Il centro esatto dell’isola

La notte portava sempre passione e allegria, avevano fatto tardi a ballare la musica dei magici settanta in quel discobar sulla spiaggia, poi il sentimento si era impadronito dei loro corpi e la sveglia fu comodamente rimandata. Erano partiti alle dodici e Vicio si era rivelato buon profeta, arrivati alla metà precisa dell’isola il motore del vespone di Marco iniziò ad ansimare, tanto, troppo caldo. Si erano fermati al riparo di un ulivo, per fortuna quelli non mancavano mai, era una situazione difficile ma nessuno di loro provava panico sentivano che era una vacanza nata bene e che tutto si sarebbe risolto in modo naturale, senza guai o problemi. Giulia non aveva più quella leggerezza di allora, ora era diventata ansiosa, alla prima difficoltà andava in tilt, qualsiasi evento non fosse programmato la destabilizzava, capiva che era la presenza del marito a darle tensione, sapeva di essere stata diversa da come era.Erano rimasti sotto quell’ulivo per una decina di minuti, poi Vicio aveva trovato un sentiero vicino che scendeva su una spiaggia di ciottoli desolata, aveva deciso che mentre Marco cercasse aiuto, non aveva senso stare sul ciglio della strada, voleva godersi un tuffo nel salmastro, del resto non c’era di che preoccuparsi, avevano cibo e acqua in abbondanza, potevano aspettare serenamente. Giulia e Francesca avevano subito sposato l’idea di scendere per quel sentiero e di godersi la solitudine di quella caletta, in fondo possiamo sempre trasformare gli imprevisti in colpi di fortuna, ciò che fa differenza è la prospettiva con cui viviamo la vita, ci sono dei momenti in cui tutto sembra nero e da difficoltà riusciamo solo a trovare guai e problemi, altri in cui siamo sicuri e forti e riusciamo a trovare negli impedimenti nuove gioie e nuove opportunità, il problema è avere la voglia di scegliere sempre le lenti giuste con cui guardare la vita.

Quando pensava a quella giornata, Giulia sapeva che la voglia di metterti le lenti giuste dipende da chi hai accanto e dipende dal sentimento che trasmetti a chi hai accanto, a volte basta solo ruotare di qualche grado la prospettiva per accorgersi che quello che vediamo da un punto di osservazione diverso non è mai uguale, ma a volte per fare questa rotazione occorre una mano esterna che ci sposti il telescopio. In quella vacanza i suoi amici e il suo amore erano stati la mano Cache le aveva fatto cambiare il punto di osservazione della vita e delle giornata, ma non sapeva che per ognuno di loro era come per lei, non riusciva a immaginare che la magia che si costruisce insieme ad altri è a unica e irrepetibile, credeva di essere solo lei la diversa, pensava che voleva ancora incontrare Vicio, Marco e Francesca, pensava che le avrebbero dato la carica per prendere la sua vita in mano, per tornare la persona che era stata. Questo pensiero da più giorni le prendeva la mente, ma per metterlo in atto serviva un pizzico di coraggio, erano successi tanti dolori, tanta distanza, tanti sogni infranti per quelle quattro persone che erano, iniziare non sarebbe stato semplice, doveva riuscire ad abbattere la barriera dei suoi dubbi, delle titubanze, poi per una come lei che si definiva sempre a un passo dal raggiungere qualcosa, ma le mancava sempre questo maledetto, ultimo passo.

3 commenti in “Il centro esatto dell’isola”

  1. Ciao Pablo,
    a che punto sei con il tuo “nascituro”?
    Sono vogliosa di leggerlo…finora comunica tutta la delicatezza e leggerezza della gioventù e la pesantezza e la fatica della vita , soprattutto di quel momento in cui farne il bilancio diventa quasi una necessità.

    Buon lavoro :-)

  2. Ciao Silvia,

    una delle prime copie del nascituro è sicuramente per te, purtroppo non so quando, ma so che nascerà…nel lavoro ho responsabilità sempre maggiori e la mia voglia di nuotare è incessantemente vogliosa, così la scrittura rallenta…vorrei prendere un pò di ferie per poterlo ultimare con calma…come sempre vedi lontano, L’amigdala (titolo provvisorio) è un romanzo che si incentra sui giovani che diventano grandi, che guardano alle proprie emozioni passate e con quelle cercano di capire la via futura…

    Bacissimi

  3. Ciao pablo, è un bel po\’ che non passo a trovarti. In questi giorni a Milano c\’è il carnevale ambrosiano. A presto

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