Massimiliano Ferretti, un filosofo travestito da pallanuotista

Massimiliano è nato con un nome troppo lungo per un bimbo, a Tor Pignattara gli altri bambini lo chiamano Max. Cresce in quella Roma cara a Pasolini, un sobborgo soffuso e quasi dimenticato, una spiaggia d’estate malinconica. Max è un piccolo principe, è biondo, gli occhi azzurri e nelle sue membra di bimbo si intravede una struttura di un fisico che sarà possente.

Inizia a nuotare perchè sente che il suo elemento è l’acqua, si sente libero solo quando è in acqua. E’ un grande piccolo giocherollene innamorato della palla. La pallanuoto è il suo complemento. La pallanuoto diventa presto la sua vita.

E’ un ragazzino che promette davvero bene, così già a diciasette anni lascia la sua amata Roma per giocare zingaro girovago per le piscine d’Italia. In tutte le sue partite c’è una voglia pazza di segnare, ci riesce con entrambe le mani, è un centroboa ambidestro, ogni suo tocco è magia e spavento. Ogni grande portiere si fa davvero piccino al suo cospetto.

Ha una personalità rocciosa, ha grinta e voglia di vincere sconfinata. Si carica sulle spalle una pallanuoto italiana dimenticata e le ridà lustro e splendore. La guida di successo in successo fino alla finale olimpica di Barcellona con la Spagna padrona di casa. Chi ha avuto la fortuna di vedere quella partita sa che non ne capiterà mai un’altra così. Sa che non ci sarà mai più un risultato così in bilico, un emozione così sconfinata.

A Barcellona segnai la rete piu bella e quella piu importante, entrambe nella finale olimpica con la Spagna. La prima in rovesciata, durante i tempi regolamentari, la seconda nei supplementari, sull’ 8-7 per la Spagna: superiorita numerica per noi, passaggio di Bovo, deviazione e gol. Infilai il pallone in un pertugio tra la traversa e la testa di Rollan. Un centimetro piu su o giu e addio Olimpiade. Impossibile dimenticare il suo “Ciao mamma” in mondovisione, a fine partita. A mia madre Dolores devo tutto, senza di lei non avrei nemmeno iniziato a frequentare la piscina e non sarei arrivato dove sono ora. Non ha mai cercato di darmi lezioni di vita, ma mi ha dato qualcosa di molto piu importante: il suo esempio, fatto di tanti sacrifici. E mi ha insegnato a guardare indietro, perche c’ e sempre qualcuno che sta peggio di noi. Ciò ti da la giusta misura della nostra esistenza.

Max contribuisce a rendere vivo un sogno impossibile. Chi ama la pallanuoto lo sa, impazzisce per lui, per il suo straordinario talento. Chi non ama la pallanuoto inizia a rubare le gigantrografie di Max. Si innamora dell’uomo e del personaggio.  Un personaggio eclettico e istrionico, ama la filosofia, ama Socrate, Aristotele, Kant, la ama perchè capisce che è il modo per conoscersi meglio. Nella vita pubblica è schivo e taciturno, in acqua è un leone ruggente. Non è un divo. Avrebbe il fisico e il mito necessario per poterlo essere, ma lui è sempre un ragazzo di Tor Pignattara, la sua tesi di laurea parla del disaggio giovanile legato al mondo dello sport. E’ un uomo con le spalle da uomo che sa il punto preciso in cui è iniziata la sua storia.

Quello che Max non potrà mai spiegarsi e l’esclusione da quel sette, che con lui era divenuto settebello, si è sentita negata la possibilità di vincere, era un leone lontano dalla sua savana, non poteva ruggire in acqua la sua voglia ostinata di segnare. Sarà per questo che decide di tornare nella sua Roma e di vincere uno scudetto impensabile contro il Posillipo.

Lo sport dimentica troppo spesso i suoi grandi atleti, la gente dalla faccia pulita e dai valori eccellenti, credo che ci si dimentichi troppo spesso di gente come Massimiliano Ferretti che ci ha regalato la possibilità si sognare. Leggete il suo palmares è rimarrete senza fiato.

CARTA D’ IDENTIT MASSIMILIANO FERRETTI e nato a Roma il 22 giugno 1966. Ha iniziato a giocare nella piscina dell’ Augustea, e cresciuto nella Lazio (esordio in A-1 a 15 anni) e ha poi indossato la calottina di Volturno, Arenzano (coppa Italia e coppa Coppe), Pescara (coppa Italia e coppa Coppe), Savona (2 scudetti e 3 coppe Italia), Roma (scudetto e coppa Coppe). Il centroboa ha esordito in nazionale giovanile nell’ 82, sommando 50 presenze e vincendo gli Europei di Puerto de la Cruz ‘ 84. Con la Universitaria ha vinto il titolo a Zagabria (’ 87). Con la nazionale maggiore (tra l’ 84 e il ‘ 95) ha totalizzato 340 presenze, conquistando tra l’ altro l’ oro olimpico (Barcellona ‘ 92), l’ Europeo (Sheffield ‘ 93), 2 Giochi del Mediterraneo (Latakia ‘ 87 e Canet en Roussillon ‘ 93), una coppa Fina (Atene ‘ 93), l’ oro mondiale (Roma ‘ 94). Ha vinto per 6 stagioni di seguito la classifica marcatori del campionato, dal ‘ 91-92 al ‘ 96-97. L’ 11 aprile ‘ 92, proprio contro la Roma, realizzo un bottino-record di 13 reti (20 a 14 per il Savona).

6 commenti in “Massimiliano Ferretti, un filosofo travestito da pallanuotista”

  1. Se fossi Ferretti stesso non avresti potuto descriverlo cosi bene.Aggiungi che l”uomo di oggi lo rivedo aspettare l’autobus a San Giovanni.Bellissimo gia da allora . La sua grinta e la sua grande umanità mi saranno d’aiuto ovunque.

  2. Benvenuta nei pensierinblu cara Vicky.
    Mi piacerebbe incontrare Max alla fermata di un autobus e sentire con la sua voce le sue imprese, parlare di filosofia e di umanità.
    Sono contento che sia riuscito a descriverlo bene, quando scrivi di chi non conosci, c’è sempre il rischio di qualche gaffe.
    Cerco di vivere ogni giorno con grinta e umanità, adoro chi riesce a trasmettercele.

  3. Massimiliano Ferretti, per come lo vedo io avrebbe bisogno di fiumi di parole per essere decritto…è come un diamante dalle mille sfaccettature che brilla di luce propria e non riflessa.Ma chi non se lo può permettere il brillante lo definisce falso, un cristallo niente più.Massimiliano è ghiaccio bollente.nei suoi occhi limpidi traspare tutto, o quasi, il prezzo che ha dovuto pagare per arrivare sull’olimpo e per rimanerci per vent’anni. Mai un cedimento.Non si fermava con il freddo la pioggia il vento..e studiava.Perchè è un uomo al passo con i tempi, ma è una figura che da fastidio.Forse anche perchè il suo eccesso di riservatezza è stato spesso scambiato per superbia. é dolcissimo Massimiliano come il suo sorriso.IO lo conosco e posso affermarlo.Anche a me piacerebbe rincontrarlo, anche solo per caso o per un momento,ma sarebbe il momento più bello della mia vita.Vicky

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