Urlo
Urlo.
Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude, isteriche
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte…
http://www.poesieracconti.it/poesie-autore/allen-ginsberg/urlo
Un film per erranti vagatori delle poesie metropolitane. Domenico Procacci difficilmente sbaglia quando produce o distrubuisce un film o un libro, con Urlo continua la sua serie fortunata. Vi potrei dire che il fim è stato premiato al Sundance Film Festival, ma i premi sono davvero poco importanti per giudicare la qualità di un film. Un film andrebbe commentato per le emozioni che ti regala e per quelle che ti lascia addosso il giorno dopo. A me ne ha lasciate parecchie. Mi sembra di essere qui con il mio pc a scrivere e di vedere steso sul divano Allen Ginsberg che mi racconta del suo modo di far poetica. Sento ancora la sua voce che canta e declama i versi di Urlo. Ieri me ne sono andato a letto con una parola Moloch, mi sono addormentato con una litania di immagini che disegnavano la disperazione, la desolazione, la solitudine di una generazione troppo beat per essere accettata nel suo tempo e nel suo spazio. Sento ancora il jazz scorrermi nelle vene. Vedo ancora musica, strofe e metafore che diventano cartoni animati di pura poesia.
Tornando a casa vi verrà voglia di afferrare Urlo e rileggerlo con la consapevolezza di chi lo ha sentito declamato e interpretato da un amico, capirete molte delle parole che finora erano un enigma lontano, se non lo avete in casa avrete voglia di acquistarlo per gridare anche voi Moloch!
Mi è rimasta dentro una frase del film, vostro onore le poesie non possono tradursi in prosa, sono poesie.
Vi regalo una piccola chicca che rende l’uomo Ginsberg e il suo carisma, ad accompagnarlo con la chitarra Paul Mc Cartney.
Categorie: Libro Dei Sogni, Pensieri in Blu


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