Amare la vita (alla fine sta tutto qui).
Ci sono dei giorni in cui mi sembra tutto maledettamente uguale al giorno precedente, in cui ho i sacchetti della spesa in mano, la borsa del lavoro e non trovando le chiavi per aprire il portone, impreco sulla routine quotidiana che logora la parte migliore di me. Penso che sono solo un dentello di un meccanismo che non posso controllare. Mi sento vittima e soprattutto impotente. Ma dopo entrando in casa, sparo i Pink Floyd ad alto volume, riempono la mia intimità con la magia della loro strumentazione e scopro che forse con la stanchezza del quotidiano apprezzo meglio la musica dell’animo. Ascolto e mi sento vivo.
Odio chi dice di non avere tempo. Odio chi dice che il lavoro gli prende tutto. Mi odio quando lo dico. Mi odio perchè so che in fondo sono io che sono stanco e che ho voglia di farmi assorbire dalla macchina infernale del lavoro. Ma i pensierinblu devono comunque andare avanti! Mi amo quando con tutta la forza mi impongo di scrivere, perchè dopo le prime battute tutto viene da solo (come in questo momento) e alla fine della storia rileggendo le mie parole scopro di essere assolutamente vivo. Penso che queste parole rimarranno comunque e che tra anni rileggendole mi accorgerò di essere stato un uomo vivo. Di avere lasciato una traccia di me a chi verrà dopo di me.
Quando la sveglia suona al mattino, vorrei che tutto si cristalizzasse nella morbidezza delle lenzuola, che il mondo facesse stop e che mi lasciasse dormire. Credo di non avere voglia di svegliarmi e mi chiedo il perchè di questa tortura. Eppure quando di fronte lo specchio mi pettino e annuso l’essenza del mio nuovo profumo, penso a quanto sono bello e fortunato e non vedo l’ora di farmi il nodo della cravatta per vivere tra le strade del mondo.
Ci sono giorni che compro la mia adorata Repubblica e dopo avere sfogliato qualche pagina, chiudo il giornale e credo non sia necessario essere informati. Mi viene tanto sdegno di essere italiano, mi viene tanto sdegno di essere siciliano. Come direbbe Ungaretti vorrei stare come una cosa dimenticata. Non voglio sapere quello che succede, perchè credo di non vivere nel migliore dei mondi possibili. Eppure dopo avere chiuso sdegnato le pagine di Repubblica faccio un compromesso con me stesso: posso leggere solo quello che capita al Magico Palermo. E dopo faccio un altro compromesso e leggo un pò sui nuovi libri e sui grandi autori. E poi di compromesso in compromesso leggo tutto il quotidiano e mi rendo conto di essere un uomo fortunato. Sono fortunato a essere comunque siciliano e comunque italiano. Credo che la cosa più bella dei nostri tempi sia la libertà di informazione e soprattutto la velocità con cui ci possiamo informare. Credo che una società moderna come la nostra possa essere una società capace di non belligerare e capace di scegliere gli amministratori migliori. Credo che sbaglieremo alcune scelte, ma il volume di informazioni che abbiamo finirà per farci scegliere per il meglio. E’ solo questione di tempo. Non sono un folle idealista. Sono un riflessivo. Allora penso di vivere davvero nel migliore dei mondi possibili.
Capisco di essere pienamente vivo, quando non mi faccio condizionare dagli eventi atmosferici. Vi dico francamente quello che penso, i metereopatici sono solo degli sciocchi! Quando dico che non mi va di uscire perchè piove, la verità è che non ho stimoli per uscire. Facciamoci tutti un esame profondo e ditemi se non è vero. Se poi la vogliamo dire tutta le giornate che ricordiamo come particolari o allegramente particolari hanno in comune una nevicata, un temporale improvviso, un bagno col mare in tempesta, un onda che ti schizza quando la vuoi fotografare (e sono sicuro che mio padre leggendo questo riderà, perchè in questa disciplina sono un vero professionista, ad anni di distanza due onde mi hanno completamente bagnato in pieno inverno nello stesso punto).
Siamo sinceri con noi stessi, non abbiamo motivi per non vivere da leoni. Non abbiamo motivi per arrenderci di fronte alle avversità. Perchè a volte la fine arriva improvvisa e non ci da il tempo di fare quello che avremmo voluto ancora fare.
Vorrei che ognuno che leggesse questo post, piantasse un albero, se ne predesse cura e lo trattasse come un figlio. Creare vita è il dono più bello che possiamo fare. E’ un dono per se stessi e per chi ci sta accanto.
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