Silenzio Haiti soffre

In questi giorni non ho avuto voglia di scrivere, non ho avuto voglia di pensare in blu, ascoltavo le notizie provenienti dalla lontana Haiti e rimanevo inerme, attonito. Quando accade una tragedia così grande, tutto quello che ci ha circondato e che abbiamo ritenuto importante o problematico, perde davvero molta della sua valenza. Non mi andava davvero di parlare di bei libri, di sogni da inseguire, di felicità da divenire, non trovavo in me nulla che mi motivasse a fare un pensiero creativo.

Vedevo i volti dei piccoli orfani haitiani e sentivo un vuoto dentro di me. Appena mi soffermavo a pensare su quella che sarebbe stata la loro vita futura, un emozione gelida mi prendeva. In un paese povero dove già l’aspettativa di vita non è elevata, cosa può accadere adesso a un bambino che crescerà da solo? Non credo che nessuno di noi voglia rispondere o possa rispondere.

Il terremoto si è portato via la vita di chi è rimasto sotto le macerie, ma si porterà via anche la vita di chi è uscito dalle macerie. Penso a quanti moriranno nei prossimi giorni, non ci sono ospedali adeguati, penso a chi soffre perchè non ha nulla da bere, non c’è acqua potabile, penso alla fame dilagante, non ci sono provviste, penso a delle ferite profonde che rimarrano in ognuno dei sopravvisuti e in ognuno dei soccorritori.

Tutti quelli che come me assistono da spettatori, sono delle persone fortunate, avere un tetto sopra la propria esistenza è un qualcosa che diamo sempre per scontato e normale, ma non è mai così banalmente normale.

E’ in giorni come questi che dobbiamo riflettere sul valore delle adozioni a distanza, che dobbiamo pensare a come gli stati del Club di Parigi debbano cancellare i debiti verso i paesi in via di sviluppo, che dobbiamo capire quanto sia grande e valorosa la vita di chi vive per soccorere gli altri e per donargli speranza.

Ci sono giorni in cui le nostre uniche parole possibili sono quelle che parlano di solidarietà. Questi dovrebbero essere per tutti i giorni della solidarietà.

3 commenti in “Silenzio Haiti soffre”

  1. Sì, Pablo : devono essere i giorni della solidarietà , dell’empatia e della compassione . Giorni fatti di silenzio e di molti fatti…con la speranza che non ci siano speculazioni di alcun tipo ma solo la volontà di ricostruire quel paese e , magari, ricostruire noi stessi ritrovando , così ,anche la nostra dignità di uomini.
    Amare la vita. Alla fine tutto sta qui . E non è davvero poco.

  2. Caro Pablo, che brutto guardare visi di bimbi e gente che soffre!!!! Quando ho visto tutto ciò mi sono detta non devo più pensare e fare pensieri stupidi.

  3. Amare la vita. Alla fine tutto sta qui!

    Ha proprio ragione Silvia, di fronte alle tragedie si riscoprono i valori della nostra esistenza. Non c’è proprio tempo per pensieri stupidi, viviamo in Italia ed è davvero una fortuna

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