Cappotto Blu – Extra

Cappotto Blu

Cappotto Blu

Primi di agosto, una mareggiata di maestrale irrompe sulla spiaggia di Marinella. La casa di Pablo ed Elena è tutta un fruscio, fanno rumore le vecchie teiere, sbattono gli utensili di cucina appesi sulla cappa, in ogni cosa echeggia la voce del mare. Tutto pregna di salmastro. Gli infissi non riescono a contenere l’impeto del mare, i corpi non riescono a trattenere una passione mai doma. L’amore è una danza di mare. C’è il ritmo forsennato delle onde, c’è la forza della risacca, c’è un profumo che non va mai via.

‘Stasera rimani qui? Non uscirai per mare?’

‘No Elena, non è tempo di pesca questo, è tempo per rimanere immerso nei tuoi capelli, nel tuo profumo di sale e sole.’

‘Se sono stretta a te, il vento non mi fa timore. Quando ti aspetto e il mare è in burrasca, la nostra casa non suona d’amore, suona di paura. Mi stringo forte nel mio cappotto e spero solo che tu possa arrivare presto per togliermelo.’

‘Dopo il maestrale, tornerà la quiete e pescherò un pesce spada per te. Già sogno il momento in cui lo gusteremo.’

‘Siii!’

‘Usciremo il nostro tavolino sul terrazzo, vedremo il tramonto e gusteremo meraviglia.’

‘Pablo, ma sai che prima di conoscerti non amavo il pesce spada, trovavo il suo sapore monotono, dopo pochi bocconi mi stancava.’

‘E’ il re del mare! Quando lo cucini devi averne rispetto, non puoi metterlo sulla griglia e pensare che questa sia la sua degna fine. E’ un re, merita di morire nel palato come un giusto sovrano.’

Quando Pablo parlava di cucina, Elena si perdeva nei suoi occhi, le sue parole emanavano magia, sembrava di gustare i piatti che descriveva. Sentiva già il gusto dentro la sua bocca. I pensieri entravano in lei come goccie di vino. Lentamente si inebriava e scopriva di amarlo sempre più.

‘E’ un pesce d’altura, dentro la sua carne c’è il sapore del mediterraneo, un gusto forte e deciso. Un gusto che non può essere mai contrastato, va solo accompagnato e mai sovrastato. Ricordati che se lo peschi in agosto lo dovrai cucinare con gli aromi del nostro agosto. Non cercare mai qualcosa che sia fuori stagione. Lo rovinerai e terrà la sua anima stretta a sè senza donartela.

Agosto è tempo di pomodoro maturo, è tempo di siccaggnolo, che non è buono solo per farci la salsa, ma è buono anche per tuffarsi dentro una pirofila con olio della tua campagna. Ricorda che quando tagli un frutto o un ortaggio, dovrai sempre avere rispetto della sua forma, così dovrai farne degli spicchi, mai contrastare ciò che la natura disegna. Dovrai tagliare tanti e tanti spicchi. Li lascerai sbollentare nello stesso olio. Ma non per troppo tempo, perchè poi il pesce si annoia ad aspettare. Sopra di loro adagerai i tranci di spada, che avrai prima delicatamente salato, con il sale marino mi raccomando, per il pesce non potrai usarne di diverso.

Un buon re, ha sempre una base forte, ma ha anche una corona altrettanto forte, quindi metterai sopra i tranci degli altri filetti di pomodoro. Poi serve una nota di estate, una nota di profumo e calor d’agosto, cosi farai un trito fine di basilico, capperi e mandorle con cui decorerai il pesce. E’ importante che te ne avanzi un po’ di questo trito, per metterlo nel piatto in cui servirai poi il pesce. Non abbondare.

Prima di infornare ricorda che l’olio vuole partecipare alla festa del pesce, quindi insieme ai pomodori dovrai disseminare quanche mandorla, alcuni capperi e delle foglioline di basilico.

Lascia che il calore faccia il suo corso, lascia guidarti dal profumo e dal colore per capire quando è arrivata la giusta cottura, fatti guidare dai sensi e avrai un piatto dolcemente sensuale.’

‘Pablo già mi immagino la nostra terrazza, il tavolino con la tovaglia di organza, i piatti antichi della mia mamma, il pesce spada, il viognier che ti piace tanto e soprattutto noi due. Noi due con gli occhi vicini, noi due uniti in un sapore, noi due con un vecchio tango che viene dalla cucina.’

‘Il mondo è l’amore che mi dai.’

N.A.

Cappotto  Blu è un libro circolare, che non ha necessariamente una fine ed un principio definito, la sua circolarità spesso mi contagia e tante volte torno con i miei scritti a delle storie che potrebbero essere parte di quel romanzo. Voglio fare un piccolo regalo a tutti coloro che hanno amato quel romanzo e che non hanno accettato la vecchiaia di Pablo e la morte di Elena, voglio regalare loro una ricetta e qualche pagina da aggiungere a un cerchio tinto di blu.

2 commenti in “Cappotto Blu – Extra”

  1. Grazie delle nuove pagine che hanno il profumo del mare, il calore dell’amore, il sapore di un ottimo piatto, la tristezza sotterranea di una sorte già percepita .

    Aveva ragione Nabokov ad affermare che un buon lettore, un lettore attivo, è un “rilettore”.
    Leggendo il frammento di vita che ci hai regalato ho amato ancora di più Elena e Pablo , ne ho provato una nostalgia profonda e sono andata alla ricerca di Cappotto blu, piccolo gioiello turchese incastonato in uno scaffale tra altri fratelli grossi o snelli, e l’ho messo in prima fila per poterlo rileggere con mente e cuore nuovi.

    Solitamente appartengo alla schiera di lettori che vivono i romanzi in modo viscerale e corrono il rischio di un’immedesimazione eccessiva ma in Cappotto Blu non si tratta di accettare o meno la morte dell’ una e la vecchiaia dell’altro, anzi razionalmente è il finale più letterario e lirico possibile tanto che Pablo viene ancor più ammantato da quel cappotto intessuto di lana e di sogni e , come un grande personaggio che tanto ho amato , Magroll il Gabbiere di Álvaro Mutis , la sua solitudine diventa SOLITUDINE , di qualità differente, eterna e immortale perché ben rappresenta quell’inquietudine e quell’anelito verso l’indefinibile che alberga dentro di noi.
    Proprio quell’inquietudine, la ricerca del Graal o la perdita di esso – forse rappresentata dalla morte di Elena- mi fa sentire Pablo vicino a figure come Magroll, Corto Maltese, Bardamu o i personaggi di Conrad .

    OT o quasi : ho sfogliato le pagine di Cappotto Blu con testardaggine , non ho trovato quello che hai scritto oggi…eppure sono SICURA di aver già letto queste pagine. Coerenza narrativa! ^_^

  2. Spadolini diceva che i lettori dovrebbero imparare a rileggere, quando scrivevo Cappotto Blu pensavo che se un lettore ti onora con una rilettura è un merito che ti devi conquistare. Ho pensato a una struttura circolare perchè il romanzo che segue una linea è difficile da prendere in mano e fare come suggerisce Nabokov, forse, è più facile che accada con una struttura circolare di capitolo indipendenti.

    Mi emozioni parecchio con i tuoi accostamenti, perchè è un paragone che viene da un lettrice di spessore, da una donna di cultura come poche, l’onore che mi riservi nella tua libreria è un onore davvero grande.

    Come sai ho iniziato a leggere Corto Maltese dietro tuo suggerimento, leggendolo ho pensato anche io che Pablo a tratti fosse simile al grande Corto, eppure non lo conoscevo. Parallelismi inconsapevoli.

    “in Cappotto Blu non si tratta di accettare o meno la morte dell’ una e la vecchiaia dell’altro, anzi razionalmente è il finale più letterario e lirico possibile tanto che Pablo viene ancor più ammantato da quel cappotto intessuto di lana e di sogni” hai fatto bingo! sei la prima persona che me lo dice, Pablo continua a vivere la parte finale della sua vita avvolto in un cappotto di lana e sogni, prende le sue vecchie poesie, i suoi racconti, il pò di teatro che aveva provato a scrivere, le mette insieme come pezzi di un puzzle e scrive della sua vita, scrive di Elena dell’amore grande che provava per lei e scrive avvolto in un cappotto per sentirla ancora vicina.

    Sembrano proprio uscite da Cappotto Blu, eppure le ho scritte ieri, pieno di buonumore e amore, con tanta voglia di mare, un pò del romanzo mi vive ancora dentro :-)

    Un abbraccio, grande.

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