Notti Magiche

Era un’afosa estate del 1982, c’era un caldo divano di pelle nocciola, un ventilatore stanco di andare e la voce di mio nonno che mi diceva, Ciccio lo vedi questo ? è il Brasile, la squadra più forte al mondo! Ci faranno due gol e ce ne torneremo a casa. Aveva ragione su tutto mio nonno, c’era un Brasile fortissimo, il più bello di tutti i tempi a detta di molti, un Italia che difendeva in dieci dietro la linea della palla e ci furono pure due gol a passo di samba, ma non aveva considerato Paolo Rossi. Pablito, da quel momento. L’estate del 1982 diventò magica, tutti in piazza a festeggiare, tra fontane e sogni che si avverano per un giorno. C’era una nazione unita, un socialista vero per Presidente, i leghisti non esistevamo, si parlava di questione meridionale ed eravamo finalmente fuori dagli anni bui del terrorismo. Eravamo una nazione unita e fiera. Io ero fiero della mia figurina di Pablito con la maglia della Juve e l’attacavo nell’anta dell’armadio. Quando rivedo quella partita, penso che sia la dimostrazione concreta che i sogni possono davvero realizzarsi. Capisco pure che non tutti i secondi della vita durano la stessa frazione di tempo, ce ne sono alcuni che ti lasciano senza fiato e che si allungano a dismisura. La parata di Zoff sulla linea fu un secondo eterno.

L’atmosfera di quel mondiale fu unica, magica e irripetibile. Ci siamo andati davvero vicini otto anni dopo, durante le notti magiche. Mi ricordo che in città si organizzavano caroselli verso la casa dei genitori di Totò Schillaci. Figlio di uno dei quartieri più poveri della mia Palermo, era riuscito a unire borghesia e proletariato palermitano in un unico abbraccio. Era di nuovo tornata la magia e il sogno. La strage di Capaci, quella di Via D’Amelio erano ancora incubi da divenire. Nessuno poteva pensare in quelle notti magiche al male, alla mafia, ai rifiuti che non si raccolgono e alla mancanza di lavoro. Fu un mese di festa. Ma i sogni non si possono sempre avverare e non si possono ripetere dopo soli otto anni. Canniggia e la frenesia di Zenga, si portarono via le notti magiche. Da quel momento ho odiato i rigori, tutte le partite ai rigori sono state una vera maledizione.

Sono passati gli anni, si sono succeduti i Mondiali e la squadra nazionale ha giocato sempre peggio, le notti sono state sempre meno magiche, ci siamo trovati sempre più divisi e distanti. Meno patrioti e meno innamorati della nazionale.

Campioni del Mondo 2006. Ma che notti sono state? Molta diffidenza e divisione. Ci siamo trovati insieme a festeggiare solo per il successo finale. Non è salita la febbre del mondiale, siamo rimasti divisi nella nostra regionalità, la squadra ha vinto ma ci ha fatto sognare solo contro i tedeschi. Abbiamo vissuto quattro anni di polemiche e non quattro anni da campioni.

E ora? ora temo che le notti non saranno magiche, giochiamo senza fantasia, siamo senza lavoro, con poche prospettive per il futuro e senza voglia di essere uniti in unico abbracio. Eppure i sogni ogni tanto si realizzano. Io dico solo Forza Azzurri!

5 commenti in “Notti Magiche”

  1. Ciao Pablo..allora ci sei :)
    proprio ieri ho comprato il divertente libro di Davide Enia “Italia-Brasile 3 a 2″ che mi ha aiutato a rituffarmi in quelle giornate spensierate e nelle notti afose e magiche di tanti anni fa.
    I mondiali, quest’anno, hanno solo una cosa che mi appassiona : le fotografie dell’Africa, quelle dietro lo scintillio delle immagini ufficiali e il frastuono delle vuvuzelas, che qualche cronista serio e sensibile ancora riesce a trasmettere nelle lunghe dirette pomeridiane della rai- io non ho sky o pacchetti vari e vediamo una partita al giorno.
    Della deprimente situazione sociale che viviamo non parlo…mi auguro solo che non venga meno del tutto la capacità di sognare.

  2. Ciao Silvia!! Sono silenziosamente presente. Hai proprio comprato un bel libro, Davide Enia quando scrive di calcio ha la dote di portarti a bordo campo in un magico viaggio di emozione. Ti consiglio di leggere del buon Enia (presente nei nostri link!) Rembò è davvero spassoso, profondo, ma direi pallonaro in tutti i sensi.
    Neanche io ho sky, mi sono sempre rifiutato di vivere sepolto in casa a vedere la televisioni, ma i Mondiali così non si possono seguire. Una partita al giorno è troppo poco per la nostra voglia di seguire colori e calori dal lontano sud del mondo.
    La nostra nazionale credo sia deprimente come la nostra situazione sociale, ma da incalliti sognatori non smetteremo mai di cercare un altro Pablito!

  3. Ciao silenzioso ma presente Pablo : sì so bene che in Pensierinblu c’è un link che porta al sito di Davide Enia…infatti ho “conosciuto” questo autore grazie al tuo blog (mi piacerebbe molto vedere anche il travolgente monologo teatrale di questo testo che, ho letto, è davvero impedibile).
    Rembò sarà una delle mie prossime letture : su Ibs e su Anobii ci sono recensioni entusiastiche, però dovrà aspettare un po’…devo smaltire una forte arretrato di libri remainders ( una cinquantina) che lo scorso anno, in un accesso compulsivo, avevo acquistato su Ibs grazie ad uno sconto del 65%.
    D’accordo sul grigiore della nostra nazionale, specchio dello squallore e della mancanza di fantasia e di coraggio del nostro paese…ma i sogni , come tu insegni, non muoiono mai :-)

  4. E siamo al grande giorno, o dentro o fuori, vivere o morire, segnare per sognare! Spero che gli azzurri facciano salire la nostra febbre da mondiale, spero che l’estati ci porti il tempo per leggere tutti i libri sospesi (anche io ne ho tanti, mi faccio prendere come te dalle offerte speciali), spero che ci porti la voglia di scendere in piazza con le bandiere e le trombette, spero che se la partita non andrà come vorremo non smetteremo mai di sognare un altra Italia Mundial

  5. Solitamente, per smaltire la tensione, quando gioca la nostra nazionale stiro una montagna di panni…stavolta ascolto e scrivo : speriamo bene! Oltre all’Italia faccio il tifo per l’Argentina e per Maradona ,col suo abito da cresimando di S.Ilario d’Aspromonte, come un giornalista “spiritoso” ha scritto. Lo amo svisceratamente e mi piace l’amore e la carica che trasmette alla sua squadra, ai suoi uomini.

    La Slovacchia ha appena fatto un goal :(

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