltivare la sua unica, ossessiva passione: Tucker Crowe, cantante cult americano sparito dalla scena musicale intorno alla metà degli anni Ottanta. La venerazione per Tucker, condivisa via Internet da qualche centinaio di adepti sparsi per il mondo, assorbe ogni istante delle sue giornate; e Annie comincia a chiedersi che senso abbia continuare una relazione che forse è stata solo una perdita di tempo. In questa quiete inamovibile, a Duncan arriva per posta una versione inedita dell’album più famoso di Tucker. È la scintilla che innesca una serie di eventi inaspettati, che porterà l’insoddisfatta Annie a conoscere Tucker in persona… Il nuovo romanzo di Nick Hornby si snoda sotto il binomio amore e musica, ma coglie anche in modo inatteso, originale, il tema della creatività e dei suoi alti e bassi, incarnato da questo ex musicista squattrinato in perpetua crisi, titanico esempio di fallito sentimentale.
  • Traduttore: Piraccini S.
  • Editore: Guanda
  • Collana: Narratori della Fenice
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 8860883164
  • ISBN-13: 9788860883162
  • Pagine: 316
  • Reparto: Narrativa straniera

Dalla copertina:

5 commenti in “Tutta un’altra musica - Nick Hornby”

  1. Nick Hornby rappresenta, per me, lo scrittore del quale “devo” leggere tutti i libri. Attendo con impazienza ogni sua nuova pubblicazione: non lo trovo geniale, certamente, ma trovo la sua scrittura molto easy, divertente, ironica e mai banale. Con “Tutta un’altra musica”, poi, è come se avesse chiuso, idealmente, il cerchio iniziato con” Alta fedeltà”, arricchendolo e impreziosendolo di tutta la maturità acquisita nel tempo come uomo e come scrittore . Mi è piaciuto.
    La sua scrittura , apparentemente leggera, sa cogliere ogni sfaccettatura dell’animo umano. Il libro è pervaso da un sottile filo di tristezza , risultato della solitudine dei tre protagonisti, ma la scrittura di Hornby la tiene in sospeso facendo invece emergere la positività di persone che sanno di avere fallito ma che non si rassegnano. C’è tutto quel che mi piace di Nick in questo romanzo : ironia, leggerezza_ che non gli impedisce di essere un acuto osservatore della generazione dei quarantenni_ amore per la musica, personaggi a tutto tondo come Annie, Tucker Crowe e l’insopportabile Duncan.
    Quel che non capisco è la scellerata scelta dei titoli fatta dalla casa editrice Guanda :”Tutta un’altra musica” invece di “Juliet, naked” che era talmente intrinseco al romanzo stesso che bastava non tradurlo affatto ( e poi ricorda il precedente Tutto per una ragazza)…

  2. Juliet, Naked! si è questo l’unico titolo possibile per questo romanzo, quello che gli hanno dato secondo me è solo una manovra commerciale per sfruttare la scia del successo di quello precedente, ma è decisamente una buffonata!

    Sono pienamente d’accordo con te sul giudizio che dai di Hornby, è molto piacevole da leggere, ma non è un grandissimo, ma fa venire la voglia di leggere tutti gli altri che ha scritto. Credo proprio che il mio prossimo sarà Alta Fedeltà!

  3. passo di qua per caso…
    ho letto la bella recensione di juliet naked e volevo rispondere a silvia e pablo.
    se i geni sono tolstoj, dostoevskij, hugo, goethe, pirandello e pasolini allora ok non c’è bisogno di aggiungere altro.
    però è un po’ come dire che i fratelli coen non sono geniali perchè o si è ai livelli di kubrick o di welles oppure si rientra tra i “normali”.
    ma forse esistono varie sfaccettature della genialità…e la genialità di hornby secondo me sta nel rendere interessante, divertente, commovente ciò che raccontato dai “normali” non lo sarebbe.
    tutti ci identifichiamo nei loro personaggi, le loro vite sono simili alle nostre, ma proviamo noi a raccontare la nostra vita tra lavoro e piccoli drammi privati, senza essere accusati di essere noiosi, ordinari e banali….
    io ad esempio trovo che, nel loro piccolo, la filosofia sul “non senso” della vita di will in about a boy sia geniale, così come il paradosso etico di katie in “come diventare buoni”, o i viaggi nel futuro di sam in “tutto per una ragazza”.
    siamo nel 2010, nel mondo occidentale, per fortuna non viviamo in mezzo alle guerre, non dobbiamo lottare per un pezzo di pane…come dice rob in alta fedeltà “non vivo in bosnia ma a londra” quindi lasciarsi angosciare per una ragazza è la vita, è quotidianità, è normalità.
    non ci sono eventi straordinari, ma quante vite oggi possono dirsi straordinarie?
    ecco cosa è per me hornby, uno scrittore che parla di ME e della mia banale e ordinaria vita facendomici ridere su.
    e chissà forse tra qualche decennio, quando a scuola studieranno l’uomo di fine 900, a questa delicata e ironica indagine portata avanti da hornby verrà riconosciuta la dignità che merita, come oggi accade per zeno cosini o la “gente di dublino”.

    scusate il distrubo
    buone letture a tutti.

  4. Carissima Valeria, benvenuta nei pensierinblu! Ho letto con tanta gioia le tue parole, mi sembrava di stare sul divano ad ascoltarti.
    Credo che gli autori si amino o si odino per delle speciali affinità elettive, si amano le poesie di Neruda perchè in quelle si trovano le parole che avremmo voluto dire al nostro amore, si ama Hemmingway perchè avremmo voluto vivere le sue avventure, perchè avremmo voluto incontrare i suoi personaggi, si odia Soriano perchè racconta storie tristi.
    Si ama ciò che è simile al nostro essere o ciò che ci attrae.
    Credo che alla fine la cosa più bella sia leggere, discutere e condividere le proprie impressioni su un autore.
    Hornby mi diverte tantissimo e se nelle scuole del 2100 si leggerà qualche suo romanzo, vorrà dire che vivremo in una società migliore.
    Spero di ritrovarti presto in blu!

  5. Direi che il 2010 è l’anno di Nick Hornby, dietro vostro appassionato suggerimento ho letto Alta Fedeltà (High Fidelity), mi è piaciuto tantissimo. Mi ci sono ritrovato tantissimo. Esprime al meglio tutto il travaglio dei trentenni, ognuna delle pagine entra con la passione di un blues. Poi sono giunto a una conclusione, non si può non amare uno scrittore che adora la musica del Boss e degli Stones.

    Ora ho iniziato Non Buttiamoci Giù, promette davvero bene…che ne dite?

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